Riceviamo e volentieri pubblichiamo
La generale sfiducia si dissolverà nel momento in cui verrà annunciato che mai più nessuno occuperà a vita un impiego pubblico.

La generale sfiducia, verso la pur importante selezione di coloro che andranno a ricoprire i ruoli di governo, si dissolverà nel momento in cui verrà annunciato che mai più nessuno occuperà a vita un impiego pubblico, venendo invece questo regolarmente restituito al popolo per permettere il democratico ricambio. Solo questo passo può generare la fiducia necessaria a delegare ad altri il proprio potere personale. Solo sapendo che tutt’intorno a chi comanda ci saranno cittadini, preparati, sì, ma che torneranno ad essere persone come le altre una volta terminato il temporaneo mandato, saremo certi che saremo rispettati ed i nostri interessi realmente perseguiti.
Ogni persona assennata s’è ormai resa conto che uno Stato, una Regione, una Provincia, un Comune, nonché un’Europa, in cui chi comanda dispone del POTERE ASSOLUTO concessogli da chi ha barattato la propria dignità civica con un posto finto-pubblico a vita, in pieno ossequio al più tirannico disegno politico, non sono degni di ricevere alcuna delega.
Al contrario la fiducia politica inizierà a scorrere ovunque come non mai, l’astensionismo scomparirà, non appena noi cittadini sapremo di poterci alternare dappresso ai governanti. Avendoci intorno, questi non potranno più scaricare su di noi il peso di politiche che riescono ad essere un obbrobrio perfino quando perseguono giusti fini.
Pacificamente, legalmente, civilmente lo Stato, le Regioni, le Province, i Comuni, l’Unione Europea, vanno liberati dagli assunti a vita. Solo liberandoci dei milioni di piccoli e grandi tiranni, che da sempre ci costringono con la forza a rispettare ogni più indegna legge, la democrazia cesserà di essere quel sogno indefinito ch’è ancora oggi, a più di sessant’anni dalla sua dichiarazione, e diverrà infine una concreta, affidabile ed indistruggibile realtà.

Sembra impossibile ma in Italia siamo sempre sotto organico, dalla Magistratura fino ai Forestali!
Mi fai ricordare che quando nel 78 all’Università di Padova aprimmo una nuova mensa, il CDA dell’Opera Universitaria (era questo l’Ente pubblico scomparso nei meandri regionali) si piegò al sindacato che indicando un consulente (AMICO) impose un organico di 55 persone per turno.
Bene, l’organico fu di 55, ma io non assunsi mai più di 43 persone che era quello che da direttore dell’Ente avevo predisposto. E non ero il “padrone”, ma “solo” il dirigente “responsabile” che sa quanti addetti servono effettivamente al servizio intrapreso. Ho subito ovviamente, nel tempo, costanti contestazioni, ma il servizio funzionò benissimo con notevole risparmio di “spesa”, che andò naturalmente a “investimenti” futuri.
Perché ricordo questo? Solo per dire che di regola il difetto sta nel…..MANICO!
Ancora stò pubblico impiego a rotazione,
una massa di parassiti a non fare nulla a carico dello Stato.
Ogni tot mesi uno che non sa nulla delle poste va a scaldare la sedia in un ufficio postale, poi dopo tot mesi va a non fare nulla ai trasporti…
Ma che cagata è?
Chi dà allo stato i soldi per pagare tutti questi nullafacenti?
Qualcuno lavora e si spacca la schiena per mantenere 55 milioni di dipendenti pubblici…
Cose dell’altro mondo…