Marino e Renzi: è una di quelle situazioni dove può succedere di tutto. Ma anche nulla.
Ore a pensare,a leggere le carte, poi ti trovi in un labirinto non vedi
uscita… elezioni? E dopo?
Marino è sicuramente uno che ha litigato da piccolo con la politica, è un
elefante in un negozio di vasi di vetro, è un signore di colore ad una
riunione del Ku Ku Klan, uno che si trova spesso nel luogo dove
non dovrebbe essere.
Uno che sembra un alieno in un mondo di cinici e bari
ma è anche uno che non ce la racconta tutta, perché nel suo armadio ci
sono nascosti i vizietti che lo hanno fregato. In altri tempi, vedi la
storia dei rimborsi quando era professore a Pittsburgh.
Insomma, dopo che con la politica, Marino ha litigato anche con gli
scontrini…
Marino è un cumolo di contraddizioni, gli credi, lo segui, poi non sai
dove ti porta. Sembra che nemmeno lui lo sappia, quando fa le ripicche e minaccia il secondo incendio di Roma dopo Nerone.
Strano che nessuno abbia sollevato questi problemi a fronte della sua
candidatura a Sindaco della capitale d’Italia. Non l’ultima provincia, la
capitale.
Marino eletto Sindaco con il 60% delle preferenze si scopre la vocazione
del missionario, è sicuro che il destino gli ha dato una missione: salvare
Roma. La città forse più complessa del mondo. Da almeno duemila anni.
Il primo giorno entra in ufficio e chiama la Guardia di Finanza, il perché
si intuisce ma non lo dice nessuno.
Si sente “unto” e comincia ad atteggiarsi da tale, tradotto significa che
nessuno sfugge al “delirio” del potere.
E’ talmente pieno di se che non si accorge che, là vicino, l’inquilino di un altro Palazzo, anche lui “unto” lo esamina con attenzione pelosa….
Comincia a dire le sue bugie/verità. “A Filadelfia mi ha invitato il Papa”
ha detto, pensando: come può non apprezzare, gli fo fare una gran bella
figura invitando il sottoscritto in evidente euforia da sovrastima di se
stesso.
Pensa in grande, spazzerò via da Roma corruzione e criminalità, chiama il
magistrato Sabella in giunta con la delega alla legalità e gli lascia mano
libera, e allo stesso tempo rimane il bambino furbetto che quando la mamma
svizzera non lo vedeva correva a mettere le dita nella nutella.
Marino è un uomo onesto che non va lasciato solo in cucina, non solo per la nutella ma perchè scopre le pentole ,e non solo quelle della criminalità ………
Di certo c’è che ha spiazzato tutti, a partire da Luigi Zanda, provenienza
Margherita, capogruppo PD al Senato e già portavoce di Cossiga, il quale,
per diminuire Marino in ossequio al Premier che ha deciso di
sbarazzarsene, paragona Veltroni e Rutelli, “loro sì che erano bravi”, a
Petroselli e Argan precipitando a capofitto nelle barzellette.
Ora Ignazio ha presentato le dimissioni (forse) e con tutti i suoi
difetti riesce ad apparire come un gigante rispetto a chi le ha imposte.
La cosa non si risolverà come fra David e Golia, ma per Golia il percorso
per riprendersi Roma sarà di grande difficoltà.
Io conosco Matteo, so che è un osso duro, ma questa volta ha trovato pane
per i suoi denti.
Marino è l’altra faccia della medaglia, dove c’è un Renzi, che si ispira
a Macchiavelli, un politico per definizione, veloce come la luce,
percorre tutto il campo da gioco, dribbla tutti e va a rete. Marino gioca
un’alta partita.
Questa volta non sarà facile.
Marino non compete sul suo terreno, il noto chirurgo vive in una euforia
fantastica, ha, a suo modo, una missione nobile quella di salvare Roma,
non conosce Macchiavelli, ma magari ha letto Don Chisciotte, quello sì.
È una di quelle situazioni dove può succedere di tutto. Ma anche nulla.
Si staccheranno i biglietti a breve i biglietti per lo spettacolo.
Preparate prosecco e patatine e mettetevi comodi a guardare…

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