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Corsa al Quirinale: attenti a quei due

Il gioco della politica italiana sembra essere tornato alla casella iniziale. E ad Arcore come in quel di Fiesole, il postino della storia sembra intenzionato a suonare una seconda volta.

di Daniele Marchetti | 1 Novembre 2021

Tutto come sette anni fa: stessa scadenza, stessi protagonisti e medesime manfrine.

Il gioco della politica italiana sembra essere tornato alla casella iniziale. E ad Arcore come in quel di Fiesole, il postino della storia sembra intenzionato a suonare una seconda volta.

Tutto diverso, tutto uguale! Dal patto del Nazareno, alla quasi indifferenza. Dalla leadership indiscussa (per entrambi) alla residualità strategica. Da cenerentole dei due poli ad indispensabili interlocutori nella scelta del nuovo Capo dello Stato. Il destino politico di Silvio Berlusconi appare legato inscindibilmente a quello di Matteo Renzi.

Al momento le posizioni sembrano lontane. Ma non quanto si vorrebbe far credere. All’auto candidatura dell’uno: fumo negli occhi per gli avversari ed arma di distrazione di massa per alleati e media, si contrappongono analisi simili sulle caratteristiche/peculiarità del nuovo inquilino del Colle piu Alto individuato (il maschile sembra -al momento- prevale) come europeista, moderato, fortemente competente in politica estera, internazionalmente stimato e, soprattutto, riformista (aggettivo sconosciuto al vocabolario lettiano).

Sicuramente entrambi non potranno mai votare un leader della sinistra ortodossa (Massimo D’Alema tanto per non fare nomi) o della sinistra ulivista (Romano Prodi) né, tantomeno, un portabandiera grillino (Giuseppe Conte).

Allo stesso modo, sia Matteo Renzi che Silvio Berlusconi, si guarderanno bene dal destabilizzare e depotenziare una impalcatura istituzionale in fieri (da entrambi condivisa e votata tanto in Italia come in Europa) e che si sta rivelando assai utile al Paese con candidature alla Paolo Gentiloni (Commissario europeo all’economia strategico in vista -soprattutto- della revisione dei trattati) o alla Mario Draghi: apprezzatissimo Premier e indiscusso numero uno dei leader europei dopo l’addio di Angela Merkel.

Per stessa ammissione dei due, poi, appaiono escluse dal novero delle possibili candidature anche tutte le figure divisive (siano essere autorevoli personalità della cultura -Liliana Segre in primis-, delle Istituzioni -Sabino Cassese- o della Magistratura -Piercamillo Davigo-) e quelle istituzionalmente di parte come i segretari generali dei sindacali o i leader di partito (la storia, a tal proposito, testimonia come mai un presidente/segretario di partito sia asceso al soglio quirinalizio con ciò liquidando ogni velleità arcorese).

Insomma chi non potrà divenire il 13° Presidente della Repubblica Italiana sembra abbastanza chiaro ed assodato. Resta da individuare un nominativo condiviso ed in questo percorso le opinioni di Matteo Renzi e Silvio Berlusconi saranno decisive come i voti di Italia Viva e Forza Italia per la sua elezione.

Come sette anni fa: attenti a quei due!

Daniele Marchetti

Pubblicato in : EditorialeTag: angela merkel, anni, berlusconi, capo dello stato, draghi, europa, fiesole, italia, leadership, magistratura, mario draghi, massa, matteo renzi, merkel, politica italiana, presidente della repubblica, presidente della repubblica italiana, prodi, renzi, repubblica, repubblica italiana, romano prodi, silvio berlusconi

Info Daniele Marchetti

Nato a Lucca nel gennaio 1965, sposato e padre di un furetto di nome Filippo, risiede a Firenze. Laureato in Scienze Biologiche, specializzato in Epistemologia presso l’Università degli Studi di Pisa e perfezionato in “Bioetica e Biotecnologie” all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, dal 1997 è abilitato alla professione di Biologo e dal 2003 è giornalista iscritto all’Ordine della Toscana e Direttore di alcuni periodici lucchesi. Già ricercatore presso l’Università degli studi di Firenze e titolare di una borsa di ricerca del Ministero degli Affari Esteri (bandita dall’Istituto Agronomico per l’Oltremare), nel 2000 ha pubblicato per lo Studio Editoriale Fiorentino (S.E.F.) il volume “L’Italia delle Agro-Biotecnologie”. Appassionato da sempre di politica (quella pensata più di quella “realizzata”), nel 2001 entra in Consiglio regionale della Toscana come funzionario e nel 2009 guida, con la carica di Dirigente, una Segreteria Istituzionale. Dal 2010 ha rivestito l’incarico di Responsabile dell’Ufficio stampa di un influente Gruppo consiliare.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Angelo Giubileo

    31 Ottobre 2021 alle 10:34

    Profetizzo: Draghi capo dello Stato e Berlusconi senatore a vita. Quanto al premier per un anno, fino al 2023, anche il centrosinistra potrà giocare un ruolo. Come al solito, vedremo!

    Rispondi

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