Ma davvero l’algido Coopy salverà Matteo?
Mentre viene assalito a destra e a manca per le ultime gaffettine, gli ultimi errori di strategia intestini ed esteri tipo lo schieramento indefesso e di dubbio esito prima, conclamato dopo e poi fallito, a favore dell’ ex fist lady statunitense. Dopo avere dimostrato scarsissima astuzia diplomatica che la dice lunga sul terrore che lo ha assalito dopo gli ultimi sondaggi. Dopo cotanti floppetti forse l’unico gesto sano è proprio quello di avere teso la mano all’estremo salvagente che gli si è presentato. Si è aggrappato al mite e gelidino Coopy che, a onor del vero, ha dimostrato di essere più caloroso e di avere anche un’anima.
E ha scritto e firmato la carta, per vedere l’effetto che fa. Sull’elettorato. Con la promessa, speriamo non da marinaio, di revisionare, fare un tagliando all’Italicum e cambiare qualche pezzo.
Di sicuro in tutta questa bolgia che circonda tutti quanti, ricca di accuse ingiurie e offese, finalmente si fa strada fra la folla forconiana un signore distinto, biondo calmo equilibrato. E al momento giusto, dato che la gente non ne può più di assistere a insulti in ogni dove, che dimostrano un nervosismo al di là di ogni accettabile funzione politico istituzionale.
C’è dunque il momento della semina e il momento del raccolto che, se insultato da agenti atmosferici eccessivamente invadenti e invasivi, potrebbe risultare o troppo acerbo o troppo passato. E magari decomposto o putrefatto.
Ora non resta che attendere e controllare se la carta e la firma saranno onorate. Come ultima spiaggia. Cercare dunque la mediazione, il punto d’incontro ma non nel partito, che per tenerlo unito, sostiene alla fine Matteo, non si può bloccare il Paese. Finalmente l’ha capito. Vedremo se è troppo tardi.
Carla Ceretelli

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