Non escluderemmo che il palese tentativo di farci dichiarare guerra dall’India sia in realtà una sottilissima manovra per distogliere l’attenzione dal preoccupante vuoto di potere in cui ci troviamo.

Come confondiamo noi le idee, nessuno mai – è che non avendone molte, e semmai confuse, ci riesce facilissimo andare a scompigliare quelle degli altri, specie di quei popoli privi di fantasia di solito dediti allo scarno esercizio della democrazia come mero meccanismo causa-effetto – fai le elezioni, sai chi vince, subito dopo si fa un governo. Una noia fatale di cui ci siamo da tempo liberati, come mostriamo gioiosamente al mondo – che non capisce ma sotto sotto ci invidia assai.
L’ultima settimana è stata forse la migliore della nostra onorata carriera di incoscienti globali, sebbene sia azzardato stabilire un primato che in ogni momento potrebbe essere superato dalle menti elevate che non ci governano ma, in compenso, ci trastullano amabilmente. In ogni caso, una felice congiuntura di eventi storici e politici conserverà certamente a lungo nella nostra memoria i fatti di questi giorni, scanditi da fumate vaticane, schede bianche parlamentari, encomiabili tentativi di farci dichiarare guerra e le cronache dei Grillini in gita alla buvette. Sette giorni che non hanno cambiato il mondo, ma di sicuro una bella scossa gliel’hanno data – ai nervi, soprattutto.
Aggettivi style: dopo l’inesauribile tormentone dello scorso anno sul sobrio Monti, intonato dalla compagnia cantante – e purtroppo anche scrivente – dei laudatores della sobrietà, che ha prodotto mirabili narrazioni di sobri loden, sobri treni, sobri cani e sobri parenti, l’improvvisa disgrazia elettorale in cui è incorso il suddetto campione dei sobri, in concomitanza con l’elezione di un nuovo Papa, ha prodotto uno dei più rapidi e prodigiosi cambi di rotta mai registrati nella storia dell’umanità. Nel giro di una notte, è partito il nuovo tormentone sul semplice Francesco, ed abbiamo letto sulle stesse testate che fino a ieri sostenevano a spada tratta il Bocconiano fior di editoriali in cui gli unici cambiamenti rispetto al testo originale sono stati solo due: Francesco al posto di Monti, semplice al posto di sobrio. In attesa che i cosiddetti giornaloni lancino un nuovo Gangnam style e convochino un flash mob in Piazza San Pietro sulle note di “take it easy”, ci limitiamo ad osservare che Francesco è un gesuita, e nella lunga affilata storia di quell’ordine nessuno, neanche i più acerrimi nemici, ha mai osato accusarlo di semplicità.
Guerra e pace: dopo aver accettato qualunque scemenza ci sia stata propinata da un piccolo ma assai creativo stato indiano sul tema del diritto internazionale, ed aver messo in scena la farsa delle vacanze di Natale andata e ritorno dei due marò detenuti per far vedere quanto siamo bravi, di colpo ci è partito l’embolo del patriottismo palluto, ed abbiamo organizzato una violazione in grande stile dei patti fin qui rispettati. Ora, può darsi che tutte quelle fumate nell’aria di Roma abbiano intossicato qualche mente, privandola della lucidità non più sobria ma almeno semplice che dovrebbe sconsigliare simili colpi di genio, però non escluderemmo che il palese tentativo di farci dichiarare guerra dall’India sia in realtà una sottilissima manovra per distogliere l’attenzione dal preoccupante vuoto di potere in cui ci troviamo. Nel caso, dichiararsi tutti prigionieri politici e chiedere rifugio in paesi civli dove: a) non esista il Porcellum, e b) sia espressamente proibito per legge dichiarare “non abbiamo perso, abbiamo non vinto”.
Gita scolastica: via, ammettiamolo, chi di noi non si è sentito coinvolto da quel clima allegro e caciarone creato dai Grillini in Parlamento, chi non ha partecipato all’emozione delle loro foto scattate sui banchi per dimostrare ad amici e parenti che davvero sono riusciti ad entrarci – anche se sospettiamo che, per molti di loro, la vera scoperta sia stata: perbacco, il Parlamento esiste davvero, ora si dovrà anche capire a cosa serve. Quelle facce un pò smarrite, in fondo, facevano tenerezza – poi abbiamo visto l’apriscatole poggiato sul banco da uno di loro, a voler testimoniare l’indelebile grandezza del proclama del capo “apriremo il Parlamento come una scatoletta di tonno”, e la tenerezza si è mutata in qualcos’altro. Molto simile ad una sana voglia di prenderli a schiaffoni – così, per legittima difesa dei diritti delle scatolette di tonno.
Chi ben inizia: solo una mano perfida e geniale, poteva fissare l’apertura delle Camere il giorno delle Idi di marzo. Solo una mente confusa e vacillante poteva inventarsi l’ideona della scheda bianca: una via di mezzo tra nascondino e mosca cieca – il fantasma di Bruto si sta ancora mangiando le mani, invece di sporcarsele di sangue avrebbe potuto lavarsele per sempre nel flusso opaco del tatticismo democratico. E farla franca per un’altra legislatura.

Mai si era parlato così a lungo di un nuovo Papa. Ma la sua elezione è servita per far dimenticare agli italiani pensanti che il baratro è sempre più vicino e che nonostante il voto (ma cosa aspettarsi quando si va a votare con una legge che definire porcellum è solo un eufemismo?) potrebbe sembrare tutto cambiato ma niente cambierà?
E cos’altro t’aspetti Chiara dall’ipocrisia cattolica, l’ultima spiaggia di sabbie mobili? Ora che Francesco è diventato Papa il cerchio è davvero vicino a chiudersi, resta solo il prossimo Papa, Gesù II e poi…..