Lunedi di ottobre. Si conosce da poche ore il voto sul referendum costituzionale e tutti attendono l’annuncio della Renzexit. Il sessanta per cento degli italiani ha detto NO e il quaranta per cento Si. Dopo ventiquattr’ore dall’evento però Matteo non ha ancora annunciato le sue dimissioni. Bruno Vespa, a Porta a Porta, ha pronosticato un’uscita soft: se ne va da segretario, nominando Luca Lotti al suo posto, e resta come premier. Per il bene del Paese. E’ un po’ la linea della grande stampa che titola: “Renzi resta con noi !”. Gli editoriali di Aldo Cazzullo sul Corsera, Claudio Tito su Repubblica e Federico Geremicca sottolineano che lo “ha chiesto il “vecchio emerito saggio” Giorgio Napolitano, con il silenzio-assenso di Sergio Mattarella. Le sole eccezioni al coro: Il Fatto quotidiano e i social, che titolano e cantano tutti “Tristezza per favore vai via…”.
La prima voce ufficiale arriva ai media trenta ore dopo, ed è quella di Denis Verdini che comunica :”Noi di Ala continueremo a sostenere il Governo”.
Da Londra invia un tweet anche Davide Serra annunciante: “Nella City dicono che l’uscita di scena da parte di Matteo può provocare un crollo delle borse europee”. Guerrini, Rosato e Fiano rilasciano un comunicato congiunto, confermando:
“E’ vero ! Risulta anche a noi ! Senza Renzi, il leader più votato alle elezioni europee, l’Europa va in pezzi !”. Detto comunicato viene distribuito, nella notte, nelle strade vicine a Palazzo Chigi, dal capogruppo PD Luigi Zanda ,e questo fa pensare che Matteo si affaccerà presto al balcone.
Ci sono già almeno due persone in attesa: Orfini e Serracchiani.
Ma le finestre rimangono chiuse per tutta la notte, e all’alba anche Matteo e Debora se ne vanno a casa.
Alle nove di mattina, è Mariaele Boschi a convocare: “Ritornate sotto Palazzo Chigi. Parlerò io”. C’è un rapido passaparola, e bisogna riconoscere che in breve accorre un discreto manipolo di esponenti PD tra i quali si riconoscono la Riotta, la Bonafè, la Moretti, Ciaone Carbone,la Picierno, Andrea Romano e Gennaro Migliore.
Acclamano a gran voce Mariaele quando dice: “Abbiamo vinto noi che non avremmo mai voluto sottoporre il popolo italiano a questa dura prova. Oltre il quarantacinque per cento dei nostri connazionali ha preferito non votare, andando al mare o rimanendo accanto ai propri cari. Ebbene, se si aggiunge questo quarantacinque per cento al quaranta che ha votato Sì, fa l’ottantacinque per cento di italiani che hanno gridato: “Matteo rimani ! Matteo salvaci ! Matteo abbracciaci !”. Un vero plebiscito!
E finalmente, tra il giubilo festante dei quattordici o quindici fedeli renziani, e l’inquadratura stretta delle telecamere, che gli spin doctor Jim Messina e Filippo Sensi avevano convocato, appare Matteo Renzi in un completo blu carta di zucchero che fa pendant con il completo rosso fuoco della Boschi, annunciando:
“Ebbene sì, rimango: per il bene del Paese, e per la salute del presidente Napolitano, che a queste riforme teneva tanto! Prometto fin d’ora che ci riproverò. Fin d’ora vi annuncio anche che tra qualche anno abbasserò le tasse, alzerò le pensioni minime e farò aumentare i posti di lavoro. Ma , nel frattempo, non criticatemi se doterò di ulteriori confort e amenità il mio Air Force One”.

Profetico! !!! Giovanni Paturzo