Un anno mezzo fa, ormai, siamo stati sommersi da ondate che mai avremmo osato nemmeno pensare.
Saltiamo a pieppari i mesi che ci hanno visto come sappiamo. Arriviamo ad oggi. Che cosa è cambiato? Nulla.
Anche se questo governo doveva essere il salvatore della patria accompagnato dalla panacea i tutti i mali, ovvero, il vaccino, brancola ancora nel buio. O, meglio, nell’approssimazione. Sempre più approssimativa.
Abbiamo assistito a diatribe invereconde e inverosimili, a discussioni infinite da far perdere la pazienza anche a madre Teresa e a Ghandi.
Eppur abbiamo superato. O, meglio, pensavamo di averlo fatto.
Ricordiamo tutti quando a ottobre scorso, dopo l’apertura delle scuole, i banchi a rotelle erano stati scelti e pagati a palate di palanche. Dovevano essere la soluzione. Ma non lo furono.
Che fine hanno fatto non è dato sapere. Nonostante Azzolina sgonnelli tuttora, che altro sembra non fare, nei vari talk come se nulla “avesse stato”. Da piccola fiammiferaia con infanzia difficile e povera, superata con il suo QI superiore. Questo ci narra ogniqualvolta ne ha l’occasione. E continua imperterrita a difendere il suo fantolino. Oggi ci ritroviamo a dissertare sulle medesime cose. E a luglio si pensa, già con orrore, a quando si riapriranno le scuole. Ancora. Nonostante quasi la metà del popolo abbia ricevuto la sua prima dose. Ma che cosa succederebbe se un alunno dovesse risultare positivo. Lui a casa? Tutti a casa? Quanti a casa? In DAD, naturalmente. Al pensiero dell’acronimo suddetto, agli insegnanti ai presidi e ai ragazzi viene la pelle d’oca.
“Ma lo scorso ottobre non avevamo i vaccini” osa dire qualcuno. E un altro, della parte avversa.. “ma i vaccinati sono untori!” E digrigna i denti trattenendosi a stento dall’aggredirlo fisicamente, oltre che verbalmente.
E poi i medici e sanitari che non ne vogliono sapere, di vaccinare se stessi e i propri pazienti, mandando in tilt chi non sa più di chi fidarsi.
Per non dire dei novax e nivax. Quelli reali, quelli che lo ammettono.
No, francamente tutto questo è troppo. Non si può non avere il coraggio di decidere quello che la comunità scientifica ritiene giusto e opportuno. In nome di una libertà che amiamo tutti ma a cui in certi casi occorre rinunciare. Intanto la variante delta getta nel caos l’Europa che rimane senza una strategia comune. Tutti in bilico fra gestione del rischio e chiusure.
Qualcuno sostiene che l’obbligo vaccinale per alcune categorie speciali è incostituzionale. Come se il suo cibo quotidiano fosse pane e articoli costituzionali. Ma a chi ci dobbiamo rivolgere se non ai maggiori costituzionalisti?
Cassese, Zagrebelsky sostengono che l’obbligo non è incostituzionale
Celotto: “Green pass è costituzionalmente corretto, non discriminatorio” e afferma che per la prima volta un DPCM apre e non chiude.
Flick: «Serve una legge, non basta un decreto o un Dpcm»
Consulta: “Obbligo di vaccinarsi? Non è incostituzionale”
Il neo presidente della Consulta Giancarlo Coraggio : “Io mi vaccinerò. È un obbligo morale”, “Sì alle limitazioni della libertà per tutelare la salute”.
§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§
Intanto si viene a sapere che un ragazzo di diciotto anni, Orlando, si suicida , vittima di bullismo perché gay. Ma poi la notizia viene smentita quando si sente di un giro di prostituzione minorile. E che dire di un ragazzino di 16 anni, Manuel Raùl, sordo dalla nascita, asso e promessa del calcio. Anche lui sarebbe vittima di bullismo fin dalle elementari. Forse per invidia? Forse perchè troppo bravo pur avendo un handicap importante? Se cosi fosse c’è da chiedersi come abbiamo educato figli e nipoti e come siamo caduti così in basso. Dove abbiamo sbagliato.
Ma io mi rifiuto di crederci.
E si ritorna al problema scuola che, a tutti i costi, deve essere fra le priorità. Nella ripresa umana e sociale di questo martoriato Paese.
Certamente deve essere affrontato prima di un tema che interessa a una minoranza che non sempre è detto sia giusto tutelare. Se una minoranza di persone si droga o beve deve essere per caso essere più tutelata di altri?
Lungi da me considerare i transgender a livello di drogati e avvinazzati. Sono, altresì, persone, proprio come tutte le altre. Buone o cattive, virtuose o viziose, proprio come possono esserlo tutti. Ci tengono tanto, giustamente, ad essere liberi di fare le proprie scelte. Perchè negarglielo?
Esistono le leggi e, poi, la magistratura che deve dire la sua. Ci piaccia o meno.
Ma, poi, si sentono (video) esternazioni come queste:
“Bisogna aiutare i bambini in un loro percorso di transizione perché si ritrovano con un genere che non corrisponde al loro sesso di nascita”.
Sì, il signor Didielle Zan® ha proprio detto bambini.
Cioè, non ha detto che è sbagliato forzare i bambini ad avere atteggiamenti coerenti con il proprio sesso biologico, ha proprio detto “accompagnarli nel PERCORSO DI TRANSIZIONE”.
Non so cosa pensare.
In breve. Riflettiamo sul DIDIELLEZAN con calma. E poi votiamo. Aggia’ ma purtroppo non tocca a noi
PERCORSO DI TRANSIZIONE! Parola di Zan.
Semplicemente pazzesco. Ma come si fa a non rendersene conto. L’equilibrio mentale che dà di balta.
Ecco come si distrugge l’innocenza dell’infanzia come sostiene una cara amica.
Qualcuno avrà pur sentito parlare anche di gender fluid. No al DDLZAN. IN OGNI VERSIONE.
Perché DA COSA NASCE COSA.
Con tutto il rispetto e l’affetto di chi sceglie generi alternativi di costume e di abitudini. Devo in coscienza dire che il gender fluid è ben altra cosa. Nessuna identità binaria? A volte un ragazzo a volte una ragazza. Dipende da come ci si sente al momento.
E dovremmo far educare i piccoli da questa persone?
Usare la povera Raffa come icona dei transgender per sostenere il DDLZAN è abominevole e sconcertante.
Ricolfi, sociologo progressista, esordisce affermando che “La comunità LGBT vuole imporre a tutti la propria specifica e minoritaria visione del mondo:un atto di pura prepotenza cuturale.” Ecco il termine giusto per identificarli: prepotenza. Non solo culturale ma anche caratteriale dato che alcuni, non tutti per carità, sono così convinti di essere dalla parte giusta che si offendono e si inalberano se qualcuno li contraddice. E pretendono di essere considerati dalla parte giusta dal resto del mondo.
Secondo alcuni la propaganda LGBT dovrebbe cominciare in culla. E chi non è d’accordo è un omofobo. Ma anche basta!
Carla Ceretelli

Lascia un commento