Ieri mentre si allargavano le aree di povertà del Paese c’era l’ex Cavaliere che vedeva solo i ristoranti pieni. Oggi c’è chi guardando dalla finestra del Palazzo, addita con fastidio come piagnucoloni coloro che hanno bisogno.
Il Palazzo del potere allontana dalla gente “normale”, soprattutto dai loro problemi quotidiani, quelli reali contro i quali sbatti tutti i santi giorni, la spesa, vestire i figli, farli studiare, il lavoro che non c’è, senza parlare degli extra già aboliti, per più della metà, come le cene al ristorante etc.
Sono sempre più convinto di questo, mi ricordo la difesa dei lavavetri violenti di Firenze,quando lo stesso Bertinotti da Presidente della camera ne prese le difese, mentre io avevo la fila delle mamme che accompagnando i figli a scuola venivano aggredite da questi personaggi .
Oppure quel signore del Palazzo che tempo fa ,di fronte ai giovani disoccupati in cerca di lavoro, li additava come “bamboccioni “ pigri e nullafacenti.
Guardando lo stesso film ci sono sempre due versioni interpretative, molto diverse fra loro, una è quella dei protagonisti loro malgrado e l’altra di chi questo film lo osserva comodamente seduto su una bella poltrona.
Ieri mentre si allargavano le aree di povertà del Paese c ‘era l’ex Cavaliere che vedeva solo i ristoranti pieni, oggi ,c’è una parte delle famiglie italiane che non ce la fa, e ognuno di noi ne conosce diverse, che arranca per potere arrivare alla fine del mese , e c’è chi guardando queste stesse famiglie, dalla finestra del Palazzo, le addita con fastidio come dei piagnucoloni, o ad essere più precisi come l’Italia dei piagnistei.
Eppure hanno in mano,al di là della propaganda, i dati veri,sono a conoscenza dello stato reale di gran parte delle famiglie italiane , della stessa spesa alimentare che mediamente diminuisce e che la tendenza è a peggiorare.
Ora è poco sopportabile per la persona trovarsi al centro di tante restrizioni e preoccupazioni, ma sentirsi dare del piagnucolone diventa intollerabile.
Anche se consapevoli che la crisi non è addebitabile ai governanti di adesso ma si perde nel tempo e ha dimensioni mondiali, per favore un po di rispetto per la sofferenza altrui.
Quindi l’invito è a scendere dal Palazzo , ritornare fra i problemi dei comuni mortali e soprattutto non prenderli per il culo raccontando balle.

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