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Armiamoci e, forse, partiremo

Tutti paiono ormai sempre più convinti della necessità di un intervento armato ma pochi hanno deciso di farlo in maniera massiccia e coordinando le forze.

di Giorgio Castriota Santa Maria Bella | 12 Marzo 2016

Sembra questa la tacita parola d’ordine dei vari Governi occidentali in relazione alla gravissima situazione del Nord Africa.

Tutti paiono ormai sempre più convinti della necessità di un intervento armato ma pochi hanno deciso di farlo in maniera massiccia e coordinando le forze.

Sembrano cioè attendere che gli altri facciano il primo passo. Per ora ci si limita ad inviare dei commando.

Gli Stati Uniti mostrano di essere i meno interessati dato che hanno chiesto al nostro paese di guidare l’eventuale coalizione indicando perfino l’ammontare del nostro contingente come si fa con i paesi vassalli e dichiarando, comunque, che il loro intervento sarebbe stato aereo anzi solo con i “droni”.

Gli attacchi aerei sono utili ma non essenziali quando si ha a che fare con formazioni di guerriglieri e, spesso, provocano vittime innocenti fornendo in tal modo, indirettamente, un sostegno all’ISIS.

In quadro molto complesso, dove gli interessi delle varie formazioni libiche sono contrastanti (ad es. il controllo degli enormi capitali libici ufficiali frutto delle entrate derivanti dagli idrocarburi che si trovano depositati all’estero) possono giuocare un ruolo determinante – se bene impiegati – i servizi segreti.

Questi, però, non dovrebbero agire ciascuno per conto proprio ovvero quelli francesi, quelli britannici, quelli italiani etc. e prefiggendosi esclusivamente obiettivi nazionali.

Certo è una partita difficilissima da giuocare ma solo agendo di comune accordo si può sperare di conseguire qualche risultato. Altrimenti c’è il rischio che le varie fazioni libiche continuino a combattersi tra loro finchè non prevarrà la più agguerrita e fanatica cioè l’ISIS ed allora saranno altri guai per l’Europa segnatamente per il nostro paese.

Quel che spaventa a questo proposito ci sembra l’assenza di veri statisti a capo dei governi europei e la scarsa concordia tra i reggitori.

Vale rammentare a questo riguardo il monito di Tacito “Rebus turbatis malum extremum discordia”(v.Ann.4,50,I = “nelle civili agitazioni l’estremo male è la discordia”).

Pubblicato in : Primo pianoTag: capitali, concordia, governi europei, sostegno, stati uniti

Info Giorgio Castriota Santa Maria Bella

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