une fenetre ouverte sur la martinique: où le soleil entre … toujours
Je me trouve en Martinique, à la plage, cela fait un peu cliché mais c’est vrai, je vous assure! J’observe un couple qui me semble curieux, l’homme est petit, trapu, très brun et la femme, grande, blonde, les yeux d’un bleu en accord avec la mer qu’ elle contemple.
Je prête l’oreille, et je me rends compte qu’ils parlent espagnol, étant professeur d’espagnol, je me glisse dans la conversation.Les présentations sont faites et je découvre alors qu’ il est colombien, il passe sa lune de miel sur cette terre française des antilles, avec sa femme qui est allemande.
Nous communiquons en espagnol. Je me présente,moi, la noire, de nationalité française: “Je m’appelle Helga” prénom allemand s’il en est. Les rires surgissent et elle finit par me répondre: “moi, c’est Bernadette”.
Tous les ingrédients sont là : aller vers l’autre sans crainte des différences, l’atout du savoir : avoir appris une langue étrangère, et enfin, le rire, ce don donné à l’ Homme, cette fantastique ouverture du visage fenêtre de l’âme. S’ouvir à l’autre telle est la clé. En finir avec la peur, en finir avec les peurs!
De mes vacances à Naples, je n’avais alors qu’onze ans, je garde en mémoire des rires, des gens qui parlent et rient fort, ils me rappelaient cette force vitale qui existait aux antilles. Je me souviens également de la grand-mère de mes cousins qui me prenant par la main me présentait à tous les commerçants me faisant passer pour une américaine, l’esprit hollywoodien de l’ Italie? Je ne parlais pas l’italien mais elle me parlait quand même et je crois qu’elle m’aimait bien parce que j’adorais sa cuisine et je le lui montrais. Elle me faisait rire, c’était une femme courbée, problème de colonne vertébrale, mais elle marchait pour aller acheter ses marchandises, elle était debout dans sa tête. Merci! grâce à toi, aujourd’hui décédée, j’ai voulu savoir parler des langues, j’ai compris que le soleil, le vrai, c’était le rire et le faire et quand la réalité montrait ses limites, inventer!
Avec Bernadette, j’ai pu parler, rire et nous défions le problème de la distance grace à nos mails.
Helga Larcher
professeur d’espagnol
(Martinique -antilles francaises)
una finestra aperta sulla martinica: dove il sole entra … sempre
Vivo in Matinica, sono sulla spiaggia, lo so, sembra un po’ banale, ma è proprio così!
Mentre mi godo il sole e il mare, osservo una coppia apparentemente strana, l’uomo è basso, tarchiato, molto bruno, e la donna è alta, bionda, gli occhi azzurri come il mare che sta contemplando. Non sono troppo lontani da me, perciò mi rendo conto, essendo io un’insegnante di spagnolo, che conversano in spagnolo. Mi intrometto nella conversazione e mi presento. Vengo a sapere che lui è colombiano e lei è tedesca e che sono in luna di miele su questa terra francese delle Antille. Rotto il ghiaccio, ci presentiamo con i nostri nomi. Io, la nera di nazionalità francese: “Mi chiamo Helga”, dico. In effetti il mio nome tedesco non mi somiglia affatto! Ci mettiamo a ridere entrambe e lei mi risponde: “io mi chiamo Bernardette”.
Sono questi gli ingredienti principali di una conversazione! Andare verso l’altro, senza paura delle differenze, è questo il mistero magico della conoscenza: apprendere una lingua straniera e poi ridere, il dono dato a ogni uomo di aprire una fantastica finestra dell’anima, che illumina il viso. Apriamoci agli altri, è questa la chiave. E basta con la paura, le paure!
Delle mie vacanze a Napoli, avevo 11 anni a quei tempi, nel lontano1982. Ma ho conservato nella memoria il suono delle risate, della gente che parlava e rideva forte, mi ricordava la forza vitale che abbiano noi nelle Antille. Ho un ricordo molto bello della nonna napoletana dei miei cugini, alla quale piaceva prendermi per mano per farmi conoscere a tutti i commercianti della zona, presentandomi come un’americana. Lo spirito Hollywoodiano degli italiani, mah! E poi nonostante non parlassi l’italiano, lei mi parlava come se la capissi e sentivo che mi voleva bene, io adoravo la sua cucina e glielo dimostravo riempiendola di soddisfazione. Mi faceva talmente ridere…era una donna che nonostante camminasse curva per un problema di colonna vertebrale, correva quasi, quando andava a fare la spesa. La sua solidità e il suo equilibrio stavano nella sua testa. Avrei voluto dirle grazie! Lei non sa che grazie a lei, che ormai non c’è più, è nata in me la curiosità di voler imparare le lingue, e ho capito che il vero sole sorge tutti i giorni nella vita di chi sa ridere, di chi si dà da fare, anche quando la realtà ci oppone i suoi limiti. Bisogna inventarsela la soluzione.
Con Bernardette ho potuto parlare, ridere e oggi superiamo il nostro problema di distanza, grazie a internet.
Helga Larcher
docente di lingua spagnola
(Martinica –antille francesi)

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