Bersani fa appello al trasformismo, contraddicendo tutta la lunga campagna elettorale nella quale aveva indossato quella maschera da persona seria che molti avevano scambiato per maschera da morto di sonno.

Peccato che negli stessi momenti della festa, della commozione e della autocelebrazione, qualcuno, sempre della sinistra, cercasse di convincere la Lega a spostare l’intero pacchetto dei suoi senatori (17) per garantire a Bersani la fiducia al Senato, ove, come è noto, nessuno degli schieramenti che hanno chiesto voti agli elettori si è aggiudicato la maggioranza necessaria. Quella stessa Lega della legge Bossi-Fini, la Lega che vorrebbe inibire agli extracomunitari assistenza medica, altri diritti e, nella versione più becera, ma presente nelle istituzioni, persino l’uso dei bus e delle panchine dei giardini pubblici.
La confusione è grande e la situazione è grave ma non è seria. La Costituzione è a brandelli. Non basta che già il presidente della repubblica (non è stato Napolitano a cominciare) sia abbondantemente fuori dai confini disegnati dai padri costituenti. Ora si applaude, dei discorsi del presidente della Camera e di quello del Senato, proprio la parte dedicata ad impegni programmatici. Con quale legittimazione, con quali voti? Non dovrebbero i presidenti dei due rami del Parlamento essere garanti sia dei deputati e senatori che vogliono quelle stesse cose da loro esplicitate in improvvide esternazioni programmatiche, sia di coloro che le avversano? O vogliamo che dopo il presidente della repubblica anche quelli di Camera e Senato esercitino funzioni improprie?
Laura Boldrini e Pietro Grasso sono certamente ottime persone. Ma tocca loro in sorte di certificare la ritirata e la paura di una intera classe politica. Che non riesce a trovare al suo interno, nelle diverse e contrapposte storie dei partiti e degli uomini e donne che li rappresentano proposte o riferimenti da esibire. La politica scappa e cerca persone che si siano distinte in altri campi. E, come si è visto con Monti e la sua schiera di alti burocrati catapultati al governo, non sempre felicemente.
La crisi italiana non è solo della classe politica ma dell’intera classe dirigente. Di più: è una crisi di valori che coinvolge tutta la società. Siamo troppo freschi di esperienze della cosiddetta società civile e di chi presumeva di rappresentarla per caderci di nuovo.
Non c’è alcun motivo per il quale la politica debba nascondersi, come invece continua a fare. Il giovane Matteo Renzi fa politica da venti anni. Eppure, giustamente, se ne va fiero incontro alla gente con le sue proposte, i suoi programmi.
Bersani ha scelto invece di rincorrere ogni stormir di fronda, chiunque sia in grado di garantirgli qualche voto. Sta diventando patetico, anche se pare evidente che sia in cerca di rivincita. Se le cose hanno un senso, vuole tentare ancora la ruota della fortuna con nuove elezioni. Vuole farlo dopo aver ottenuto l’incarico per il nuovo governo. Perciò deve poter dire al Capo della Stato che è in grado di ottenere una maggioranza al Senato.
Fa appello al trasformismo, contraddicendo tutta la lunga campagna elettorale nella quale aveva indossato quella maschera da persona seria che molti avevano scambiato per maschera da morto di sonno. Aveva una linea, quella dell’ancoraggio all’Europa e, in particolare al Partito Socialista Europeo, che ora contraddice allegramente rincorrendo ora Grillo, ora la Lega.
Se riuscisse a formare davvero un governo con i voti di qualche transfuga, o in qualsiasi altro modo, il Paese andrebbe a sbattere: c’è bisogno di un governo vero, non di un governo qualsiasi. Se il tentativo fallisse, andrebbe a sbattere Bersani, cui nessuno, fuori e dentro il PD, perdonerebbe le sue capriole. La seconda è l’ipotesi di gran lunga preferita dagli italiani, anche dalla maggioranza di chi vota PD. Purchè faccia presto.

Ottime persone come tutte, fino a prova contraria. Non intendevo niente di più.
D’accordo Nicola. Solo su un punto dissento: siamo proprio sicuri che Bolfrini e Grasso siano ottime persone? O ancora una volta ci sta accecando mezzo secolo di rimbecillimento catto-mediatico coi suoi furbi attori? Rilevo solo che sta dilagando la peggiore sinistra nella storia della sinistra italiana.
Ogni volta che guardo Bersani mi prende lo sconforto.Che cerchi rivincite(hai ragione Nicola)lo vede anche un bambino.Esibizione di muscoli flaccidi ,un giocare sulla pelle di un Paese che non ne può più.E lui?Non se ne rende conto o fa finta.Che squallore!!Su una cosa Grillo ha ragioone,si rifugiano negli altri perchè sembra si vergognino di se stessi,del peso del loro passato.
E col Presidente della Repubblica come la mettiamo?Bersani vuole anche quello? Eppoi?Rimangono i commessi delle due Camere.E di un Paese ormai alla canna del gas?Chi se ne frega.WWW LA PRIMA REPUBBLICA