C’è bisogno di tantissima vigile passione, non dei soliti anestesisti. Casomai di un chirurgo che operi mentre il paziente, ovvero il Paese, resta ben sveglio.
Il pistolotto conformista e buonista degli scontati pezzi di fine anno non rientra nelle corde di Pensalibero. Dunque, al diavolo buoni propositi, speranze mendaci ed altre simili ipocrisie. A fine 2014, la penso esattamente come un anno fa. Mette male, e di questo passo ne usciremo chissà quando.
Nel 2011 andò in crisi il governo Berlusconi. E’ stato l’ultimo a godere, alla sua nascita, di legittimazione popolare. Una legittimazione ben presto persa per avere deluso gran parte dei suoi elettori, visto che di mantenere qualche promessa mancavano voglia e capacità.
Da allora tanto al mondo delle lobbies e degli affari, quanto a quello della potente burocrazia di Stato che hanno trovato docile ascolto nel presidente della Repubblica, non è parso vero convincere con successo gli Italiani che la democrazia, con i suoi riti talvolta bizantini, sia il vero impedimento ad avere governi competenti ed efficienti.
Tre anni e tre governi legittimati da Napolitano, lobbies, Finanza, burocrazia nazionale ed europea si sono incaricati di dare la prova contraria. Non c’è un indicatore che sia uno, economico o politico, che non i riveli tristemente che siamo caduti ancora più in basso. Con una prevedibile e prevista aggravante: che la capacità di reazione del Paese si è affievolita di pari passo con la qualità della nostra democrazia. In poche parole: la sfiducia ha reso indolenti lo spirito critico e lo spirito civico degli Italiani. La stagnazione non è solo economica, ma anche civile e politica.
Ne approfittano i protagonisti di questa stagione per rendere più stabile o soltanto più duraturo il loro potere. In maniera tanto sfacciata da non potere più distinguere chi sta con chi e chi vuole fare cosa (vedi le presunte riforme della legge elettorale e della Costituzione).
Purtroppo, senza una forte reazione e senza iniezioni di nuove risorse e nuovi protagonisti, la democrazia non si rianima. E nemmeno l’economia, che sconta ora l’errore di avere creduto nella scorciatoia di una democrazia e una politica addomesticate.
E allora, diciamola tutta. Ci aspettano tempi duri, durissimi. Dunque, auguri, ma senza pistolotti ad effetto cloroformio. C’è bisogno di tantissima vigile passione, non dei soliti anestesisti. Casomai di un chirurgo che operi mentre il paziente, ovvero il Paese, resta ben sveglio.

Caro Gianfranco,
ho voluto semplicemente dire che i nostri capitalisti con ogni mezzo, in primo luogo i loro giornali, hanno sostenuto le scorciatoie dei governi che prescindono dall’investitura popolare e, dunque, il periodo ormai lungo di ferie concesso alle pratiche della democrazia. E ora dovrebbero pentirsi amaramente.
questa risposta all’operato di Renzi, non mia, merita un copia /incolla.
COME E’ CAMBIATA L’ITALIA NEL 2014 – 1) da Renzi nessun progetto di Governo chiaro per il Paese, sul quale poter giudicare come si sta realizzando; 2) approvazione di provvedimenti incoerenti fra loro perchè in genere utili solo a raccogliere consenso dall’opinione pubblica; 3) uso di risorse pubbliche per ottenere consenso da clientele a vari livelli (80 euro = dipendenti; calo IRAP = confindustria); 4) nessun provvedimento preventivo contro problematiche di primaria importanza quali la corruzione, per quanto rilevata ai massimi livelli; 5) nessun taglio di spesa clientelare parassitaria; 6) provvedimenti con attribuzione di delega in bianco al Governo, utile a potersi destreggiarsi successivamente come meglio parrà; 7) impegni di spesa rimandati successivamente, in modo da ipotecare i comportamenti di eventuali governi successivi; 8) restrizioni alle ammin. regionali o comunali, in modo da ottenere risorse al Governo senza pagare direttamente lo scotto della impopolarità per le tassazioni; 9) profluvi di parole, promesse, obiettivi farlocchi, come quello ad esempio sull’importanza del semestre europeo a guida italiana, tanto sbandierato e conclusosi in nulla.10) Jobs Act giocato su un lavoro che non c’è; 11) i soliti favori alle solite lobby; 12) riforme partitocratiche e con restrizioni di voto ai cittadini. – I risultati di tutto ciò si vedono per ora nel debito pubblico cresciuto, in una tassazione ai massimi storici e prevista in aumento, in una disaffezione al voto.
