Demagogia è la parola che nessuno ha ancora usato, ma è il programma politico che ha vinto le elezioni e condiziona le sparate anche di quelli che le hanno perse. Gli storici commenteranno il passaggio dell’Italia da una democrazia parlamentare (peraltro sempre più influenzata dai poteri forti e dalla delinquenza organizzata che ha risalito l’Italia ), alla demagogia urlata, per anni predicata sulle piazze da Grillo e ora attuata dai suoi seguaci eletti, selezionati in base alla loro impreparazione culturale e obbedienza al capo. Ma la demagogia pervade anche gli altri partiti, a cominciare dall’alleata Lega, che dopo qualche intoppo iniziale non ha mal governato le regioni. Curiosamente, nessun giornalista ha voluto approfondire questa analisi: probabilmente sono tutti in lista d’attesa per qualche redditizia nicchia nella futura gestione RAI.
Ciò premesso per il quadro generale, azzardo qualche commento sui tecnici di gran nome selezionati per rassicurare il mondo sui nuovi demagoghi al potere. Savona ha certo un curriculum che gli consente di demistificare le regole dettate dalle multinazionali bancarie e attuate dalla CEE come vangelo. Però è tanto tempo che non parla e non scrive. Viceversa, nella sua storia c’è anche un periodo come direttore generale della Confindustria , carica da cui fu rimosso per un contratto di pulizia a lunghissimo termine fatto con un’azienda tangentara, come tutte quelle del settore pubblico a Roma.
Più complesso il giudizio su Conte avvocato vanesio, che a parte la debolezza di qualificarsi come visiting professor di tutte le più importanti università d’occidente dove viceversa era entrato solo per far pipì, esibisce una serie di incarichi decisamente importanti e pubblici, come quello al vertice di controllo dei magistrati amministrativi, carica che non si vede bene come si possa conciliare con l’esercizio della professione legale, che in Italia annovera un numero esagerato di avvocati famelici: solo a Roma gli iscritti all’albo sono tanti quanti ce ne sono in tutta la Francia, dove gli avvocati fanno anche i notai. E quelli che guadagnano di più sono proprio i civilisti e ancora di più gli amministrativisti ben rapportati con i magistrati del settore: esempio storico l’avvocato di Berlusconi, quel Previti che persino Scalfaro rifiutò come ministro di Giustizia ( e accettò, perchè andava bene agli USA, come ministro della Difesa), e che aveva esordito spogliando la marchesina minorenne sotto la sua tutela per regalare per quattro soldi Villa San Martino al suo più generoso cliente.
Può darsi che io sia troppo sospettoso, ma in queste velocissime carriere a ogni cambio di regime io sento odore , più che di P2, della persistente influenza USA sul nostro paese, che diventa opprimente e stupida nella scelta degli uomini da sponsorizzare nei cambi di regime quando in USA comandano i repubblicani , che, come Conte sta imparando a sue spese, contano molto poco nelle università americane, e che, come stiamo per imparare tutti noi, sono felici se uno dei paesi più importanti della UE gioca allo sfascio e blocca la possibilità dell’Euro di diventare una moneta alternativa al dollaro negli scambi internazionali: chissà di cosa e con chi ha parlato Di Maio in Usa…
Quel che probabilmente sfugge agli americani è che Mattarella non ama troppo queste intrusioni, anche per via dei suoi ricordi di famiglia: il padre nume tutelare dei padrini con copertura USA, e i successori di quei padrini poi gli ammazzano il fratello….
Claudio Bellavita

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