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Cronaca fedele di un lunedi’ di ottobre, di quando Renzi perdera’ il referendum e non se ne andra’ per il bene del paese

La prima voce ufficiale arriva ai media trenta ore dopo, ed è quella di Denis Verdini che comunica :”Noi di Ala continueremo a sostenere il Governo”.

di Gianfranco Micali | 27 Giugno 2016

Lunedi di ottobre. Si conosce da poche ore il voto sul referendum costituzionale e tutti attendono l’annuncio della Renzexit. Il sessanta per cento degli italiani ha detto NO e il quaranta per cento Si. Dopo ventiquattr’ore dall’evento però Matteo non ha ancora annunciato le sue dimissioni. Bruno Vespa,  a Porta a Porta, ha pronosticato un’uscita soft: se ne va da segretario, nominando Luca Lotti al suo posto, e resta come premier. Per il bene del Paese. E’ un po’ la linea della grande stampa che titola: “Renzi resta con noi !”. Gli editoriali di Aldo Cazzullo sul Corsera, Claudio Tito su Repubblica e Federico Geremicca sottolineano che lo “ha chiesto il “vecchio emerito saggio”  Giorgio Napolitano, con il silenzio-assenso di Sergio Mattarella. Le sole eccezioni al coro: Il Fatto quotidiano e i social, che titolano   e cantano tutti “Tristezza per favore vai via…”.

La prima voce ufficiale arriva ai media trenta ore dopo, ed è quella di Denis Verdini che comunica :”Noi  di Ala continueremo a sostenere il Governo”.

Da Londra invia un tweet anche Davide Serra annunciante: “Nella City dicono che l’uscita di scena da parte di Matteo può provocare un crollo  delle borse europee”. Guerrini, Rosato e Fiano rilasciano un comunicato congiunto, confermando:

“E’ vero ! Risulta anche a noi ! Senza  Renzi, il leader più votato alle elezioni europee, l’Europa va in pezzi !”. Detto comunicato viene distribuito, nella notte,  nelle strade vicine  a Palazzo Chigi, dal  capogruppo PD Luigi Zanda ,e questo fa pensare che Matteo si affaccerà presto al balcone.

Ci sono già  almeno due persone in attesa: Orfini e  Serracchiani.

Ma le finestre rimangono chiuse per tutta la notte, e all’alba anche Matteo e Debora se ne vanno a casa.

Alle nove di mattina,  è Mariaele Boschi a convocare: “Ritornate sotto Palazzo Chigi. Parlerò io”. C’è un rapido passaparola,  e bisogna riconoscere che in breve accorre un discreto manipolo di esponenti PD tra i quali si riconoscono la Riotta, la Bonafè, la Moretti, Ciaone Carbone,la Picierno, Andrea Romano e Gennaro Migliore.

Acclamano a gran voce Mariaele quando dice: “Abbiamo vinto noi che non avremmo mai voluto sottoporre il popolo italiano a questa dura prova.  Oltre il quarantacinque per cento dei nostri connazionali ha preferito non votare, andando al mare o rimanendo accanto ai propri cari. Ebbene, se si aggiunge questo quarantacinque per cento al quaranta che ha votato Sì, fa l’ottantacinque per cento di italiani che hanno gridato: “Matteo rimani ! Matteo salvaci ! Matteo abbracciaci !”. Un vero plebiscito!

E finalmente, tra il giubilo festante dei quattordici o quindici fedeli renziani, e l’inquadratura stretta delle telecamere, che gli spin doctor Jim Messina e Filippo Sensi avevano convocato, appare Matteo Renzi in un completo blu carta di zucchero che fa pendant con il completo rosso fuoco della Boschi, annunciando:

“Ebbene sì, rimango: per il bene del Paese, e per la salute del presidente Napolitano, che a queste riforme teneva tanto! Prometto fin d’ora che ci riproverò. Fin d’ora vi annuncio anche che tra qualche anno abbasserò le tasse, alzerò le pensioni minime  e farò aumentare i posti di lavoro. Ma , nel frattempo, non criticatemi se doterò di ulteriori confort e amenità il mio Air Force One”.

 

Pubblicato in : EditorialeTag: annuncio, dimissioni, elezioni, giorgio napolitano, lavoro, mare, matteo renzi, napolitano, palazzo chigi, pd, pensioni, persone, popolo italiano, posti di lavoro, referendum, renzi, repubblica, riforme, tasse

Info Gianfranco Micali

Gianfranco Micali, giornalista , scrittore, autore televisivo e radiofonico, come Delegato Editoriale di Edilio Rusconi ha curato per il gruppo i rapporti istituzionali e le relazioni esterne. E’ stato caporedattore e inviato di OGGI e della Domenica del Corriere, finalista al Premio Saint Vincent di giornalismo con la serie “Gli uomini più chiacchierati del potere”. I suoi sette libri, tra i quali figurano“Il segreto del re Sole”, “Io ho ucciso Masaccio”, “La formula di Brunelleschi”, sono stati pubblicati da Pironti, Rusconi, Pendragon e Donzelli.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Giovanni

    28 Giugno 2016 alle 09:38

    Profetico! !!! Giovanni Paturzo

    Rispondi

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