• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

DAI ACCORPIAMO

Chi l’ha detto che oltre cento province siano tutte fondamentali? Ma anche chi l’ha detto che non ci sia margine di riorganizzazione anche per le regioni? Solo che una seria riforma del cosiddetto decentramento sarebbe più complicata della riforma dei poteri centrali. Anzi, decisamente più facile quella dei poteri centrali.
Di Fabrizio Binacchi

di Fabrizio Binacchi | 19 Luglio 2010

Dai accorpiamo. Ma sì è l’occasione propizia. Abruzzi con Molise e si torna all’antico, ma anche Suzzara con Gonzaga e facciamo Suzzaga o Gonzarra, sai che bello. Si risparmia. Dai accorpiamo. Mettiamo insieme comuni e province invece di farne di nuove, mettiamo insieme anche regioni che una volta stavano già insieme, appunto come il Molise con l’Abruzzo. Rimettiamo insieme Prato con Firenze, o qualcuno dice meglio con Shangay vista la concentrazione cinese. L’anelito (ok mamma anelito non ti piace, cambiamo parola), la voglia di autonomia non è detto che debba sposarsi con la frantumazione. Coriandolo spesso non è sinonimo di efficienza. Chi l’ha detto che oltre ottomila comuni (in Italia) siano tutti indispensabili? Chi l’ha detto che oltre cento province siano tutte fondamentali? Ma anche chi l’ha detto che non ci sia margine di riorganizzazione anche per le regioni? Solo che una seria riforma del cosiddetto decentramento sarebbe più complicata della riforma dei poteri centrali. Anzi, decisamente più facile quella dei poteri centrali. Hanno fuso in pochi mesi lavori pubblici e trasporti, hanno fuso istruzione e università e ricerca scientifica, ma guai a parlare di fusioni di province o comunità locali, lì si rischia la rivolta. Fatta la provincia di Fermo che prima era di Ascoli Piceno, se proponi anche semplici collaborazioni vanno su tutte le furie. E pensare invece che proprio su uno dei servizi più importanti e simbolici di una amministrazione comunale, quello dei vigili e del controllo traffico, da anni molti comuni si consorziano per dare più efficienza al servizio. Che servono due vigili per un comune piccolo se non riescono nemmeno a fare i turni? Unendo tre, quattro, cinque comuni e facendo massa con 20 vigili si riesce a coprire anche la notte. Non era la scoperta dell’acqua calda? Consorzio tra comuni. Già funziona per tante altre materie dall’acqua ai servizi, e da lì il passo breve ma politicamente duro della unione tout court non sarebbe male, sul piano economico. Si accorpa di tutto, almeno ci si prova, per dare segni di efficienza e fare massa sui mercati mondiali. Anche delle amministrazioni. Il problema non è la quantità di pratiche da gestire ma il risultato economico per gli amministrati. Dice bene a proposito di aeroporti il rettore dell’università di Bergamo Stefano Paleari. “Dicono che nel nord Italia abbiamo troppi aeroporti. Forse. Ma la risposta giusta anche qui è : dipende” Da che punto di vista “ Ognuno ha la sua funzione e ognuno ha il suo mercato. Ma se accanto alla funzione si uniscono le gestioni il discorso cambia. Come potrebbe succedere ad esempio tra la società che gestisce Linate e Malpensa, la Sea, con la società che gestisce Orio al Serio Aeroporto di Bergamo. Che sono gli scali milanesi integrati. E come succede anche per le Fiere, che ce ne sono tante e non tutte coordinate. Magari gli insediamenti sono giusti e opportuni a Rimini a Genova e a Treviso ma per non spezzettare la gestione ci possono essere società che amministrano oltre la singola località. Ma sì dai accorpiamo. E vediamo l’effetto che fa. Certo qualche poltrona si perde qui e là, qualche consigliere rimane a spasso e qualche auto blu si cancella, ma l’alternativa è la palude. E mai come ora la palude è rischio concreto di soffocamento.

Fabrizio Binacchi www.virgola1.splinder.com

Pubblicato in : CornerBlog

Info Fabrizio Binacchi

Fabrizio Binacchi, giornalista economico @Tg1, poi in giro per l’Italia a dirigere redazioni e sedi regionali. Ha realizzato e curato varie trasmissioni su @RaiUno e @RaiTre. Ha condotto Linea Verde finendo in acqua e su Striscia, Paperissima, Blob, facendo passare quel poco di popolarità dai palazzi della politica ai supermercati. Insegna in vari master, ha scritto tre libri e ha vissuto in sette città ma solo in due si trova a casa: Bologna e Firenze.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luisa Marzulli su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Francesco Altamore su La distanza che umilia l’Italia
  • Luca Bagatin su Netanyahu: “Israele difende anche voi”: e allora?

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti