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Ricominciamo dal voto

Lo schema è semplice: il corpo elettorale elegge i propri rappresentanti e, in base al rapporto fiduciario sancito con l’elezione, i rappresentanti eletti provvedono al governo della cosa pubblica.

di Angelo Giubileo | 29 Novembre 2016

In Italia, la politica è diventata un semplice “pretesto”.

Secondo il dizionario, pretesto è un motivo addotto palesemente a spiegazione del proprio comportamento o del proprio operato, allo scopo di mascherarne i veri motivi. Con il voto di domenica prossima, questo pretesto, dopo essere stato assunto per decisione politica, sarà definitivamente sussunto dall’intero corpo elettorale del paese. E quindi, occorre soltanto sperare che all’indomani del 5 dicembre si dia un nuovo inizio.

 Infatti, venti e più anni non sono affatto serviti alla politica e ai politici nostrani per sostenere prima il peso dell’ingresso del paese in Europa e poi, a causa della crescita del debito pubblico e dei deficit annuali, l’uscita dalla crisi. La situazione economica, già seria, è destinata senza rimedio comunque ad aggravarsi a seguito del rialzo dei tassi dell’economia USA, e quindi mondiale; e pertanto temporeggiare non servirà più a nulla.

La crisi dapprima economica, e poi anche politica e istituzionale – per volontà degli addetti ai lavori – ha finito ora per investire anche il corpo elettorale della nazione e l’effetto è stato quello di dimostrare come sia esso stesso diviso. Così che, più che crisi economica politica e istituzionale nel paese, a giudizio di lor signori addetti ai lavori, la crisi sarebbe piuttosto crisi di democrazia.

La democrazia, è un tema sul quale più volte ci siamo intrattenuti. E in questi anni si è fatto un gran parlare di democrazia, attraverso modelli e forme storicamente possibili di democrazia “diretta”, “rappresentativa” e perfino “autoritaria”.

L’esperienza comune dovrebbe piuttosto insegnarci che la di democrazia diretta è “un’utopia”, ed è quello che Erich Fromm diceva del socialismo: il socialismo o è utopia o non è. La stessa esperienza, giudica nel complesso negativa ogni forma di autoritarismo, se s’intende appunto con questo termine la tendenza a imporre con intransigente fermezza la propria volontà o la propria autorità nei rapporti umani o gerarchici. In definitiva, la storia insegna comunemente che la democrazia o è rappresentativa o non è.

 Lo schema è dunque semplice: il corpo elettorale elegge i propri rappresentanti e, in base al rapporto fiduciario sancito con l’elezione, i rappresentanti eletti provvedono al governo della cosa pubblica. Al di fuori di questo schema, così riassunto in via dell’unico possibile “principio” democratico al quale occorrerebbe fare riferimento, il sistema politico di ogni sedicente democrazia è e rappresenta – più o meno – soltanto un pretesto.

Angelo Giubileo

Pubblicato in : EditorialeTag: anni, autoritarismo, crisi, crisi economica, debito pubblico, democrazia, europa, governo, italia, nazione, sistema politico, situazione economica, socialismo, usa, utopia

Info Angelo Giubileo

Angelo Giubileo (Torchiara, Salerno, Italy 1 aprile 1965), filosofo, giornalista e scrittore.
Già cultore della materia presso le cattedre di “Filosofia del diritto”, “Teoria dell’interpretazione” e “Logica giuridica” all’Università degli Studi di Salerno (aa.aa. 2000-2003).
Autore di numerosi saggi e articoli, pubblicati in Italia e all’estero.
In qualità di redattore:
– dal 2007 collabora con “Pensalibero” (Vicedirettore dal 2016 al 2023);
– dal 2016 collabora con “Il Quotidiano di Salerno”;
– dal 2018 al 2022 ha collaborato con “Antiche Curiosità” e la rivista “Destrutturalismo”;
– dal 2018 al 2023 ha collaborato con “Asino Rosso”;
– dal 2019 collabora con il “Nuovo Giornale Nazionale”;
– dal 2024 collabora con “PaeseRoma”;
– dal 2025 collabora con il movimento poetico-artistico d’avanguardia “DinAnimismo”.
Tra i saggi, si segnalano: “Scritti politico-liberali” (2016), “Pensioni: modello cileno per l’Italia?” (AA.VV. 2018), “L’essere e il nulla nell’era della tecnica” (2018), “La Macchina del tempo” in “TDay” (AA.VV. 2019), “L’alba del Mondo Nuovo” (2020), “Da Parmenide a Heidegger e ritorno” (2023), “Tutto è eterno” (2024); tutti disponibili in qualsiasi store.
Nel 2022 è stato cofirmatario dell’appello “Per una nuova bandiera euro-nazionale” pubblicato su Le Journal du Dimanche. In quanto autore dell’articolo “L’essere oltre la profezia”, pubblicato in “Dell’anno 2100” (AA.VV. 2023), è stato citato da Günter Berghaus nel suo periodico catalogo “A bibliography of Publications on Futurism” (2023). Nel 2025, è stato autore della prefazione “Il volo” alla versione italiana del saggio “Meccanica irrazionale” del fisico transumanista Giulio Prisco.

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