L’accoglienza riservata in Senato al naufragio del DdL Zan non è solo indegna di un’aula parlamentare: ci consegna anche l’immagine di una destra italiana insensibile alle minoranze e ai diritti. Ma non minori sono le colpe del PD. Ridurre tutto a conseguenza dell’eterno scontro con Renzi è banalmente falso. Ed è un brutto segnale per la creazione di una alleanza vasta in grado di affrontare il centrodestra con possibilità di successo.
Il provvedimento aveva ottimi intenti, che sono quelli espressi nello stesso titolo del ddl: la prevenzione e il contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità. Ma il testo era discutibile e poteva essere migliorato soprattutto a causa di norme che rasentavano la introduzione di veri e propri reati di opinione e manifestavano un intento pedagogico. In una materia tanto delicata, c’era il pericolo di assegnare ancora una volta ai magistrati un compito che dovrebbe appartenere alla politica e al sentimento della società civile.
Non avere accettato di proseguire il confronto con le altre forze politiche al Senato, dopo l’approvazione alla Camera, è stato un errore. L’ennesimo capitolo nella storia di quella sinistra massimalista che privilegia lo sventolio delle bandiere privo di risultati alla paziente opera e alle indispensabili mediazioni che conducono a buoni risultati e alle riforme. Ma ancora maggiore è l’errore che il PD sta compiendo nella gestione di questa sconfitta parlamentare: un errore che ne condiziona l’immediato futuro. Perché le perplessità e i dubbi sul testo bocciato e la sollecitazione di una trattativa non appartenevano solo a Renzi ma anche ad altri possibili protagonisti di un futuro schieramento alternativo al centrodestra, a cominciare da Calenda, reduce dal considerevole successo numerico alla elezioni romane. E, dunque, il PD vuole coprire da solo, assieme ai declinanti e frantumati 5Stelle lo schieramento di centrosinistra o ritiene indispensabile una pluralità di soggetti? E allora perché questa battaglia per sventolare, in esclusiva, una bandiera?
Nicola Cariglia

d ispiace che il buon Cariglia, consideri solo Calenda e pochi altri degni di considerazione su uestioni di rilievo etico e civile come quelle del DDL.La destra è semre brutta e cattiva.Gli applausi son una costante nel ns. Parlamento/Senato quando passa un provvedimento , si rilegga la storia anche recente.
Fa male a sussurrare che vi erano dubbi su alcuni Articoli (1-4,5). Erano cruciali ed il Centro destra aveva proposto modifiche ch e riducessero il rischio dei reati di opinione. non è pertinente insensibile ai problemi Civili , tanto aver fatto una proposta. L’applauso viene a fronte della tipica Arroganza ,questa su che è un distintivo della Sinistra, dmostrata dal PD: IO sono il Buono ed IL Giusto chi mi si oppone non ha diritto di parola .
Anche Gay dichiarati del PD hanno votato contro con chiare enunciazioni delle pecche del DDL.
La prego cerchi di ragionar sui fatti e non sui preconcetti legati alle sigle. La sua onestà intellettuale ne guadagnerà
Caro Martelli,
lei è un tifoso, io osservo con distacco. Se fossi tifoso di destra scriverei probabilmente come lei. Se lo fossi di sinistra scriverei il suo esatto contrario. E, invece no. E le rivelo una cosa: esistono persone che in questo e tanti altri casi non si riconoscono in Salvini, Meloni, Berlusconi e nemmeno in Letta, Cirinnà e Leu. Per il resto, credo che lei sia molto più buono di me.
Carissimo Nicola,
la seguo e la leggo spesso e volentieri, pur non condividendo sempre le sue conclusioni, perché la ritengo una voce equilibrata e razionale in un panorama giornalistico/politico viceversa dominato da urlatori e, con una certa cortesia, da non-pensanti.
Le chiedo quindi cortesemente un chiarimento su quanto esternato in questo pezzo.
Secondo lei il DDL ZAN andava bene così?
Oppure andava modificato in uno o più punti (vedi art. 4 per esempio)?
La mia confusione nasce dal fatto che apre l’editoriale con (copio e incollo):
“L’accoglienza riservata in Senato al naufragio del DdL Zan non è solo indegna di un’aula parlamentare: ci consegna anche l’immagine di una destra italiana insensibile alle minoranze e ai diritti.”
Facendomi intendere che chi ha votato contro abbia di fatto commesso un’azione riprovevole.
Viceversa, proseguendo:
“Ma il testo era discutibile e poteva essere migliorato soprattutto a causa di norme che rasentavano la introduzione di veri e propri reati di opinione e manifestavano un intento pedagogico.”
Che invece mi lascia supporre che lei sia, o fosse, dell’idea che si dovesse procedere a delle modifiche prima dell’approvazione.
Mi pare, ma chiedo conferma, che fosse stato chiesto un confronto per addivenire a un testo più condivisibile prima del voto dagli oppositori (diciamo così) che non ha mai incassato neppure un “vediamo” da parte di PD e M5S.
Forse intendo erroneamente e lei si riferisce all’applauso di parte (consistente) dell’Aula quando il provvedimento è stato bocciato? In questo caso concordo, per quello che possa contare, sul fatto che, data la delicatezza della materia trattata, un maggior tatto sarebbe stato opportuno e apprezzato.
Grazie,
Tommaso.
Caro Tommaso,
si, mi pare che mi abbia correttamente interpretato. Sono proprio gli applausi e gli schiamazzi che non vanno bene: non in quella sede e, tanto meno, in quella circostanza. Poi, come lei correttamente riporta, il testo, secondo me, doveva essere dimenticato. Se, poi, il suo scritto sottende una domanda a me rivolta, ovvero se appartengo alla categoria di persone per le quali va sempre bene la sinistra e sempre male la destra (motivo per il quale avrei censurato gli applausi) la mia risposta è ancora più decisamente no. Anche perchè rispetto alla sinistra numericamente prevalente oggi, mi considero uno che è “diversamente” di sinistra.
Grazie per il chiarimento.
Ma visto che ci siamo le chiedo: ha ancora senso, volendo cercare di utilizzare il proprio cervello, assumere posizioni politiche vecchio stile?
Ha ancora senso dire “sono di sinistra” o “sono di destra” o qualunque variante si voglia nel mezzo o prima o dopo?
Soprattuto prescindendo da quello che viene fatto o detto dai rispettivi “poli”?
E’ vero che sarà impossibile essere sempre d’accordo su tutto ma qui mi sembra che le decisioni vengano prese, un po’ da tutti, con sempre minore attenzione a quelli che sono i reali problemi del Paese e dei suoi abitanti.
Posso rimpiangere il vecchio P.L.I.?
Grazie e mi scusi per lo sfogo.
I termini destra-sinistra, secondo me sono utili come punti di riferimento per capirsi. Poi, sarà bene scansare gli insopportabili custodi dell’ortodossia…
Singolare esempio di non condivisione di una cosa che non si è letta? Di grazia, sig. Giovanni, in questo articolo dove sta scritto che che il ddl Zan è un esempio di legge scritta bene?