
Una nuova svolta nel caso dell’omicidio di Chiara Poggi, la giovane uccisa a Garlasco nel 2007.
Il Dna maschile rinvenuto su una garza durante l’autopsia, utilizzata dal medico legale per il prelievo di materiale biologico dalla bocca della giovane, non sarebbe legato all’assassino.
Lo ha reso noto la Procura di Pavia, guidata dal procuratore Fabio Napoleone.
Sembrerebbe che, durante gli esami, il corpo di Chiara Poggi e quello di un altro uomo, deceduto per cause naturali, sarebbero stati sottoposti ad autopsia sullo stesso tavolo, con strumenti non adeguatamente sterilizzati.
L’identificazione è avvenuta grazie al confronto con i campioni biologici di cinque soggetti maschili esaminati nello stesso arco temporale. Il Dna compatibile è risultato appartenere ad un uomo catalogato con il codice “153E”.
La Procura ha affidato una nuova perizia alla professoressa Cristina Cattaneo, esperta in medicina legale e antropologia forense, per esaminare nel dettaglio ogni elemento.
Inoltre, nella nota ufficiale, la Procura ha voluto precisare che i test genetici, condotti fino ad ora, sono stati effettuati con il massimo rigore scientifico.
Beatrice Progni
(da “Avanti Online”)

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