
Le votazioni di ieri alla Camera hanno mostrato la maggioranza di destra per quello che è: una casta che difende i propri privilegi e che sceglie senza esitazioni la via del riarmo e militarismo.
È una politica che da un lato blinda i propri esponenti erigendo uno scudo giudiziario e dall’altro trova con facilità decine di miliardi per gli armamenti.
L’uso delle guarentigie parlamentari per sbarrare la strada ai magistrati sul caso Delmastro è un privilegio di classe politica, un’applicazione del principio dei “due pesi e due misure” a tutela del proprio gruppo di potere.
La scelta di stanziare 22 miliardi per la Difesa in un momento in cui la sanità pubblica, i servizi essenziali e la scuola soffrono per la carenza di fondi mostra tutta la volontà di questa destra di dare priorità alla spesa militare rispetto alle emergenze sociali del Paese.
Le opposizioni sono insorte sia accusando il governo di applicare “due pesi e due misure” sul caso Delmastro sia attaccando lo stanziamento per il riarmo e chiedendo di dirottare le risorse su sanità e scuola.
PD, M5stelle e AVS hanno votato uniti mentre Italia Viva di Renzi si è smarcata sul riarmo sostenendo la necessità degli impegni atlantisti ed europei sulla sicurezza.
L’unità delle sinistre è senz’altro un fatto positivo.
Ma una buona notizia arriva anche dagli USA.
Il fenomeno del socialismo democratico americano non si ferma. Dopo Bernie Sanders, Alexandria Ocasio-Cortez e Zohran Mamdani a New York, e altre vittorie in importanti città, una nuova scossa arriva dal Michigan, lo Stato dell’industria automobilistica e della classe operaia che nel 2024 aveva votato per Donald Trump.
Abdul El-Sayed, medico ed epidemiologo sostenuto da Sanders, dalla sinistra democratica e dal sindacato dei lavoratori dell’auto, ha vinto le primarie per il Senato contro la candidata liberal del partito democratico, Haley Stevens.
El-Sayed propone sanità pubblica per tutti, Green New Deal, tasse più alte per milionari e grandi corporation, rafforzamento dei sindacati e fine del sostegno alla guerra israeliana a Gaza. Contro di lui la lobby filoisraeliana AIPAC aveva investito 30 milioni di dollari. Evidentemente non sono bastati.
Non è ancora la riconquista della classe operaia che ha votato Trump perché la vera prova ci sarà alle elezioni di novembre. Ma il messaggio è forte.
La destra non si sconfigge inseguendola sull’immigrazione e rinunciando al conflitto sociale e alla difesa dei lavoratori. Si sconfigge tornando a parlare di salari, sanità, disuguaglianze, pace e dignità del lavoro.
Dal Michigan arriva una lezione semplice anche per la sinistra italiana: per battere la destra bisogna tornare a essere sinistra
Enrico Rossi

Vero. E la stessa cosa vale per il 90% dell’UE.
Il problema è che, parlando ad esempio dell’Italia, non esiste più alcuna sinistra dal 1993 in avanti. Se non piccoli gruppi marginali e volutamente marginalizzati da un sistema mediatico disinformativo e da leggi elettorali – dal 1993 ad oggi – incostituzionali e che non permettono a tutti quel minimo di rappresentanza che dovrebbe essere consentita in una democrazia.