
Un sondaggio di Eurobarometro -voluto dalla stessa Commissione Europea- rivela che i cittadini europei, specie i giovani, non sono affatto convinti della corsa al riarmo voluta da Ursula von der Leyen.
Come si legge su Domani, al primo posto i giovani europei mettono la protezione della pace, dei diritti umani e della democrazia (45 per cento), seguiti dalla libertà di parola e pensiero (41 per cento).
.
Sempre sullo stesso giornale si dà conto che se focalizziamo l’attenzione sull’opinione pubblica italiana scopriamo che nel nostro paese sono pochissime le persone che credono alla reale possibilità di far crescere la pace attraverso l’aumento della forza militare e della capacità di deterrenza: si tratta solo del 5 per cento dell’opinione pubblica. Una quota che scende al 3 per cento tra le donne e sale al 7 per cento tra gli
uomini. Per assicurare una pace duratura, gli italiani mettono ai primi posti il rispetto dei diritti umani (33 per cento) e il dialogo interculturale (1 99 percento ). Seguono la cooperazione economica (17) e il disarmo nucleare (13). La restante quota del 18 per cento si suddivide tra quanti non hanno una chiara opinione e quanti sostengono una strategia per la pace basata sullo sviluppo sostenibile.
Sono dati che confermano un altro sondaggio di Ipsos, apparso sul Corriere, secondo cui tra gli italiani sul piano di riarmo dell’Unione Europea, presentato da Ursula von der Leyen, prevale la linea del no, con il 39%, contro quella dei favorevoli, il 28% mentre gli altri sono incerti.
Questa contrarietà al riarmo nell’opinione pubblica italiana ed europea, forte in particolare tra i giovani, configge con gran parte dei media e purtroppo anche delle forze politiche.
Se si andrà avanti sulla strada decisa da Bruxelles il divario tra élite politiche e cittadini, tra governati e governanti è destinato ad accentuarsi e con esso ad aggravarsi la crisi della nostra democrazia.
Per questo io ritengo che su temi come la pace e la guerra, che toccano direttamente le coscienze delle persone, sia necessaria una discussione fondata sul rispetto delle diverse posizioni per giungere però a posizioni nette, senza ambiguità.
A mio avviso, per un partito come il PD questa chiarezza rappresenta un dovere morale, soprattutto di fronte alle nuove generazioni.
Enrico Rossi

Lascia un commento