Paura di medioevo. Non lasciamo che un qualsiasi capo di stato possa dire che una donna non è pari all’uomo.
Difficile trattare con la consueta leggerezza questo tema.
La coerenza cristiana auspicata da Francesco, pensare sentire e vivere come cristiano e non vivere come pagano, non è da tutti. Ma c’è da chiedersi che cosa significa avere un comportamento cristiano. Forse l’equivoco è proprio questo. Quando Robertinho ha spiegato i comandamenti c’è chi ha sghignazzato, chi si è indignato, chi ha dato di imbecille o idiota a quei nove milioni di persone che hanno seguito, chi in modo pedissequo chi in modo critico le elucubrazioni di quell’istrione che, piaccia o non piaccia suscita sempre, quanto meno, grande curiosità.
Dunque i comandamenti. Ripercorrendoli a uno a uno, a parte l’obsoletezza del glossario, sono semplicemente dettami di vita saggia e civile, illuminata e tollerante, rispettosa degli altri e di se stessi. Quasi tutti. Ama il prossimo tuo… qui ci sta veramente un trattato.
Nella nostra tradizione culturale pare abbastanza ovvio che, nel comportamento e nelle relazioni interpersonali, non esistono due morali, una religiosa e una laica. L’etica è una e universale.
Eppure c’è chi asserisce che la religione è l’oppio dei popoli. Ah si, un certo Marx, definito come chi “unisce in sé lo spirito più mordace con la più profonda serietà filosofica: “..immaginati Rousseau, Voltaire, d’Holbach, Lessing, Heine e Hegel fusi in una sola persona … ecco il dottor Marx” dice Moses Hess a Berthold Auerbach ne1841.
Contraddizione in termini. Un grande paradosso. Dato che tutti quanti, almeno fino alla nostra generazione, quella del dopoguerra, è nata con il battesimo e cresciuta educata con tutti sacramenti a seguire. E non ci pare che le nuove generazioni, magari non battezzate, abbiano comportamenti più civili e virtuosi. Se da adulti abbiamo fatto una scelta laica piuttosto che religiosa, di ateismo piuttosto che di credo, di agnosticismo piuttosto che di devozione significa che siamo stati liberi di farlo. Chi asserisce che un’educazione religiosa dà adito a obnubilamento collettivo, o non è in buona fede o non ha rispetto per l’intelligenza altrui, per l’Uomo. In realtà si può vivere seguendo e praticando, al meglio e per quanto è possibile, i comandamenti senza per questo essere praticanti e andare alla messa ogni domenica e feste comandate. O forse essere laici significa essere autorizzati a uccidere mentire rubare .. ops, meglio non entrare nell’argomento. D’altra parte sappiamo che molti mafiosi frequentano con una certa frequenza i riti religiosi….Dunque se solo riuscissimo a uscire da questo circolo vizioso di chiesa e controchiesa, forse potremmo dedicarci con passione a una sana e autentica laicità.
Sotto gli occhi di tutti è che l’Occidente, pur con tutti gli errori e mancanze, prosopopea e scarsa lungimiranza, piange e si mortifica per non avere fatto tesoro di una cultura fiorente per la quale i nostri avi hanno lavorato di brutto e sulla quale ha vissuto dai tempi del sacro romano impero la Magna Grecia e il Rinascimento. Una cultura in agonia e per certi versi allo stadio terminale, che rincorre cercando disperatamente di recuperarla e salvarne almeno i parametri vitali di base. E mentre l’Occidente si flagella con il gatto a nove code indossando un cilicio vintage, l’Oriente, medio e più in là, avanza con le buone e con le cattive, tentando di farci rinculare verso mortificazioni medievali e un’economia post bellica, ma senza le medesime prospettive positive. E il pensiero vola ai tanti, troppi, che ancor oggi vengono ammazzati o perseguitati per la loro fede o per le loro opinioni politiche.
No, per favore, non ci lasciamo travolgere. Non lasciamo che un qualsiasi capo di stato possa dire che una donna non è pari all’uomo, solo perchè di costituzione fisica differente. E questo è uno dei più illuminati.
