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De Pedis e De Profundis

di Mauro Del Bue | 4 Aprile 2012

Spero che ad un dibattimento si possa arrivare per ascoltare testimonianze di personaggi ancora viventi che possano spiegare il motivo della sepoltura di De Pedis in Sant’Apollinare.

Continuo a ritenere quanto meno paradossale che l’ex capo della banda della Magliana Enrico De Pedis sia stato onorato, dopo una luminosa carriera costellata di sangue, di una sepoltura quasi sacrale all’interno della cripta della basilica di Sant’Apollinare di Roma, dopo il suo omicidio avvenuto a Roma il 2 febbraio del 1990. E’ di ieri la decisione del procuratore aggiunto di Roma Giancarlo Capaldo, che indaga sulla fine di Emanuela Orlandi, la quindicenne figlia di un dipendente del Vaticano, scomparsa in circostanze misteriose il 22 giugno 1983, di rinunciare a ispezionare il sepolcro. A suo giudizio, infatti, l’atto non sarebbe più necessario. Che possa esistere qualche rapporto tra la fine della povera Emanuela e la figura di De Pedis era apparso chiaro dalla testimonianza di Sabrina Minardi, la ex moglie del calciatore Bruno Giordano e poi compagna dello stesso De Pedis. Si trattava di ipotesi che si sono rivelate, a giudizio degli inquirenti, almeno a quanto si legge, piuttosto contraddittorie, anche se suggestive (chiamavano in causa i rapporti tra lo Ior di Marcinkus e gli aiuti a Solidarnosc con l’apporto delle risorse della banda della Magliana) e in grado di svelare sia il mistero della morte di Emanuela sia la beatificazione di De Pedis, la cui tomba eretta con una elegante scritta in marmo è risultata analoga a quella di un papa con un lavoro effettuato da un marmista del Vaticano. Restano a mio giudizio due esigenze fondamentali. La prima riguarda la giustizia italiana. Spero che ad un dibattimento si possa arrivare per ascoltare testimonianze di personaggi ancora viventi che possano spiegare il motivo della sepoltura di De Pedis in Sant’Apollinare e possibilmente anche togliere le ragnatele da un sequestro tra i più crudeli. La seconda riguarda il Vaticano. Nel pieno rispetto delle sue prerogative e nella speranza che Papa Benedetto voglia continuare nella sua opera di trasparenza e di denuncia delle responsabilità che così apertamente si è dispiegata sulla delicata vicenda della pedofilia, è augurabile che si arrivi a scindere anche fisicamente la sacralità di un luogo religioso da una presenza davvero ingombrante perché, come sanciva il Foscolo, i sepolcri ispirano i vivi. E colui che è degno di onore “non vive ei forse anche sotterra, quando gli sarà muta l’armonia del giorno, se può destarla con soavi cure nella mente de’ suoi?”

Pubblicato in : Primo piano

Info Mauro Del Bue

Mauro Del Bue è un politico, giornalista e storico italiano. Già deputato per lo storico PSI e per il Nuovo PSI, attualmente è membro della Segreteria Nazionale del ricostituito PSI, direttore del quotidiano socialista Avanti!

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