Scusate quando tutti urlano vieni a tavola…
Cari amici,
Leggo tante belle opinioni e potrei anch’io scriverne, ma dico lasciamo fare a che sa, il Pof. Prodi mi sta antipatico come solo a un cretini può starlo u Professore, ma ha salvato l’IRI dal fallimento, l’Italia dell’esclusione dall’Europa, l’Europa dal predominio Americano e dagli scandali con la facilità che Warren Buffet paga il caffè, come mi disse Dio quando nacqui: Non preoccuparti del vestire ti darò Armani, ne del mangiare ti darò Ducasse, ne dei soldi ti darò Prodi, ma Napolitano e Renzi te li devi grattare tu, che io non centro.
Ha ragione Gian Franco Orsini, ” il capitalismo privato non è mai esistito in Italia “. Perché da noi migliaia e migliaia di miliardi giacciono morti e fossilizzati nel mattone, il gioco dell’illusorio arricchimento individuale che ha ucciso l’economia. Se questa massa enorme di denaro fosse liquidità giacente nelle banche le imprese saprebbero di che rifocillarsi e produrrebbero ricchezza. Ma il partito degli imbecilli per cui se il mattone tira l’economia tira, è ancora netta maggioranza. Grazie familismo cattobergogliesco!
Non dimenticare la mafia, la burocrazia e l’attitudine italica all’intrallazzo e al baro.
Caro Nicola,
Il fondo è stato raggiunto con la semi fascista rielezione del peggior Presidente di sempre e dell’iper assenteista Sindaco di Firenze, occupato solo a promuovere se stesso e a promettere agli amici posti di Stato, a dimostrare che gli Italiani sono il popolo più imbecile del Mondo, non c’è peggio a cui sappiano dire di no.
Ora non ci resta altra cura rianimatoria, che l’elezione dell’iper antipatico Prodi, che avendo comunque una testa che in economia sta due spanne sopra quella di Warren Buffet, non riuscirà nemmeno se lo volesse a non salvare la nostra economia, così come un tassista non si perde mai in centro a Milano.
Tutto il resto ovviamente invece peggiorerà, ma lasciateci sperare che resti del tempo per l’arrivo della nuova generazione per voi è della libertà per il Veneto, da questa bolgia infernale.
Parole sante, o laiche, Nicola! Purtroppo c’é una sensazione di scoramento generale, non solo in Italia, di totale sfiducia nella classe politica, al punto che i bei tempi passati del “sto con quello e mi oppongo all’altro” sembrano ormai preistoria come le fotocamere digitali.
Già, perché nell’era del ditino veloce (i due pollici per i ventenni, uno solo per quelli dai 30 in su, per finire col l’indice sopra i 60…), in cui ogni mese esce qualcosa che dovrebbe renderci la vita piu facile e connetterci con tutto e tutti, la gente è sempre piu infelice, sola e povera, materialmente e moralmente.
Quadro desolante, ma questo è attualmente, e i furbi ne approfittano come gli avvoltoi che si aggirano su animali ancora in vita….
Eppure ci sarà un ritorno al passato, magari la fine di questa parola assillante e inesauribile (di cose stupide e/o inutili), l’applicazione. Togli twitter, facebook e quante altre corbellerie a Renzi e si spegnerà come una lampadina senza corrente.
Forse si, auguriamoci un ritorno al passato.