Continua a far discutere il raddoppio dei fondi alla Turchia deciso nel Consiglio europeo di lunedì, che ha visto rimandare al prossimo 17 marzo la firma di un accordo definitivo sui migranti. Commenta così l’on. Nicola Danti, europarlamentare del Partito Democratico:
«Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi distrugge l’amor proprio, chi abbandona un progetto prima di iniziarlo… Si potrebbero usare le parole di questa celebre poesia per descrivere lo stato dell’Unione dopo il vertice di lunedì tra i capi di Stato e di governo europei e la Turchia, che ha prodotto l’ennesimo rinvio sulla questione migranti. Lentamente rischia di morire l’Europa che ripristina i controlli alle frontiere e contemporaneamente non riesce a trovare un accordo soddisfacente e definitivo con la Turchia.»
«A costo di risultare politicamente scorretto – prosegue – dobbiamo evidenziare le enormi responsabilità e la miopia politica di chi per mancanza di coraggio e per il prevalere degli interessi nazionali ha lasciato che l’Europa si consegnasse con le mani legate ad Erdogan. L’Unione europea non può sottostare al gioco al rialzo del governo di Ankara su una partita vitale per l’intero continente come quella dell’immigrazione. Serve uno scatto d’orgoglio da parte dei governi europei, non possiamo semplicemente dare alla Turchia la chiave delle frontiere europee sperando che ne faccia un utilizzo responsabile. Un accordo in questi termini – conclude Danti – rischierebbe di essere per l’Europa nient’altro che un passo in più nel cammino verso la sua lenta morte.»

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