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D’Alema e Craxi

A Campobasso D’Alema ci racconta come tentò, da Premier in carica, di “salvare” Bettino Craxi facendolo rientrare in Italia per curarsi. L’ostracismo dei PM ed il tentennamento di Chirac lo impedirono. Le parole di D’Alema ci fanno capire che Craxi poteva essere salvato. Non si volle farlo. Non si permise neppure un gesto umanitario. Tristezza.

di Roberto Caputo | 29 Novembre 2016

Corre l’anno 1999. Ultimi mesi. Bettino Craxi è ad Hammamet gravemente malato. Le notizie che arrivano dalla Tunisia sono sempre più drammatiche. Occorrono urgentemente delle cure adeguate per salvargli la vita. Craxi non vuole tornare in Italia da condannato, ma da uomo libero. Si cercano diseratamente delle soluzioni. Vi è un intreccio di relazioni diplomatiche che vanno oltre i confini italiani. In quei giorni voci si rincorrono, senza conferme. Ma non succede nulla, Bettino Craxi muore nel gennaio del 2000 lontano dal suo paese e lì viene sepolto. Allora era presidente del consiglio Massimo D’Alema e presidente della Francia il gollista Chirac. Ieri a Campobasso “baffino ” ha sorprendentemente svelato quello che era successo in quei giorni. Lui che era sempre stato considerato un colonnello berlingueriano, un Berlinguer profondamente antisocialista, come presidente del consiglio tentò fino all’ultimo di far rientrare Craxi in Italia con una trattativa umanitaria con la Procura di Milano. Tentativo fallito per l ‘ostracismo dei PM di mani pulite. Le parole di D’Alema riaprono una ferita ancora oggi sanguinante. Aggiungiamo anche altre notizie di quei mesi. Chirac tentennò fino all’ultimo per ospitare e curare Craxi in Francia La paura di una frizione con l’Italia lo fermò. Comunque Chirac non era Mitterand. Le parole di D’Alema ci fanno capire che Craxi poteva essere salvato. Non si volle farlo. Non si permise neppure un gesto umanitario. Tristezza.

Roberto Caputo

Pubblicato in : Editoriale, Il punto di Roberto Caputo, SituazioneTag: bettino craxi, craxi, francia, italia, Jaques Chirac, mani pulite, massimo d'alema, milano, presidente del consiglio

Info Roberto Caputo

Roberto Caputo è un politico milanese, per più legislature è stato consigliere comunale a Milano e Assessore alla Cultura e allo Sport nella giunta del sindaco Paolo Pillitteri nelle fila del Partito socialista italiano. Ha ricoperto poi la carica di Presidente del Consiglio Provinciale di Milano durante la presidenza di Ombretta Colli e quindi Vicepresidente dello stesso con la giunta di Guido Podestà sino all’avvento della Città Metropolitana. Ha alle spalle anche una intensa attività pubblicistica incominciata prima con le raccolte di poesie, poi con i racconti sulla “Mala” a Milano, infine con una serie di romanzi noir metropolitano che ha scritto a quattro mani con la giornalista Nadia Giorgio.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Paolo Francia

    29 Novembre 2016 alle 22:49

    Che ci sono persone moralmente migliori di altre, Dalema, con tutti i suoi difetti, è uno di questi.

    Rispondi
  2. salvini giancarlo

    29 Novembre 2016 alle 18:50

    cosa vi è di nuovo?

    Rispondi

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