Accettiamo con piacere e senso di diritto/dovere il rispetto interculturale e religioso, ma non un’invasione prevedibile che va assolutamente frenata.
Nessuna capacità di selezionare gli ingressi nel nostro Paese
Naturalmente ci sarà qualcuno che tira fuori ciò che nel nostro medio evo è accaduto realmente. Le atrocità che la chiesa e non solo ha perpetrato. Le streghe i roghi e compagnia bella. Tutto vero.. è successo, come i cristiani nel colosseo con gladiatori e leoni. E dunque tutti dobbiamo pagare le malefatte e i misfatti fatti da altri. Crociate comprese. ma noi abbiamo seguito un nostro percorso culturale sociale etico e morale. Abbiamo offerto agnelli sacrificali, capri espiatori per emanciparci . Naturalmente abbiamo seguito parametri di emancipazione scelti da noi. Siamo passati da un medioevo buio e cupo al rinascimento e infine all’illuminismo che ci ha aperto la strada a un modo nuovo di concepire la vita sfociato in quello che oggi si chiama rispetto dei diritti umani. Abbiamo adorato la libertà come un feticcio buono, abbiamo dato alle donne faticosamente una sorta di parità con l’uomo, considerandola persona e non più essere di genere diverso da dequalificare e sottomettere . Fino ad arrivare ad accettare, non tutti nella stessa misura in verità, la bisessualità. In nome di una libertà di pensiero di azione e di comportamento. Abbiamo subito guerre intestine e esterne. Abbiamo anche invaso altri paesi e altri continenti per fame da emigranti o attaccato e colonizzato altri come l’Africa, per lucro.
Abbiamo dunque fatto azioni positive e negative.
Ma non possiamo portarci dietro zavorre di un passato non sempre cristallino e di scelte nefaste e nefandezze fatte da chi ci ha preceduto. Ed essere talmente masochisti da pensare che dobbiamo pagarne il fio.
Negli ultimi anni qualcuno ha iniziato a scalpellare sfaldare e smangiucchiare questo nostro tempio costruito mattone su mattone incollati l’uno l’altro anche con il sangue dei nostri compatrioti. E alcuni nostri concittadini, in nome di una universalità e di una globalizzazione selvaggia pretendono di accettare che gente di paesi con culture e tradizioni altre, rimasti indietro a nostro parere ma non per nostra colpa, ci impongano modi di vivere inaccettabili o che abbiamo già risolto e superato. Certo ancora non siamo a livelli così preoccupanti ma la soglia di attenzione la stiamo raggiungendo. E la china sembra essere questa. Accettiamo con piacere e senso di diritto/dovere il rispetto interculturale e religioso, ma non un’invasione prevedibile che va assolutamente frenata. C’è chi sostiene che se le nostre tradizioni e la nostra cultura sono abbastanza forti non verranno scalfite. Ma dipende dalle armi che si usano. Il nostro sistema democratico, tanto auspicato dai nostri avi e finalmente conquistato quasi a livello ottimale, costituisce anche il ventre molle dell’occidente.
“Lo Stato islamico separa le donne dagli uomini, dopo aver attaccato e conquistato un villaggio. Li giustizia insieme ai bambini sopra i quattordici anni. Le donne vengono spogliate denudate e classificate in base a bellezza e dimensioni del seno, dopo un test di verginità . Quelle considerate più belle vengono inviate a Raqqa con i prezzi più alti”. Questo ci racconta Zainab Bangura, rappresentante Onu per i crimini sessuali in guerra, nel denunciare le atrocità sessuali dello Stato islamico. Sembra che nelle mani dei terroristi islamici ci siano cinquemila donne, in gran parte della minoranza sincretista yazida.
Gli sceicchi hanno la prima scelta, poi vengono gli emiri e infine i manovali del jihad.
“Abbiamo sentito di una ragazza di vent’anni bruciata viva perché si è rifiutata di compiere un atto sessuale estremo”.
In Nigeria, stesso scenario. Stavolta sono le “ragazze di Chibok” che scatenarono la flebile mobilitazione su Twitter della first lady Michelle Obama. Come racconta il New York Times, le ragazzine vengono unite in matrimonio ai terroristi di Boko Haram. “Si sforzano di fecondare le donne”, denuncia il governatore di Borno, Kashim Shettima. “Alcuni pregano prima dell’accoppiamento, offrendo suppliche ad Allah per riuscire ad avere dei bambini che erediteranno la loro ideologia”.
Insomma non vorremmo tornare al nostro medioevo.
Nota a margine
“E’ inutile giocare alle anime belle, far appello solo e soltanto alla categoria della solidarietà. Certo, l’accoglienza è un dovere anche morale, ma la solidarietà è l’ultimo anello, viene in fondo, dopo una lunga catena di interventi fin qui tutti mancanti. Nessuna politica di partnership con i paesi dell’altra sponda del Mediterraneo. Anzi, interventi militari e bombardamenti, appoggiati dal nostro paese, che hanno reso la situazione ancora più esplosiva. Nessun tentativo di stringere rapporti sul posto per tentare di sgonfiare le ondate dei profughi. Nessuna capacità di selezionare gli ingressi nel nostro paese, anche perché di nuova forza lavoro l’Italia ha bisogno, vista la natalità a tasso zero. Niente di niente. Allora, prendersela solo con Maroni è fin troppo facile”
Massimo Cacciari in una intervista a Repubblica e in un talk apertis verbis.

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