In questi giorni l’ANSA riporta che due saudite arrestate per aver difeso il diritto delle donne a guidare saranno costrette a comparire davanti ad un tribunale che si occupa di “terrorismo”. Ridicolo se non fosse tragico. E ti rendi conto che la lotta tra la civiltà e la barbarie, tra l’umanità e la disumanità, tra il fanatismo e la ragione non cessa nemmeno un istante, nemmeno tra Natale e Santo Stefano.
Non serve strappare le pagine della vita, basta saper voltar pagina e ricominciare. Basterebbe.
Intanto ci sovviene un pensiero espresso qualche anno fa. Purtroppo ancora più attuale.
AGOSTO 2008: trenta morti , quattromila feriti e altrettanti sfollati che cercano una via di fuga per difendersi e proteggersi dalla violenza indu fomentata dal partito fondamentalista che guida la coalizione di governo dell’ Orissa.
Quarantadue Chiese e ventimila abitazioni di cristiani date alle fiamme: questo il bilancio della persecuzione moderna contro la cristianità..
Tutto ciò mentre in Italia si parla di edificare nuovi luoghi di culto per dare la possibilità a tutti di professare tranquillamente la propria religione.
Nel 1967 l’Orissa vara una legge contro la conversione e da oltre dieci anni il distretto di Kandhamal è l’epicentro delle violenze anticristiane.
Senza entrare nel merito delle motivazioni che inducono a tanta violenza, è evidente la diversità di atteggiamento del mondo occidentale nei confronti del pluralismo religioso.
La difesa dei diritti umani, la tolleranza, la dignità della persona, la solidarietà sono i principi fondanti della Cristianità.
L’uomo è al centro, con la propria personale capacità di scelta, con la libertà di intraprendere il proprio percorso morale nel rispetto di quello degli altri. Il Cristianesimo ha sempre difeso questi principi, l’universalità , l’inalienabilità dei diritti umani pur nella ricerca non violenta di portare a sé altri esseri umani con la parola, in modo pacifico, attraverso le missioni dove, troppo spesso, operatori religiosi e laici vengono massacrati.
Il messaggio cristiano e la democrazia fanno paura perchè rischiano di alterare l’equilibrio di chi vuole mantenere il potere lasciando le popolazioni nell’ignoranza e nella miseria, morale e materiale. In Africa , dove l’integralismo islamico contribuisce ad acuire l’odio anticristiano fra i clan e le tribù e in India , dove la struttura sociale delle caste si sente minacciata, il sentimento anticristiano aumenta in modo esponenziale.
E non voglio parlare della violenza sulle donne in questi paesi, delle M.G.F., mutilazioni genitali femminili, pratiche orrende che si è tentato di fare passare anche in Europa e che paesi come la Gran Bretagna, per primo, hanno bloccato, proibendo ai genitori delle varie etnie praticanti le M.G.F., di portare all’estero le figlie, cittadine britanniche, per sottoporle all’infibulazione.
Dopo l’episodio del Crocifisso la Comunità Cristiana ha reagito adeguatamente? Avrebbe dovuto forse difendere in modo più incisivo il simbolo della nostra identità culturale oltre che della nostra religione.
La generazione del dopoguerra è riuscita ad evitare altre guerre sanguinose sul nostro territorio. Abbiamo purtroppo dovuto assistere a quelle dei paesi vicini, e abbiamo visto morire innocenti anche per azioni terroristiche. C’è da augurarsi che l’ emancipazione raggiunta con tanti sacrifici e tanta determinazione da questa generazione non venga meno davanti agli innumerevoli assalti di persone forse più sfortunate di noi ma che la nostra terra non può integrare adeguatamente.
L’attuale Governo sta intraprendendo giuste e opportune azioni diplomatiche. Speriamo che non sia troppo tardi.
Nihil novi sub nive.
“Oggi si compie un genocidio sotto gli occhi di tutta l’umanità e nessuno fa niente per questa gente”
così Nicodemus Daoud Matti Shara, arcivescovo metropolita di Mosul e di tutto l’Iraq settentrionale.

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