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CROCEFISSO NELLE SCUOLE: UN AFFAIRE ITALIANO?

Fioccano ordinanze di sindaci di destra e di sinistra che sanzionano chi toglie il crocefisso dai luoghi pubblici. Pur non condividendo la decisione della Corte non siamo d’accordo sull’ostracismo nei suoi confronti. di Marcello Paris

di Marcello Paris | 8 Novembre 2009

La decisione della Corte europea di Strasburgo che sancisce il divieto di esporre il Crocefisso nelle scuole italiane ha creato diffusi malumori e forti prese di posizione tese a rigettare tale affermazione. Leggeremo le motivazioni per capire quali sono stati i principi che hanno portato quegli insigni giuristi a prendere quella decisone.
Il nostro non vuole essere un approccio al problema di carattere confessionale. La religione è un sentimento privato che ognuno lo risolve a modo suo. Diverso è parlare di simboli e il crocefisso per la stragrande maggioranza degli italiani è il simbolo per eccellenza. Per molti non credenti è sempre stato qualcosa se non proprio accettato, tollerato.
Non è la prima volta che la questione viene sollevata. Questo stato di fatto si è venuto a scontrare con credi diversi legati alla multiculturalità che si va vieppiù affermando attraverso la massiccia presenza di stranieri appartenenti ad altre religioni.
Nel caso specifico il ricorso alla Corte europea, che ha fatto seguito ad una simile impugnazione davanti alla nostra Corte Costituzionale che aveva rigettato l’istanza, è stato l’atto di una persona dichiaratamente atea secondo la quale il crocefisso all’interno della scuola creava turbamento ai propri figli. Questa presa di posizioni è sembrata più una provocazione per affermare un principio di astratta uguaglianza che un disagio vero provocato dalla vista dell’oggetto della contesa.
Si dice che sui principi non si discute, ma attenzione: i principi quando non incidono concretamente sulla sfera personale creando un reale danno esistenziale o materiale possono somigliare ad una sorta di inquisizione.
Come si diceva il fatto ha creato scalpore, non solo nella Chiesa, cosa normale, ma in gran parte del mondo politico che in massa si è stracciato le vesti e, in attesa di fare ricorso, invita a non rispettare la sentenza. Fioccano già ordinanze di sindaci di destra e di sinistra che sanzionano coloro che decidessero di togliere il crocefisso dai luoghi pubblici.
Questo non ci piace. Pur non condividendo, per i motivi detti, la decisione della Corte non siamo d’accordo sull’ostracismo nei suoi confronti. Non si può accettare ciò che ci piace o ci fa comodo e rigettare ciò che non ci piace. Secondo noi la domanda da porsi è un’altra. C’è da chiedersi se su sentimenti e costumi che sono parte della storia di un popolo sia lecito che a prendere decisioni del genere siano organismi sovranazionali o non dovrebbe, invece, essere materia da risolvere in casa propria.
Si dirà che nel mondo globalizzato e in particolar modo fra i Paesi che appartengono all’Unione Europea questi distinguo sono anacronistici perché ormai tutto è demandato ad istanze superiori. Siamo portati a dire che per noi non dovrebbe essere così soprattutto in materie dove è la coscienza collettiva ad essere tirata in ballo.
Inoltre sul piano del diritto l’Italia ha degli obblighi nei confronti del Vaticano, anche se sarebbe meglio che non ci fossero ma tant’è, in virtù del Concordato. Ci sono adempimenti che il Governo deve compiere per rispettare quelle norme. Di questo passo potrebbe succedere, e non è certo una boutade anche se l’assunto è paradossale, che qualcuno impugni pure il Concordato togliendo ancora sovranità ad una Nazione che in troppi casi non la fa valere abbastanza.

Marcello Paris

Pubblicato in : Primo piano

Info Marcello Paris

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Paolo

    15 Novembre 2009 alle 22:35

    Lei, Cartoni, si conferma per quello che é, un omofobo DOC …purtroppo solo lei puo’, se vuole, risolvere questa paura che le appartiene, ma non credo che questa scintilla le baleni la mente!
    Lei, che non smette si sfottere anche in questa risposta, appare pero’ ossessionato dalla MUTANDA, in quasi tutti i suoi messaggi appare questa parola latina, che pero’ in italiano é semplicemente la “mutanda” quella dove si nascondono le parti intime! Ci pensi….
    La religione, la lasci pure da parte, cosi pure le sue pratiche intime che sono lontane anni luce dal mio vivere, e la smetta di confondere in maniera ossessiva la sessualità con quello di cui parlo, cioé di leggi che l’Italia dovrà prima o poi, suo malgrado, discutere e approvare, e cioé le unioni civili o matrimonio gay, con relativa possibilità di adozione per le medesime coppie, con tutto quel che ne segue.

    Rispondi
  2. Paolo

    15 Novembre 2009 alle 22:35

    Lei, Cartoni, si conferma per quello che é, un omofobo DOC …purtroppo solo lei puo’, se vuole, risolvere questa paura che le appartiene, ma non credo che questa scintilla le baleni la mente!
    Lei, che non smette si sfottere anche in questa risposta, appare pero’ ossessionato dalla MUTANDA, in quasi tutti i suoi messaggi appare questa parola latina, che pero’ in italiano é semplicemente la “mutanda” quella dove si nascondono le parti intime! Ci pensi….
    La religione, la lasci pure da parte, cosi pure le sue pratiche intime che sono lontane anni luce dal mio vivere, e la smetta di confondere in maniera ossessiva la sessualità con quello di cui parlo, cioé di leggi che l’Italia dovrà prima o poi, suo malgrado, discutere e approvare, e cioé le unioni civili o matrimonio gay, con relativa possibilità di adozione per le medesime coppie, con tutto quel che ne segue.

    Rispondi
  3. puccio cartoni

    15 Novembre 2009 alle 19:05

    Egregio Signor/a Paolo ,pensavo comunque che lo sfottìo le fosse pratica gradevole…ma certo mi pare evidente che il “dialogo costruttivo” appare impossibile. “Costruttivo” di che , e perchè?
    E’ una questione così lontana dalla mia natura,cultura ed abitudini(e la religione resti al di fuori possibilmente )che la manifestazione di una frenesia per Lei tipica mi disturba ,facendomi arricciare ogni appendice pilifera. Che devo fare ? Debbo fuggire al suo passaggio trionfale ,
    inchinandomi per riverenza difronte al suo assurgere a maestro di vita ? Mi permetta di insorgere difronte alle Sue pretese …salvo consentire che le Sue pratiche vengano svolte in proprio ,come io mi sento libero di fare ,mutatis mutanda. Con tanti saluti al re di Francia.

    Rispondi
  4. Paolo

    14 Novembre 2009 alle 12:06

    Poi, Cartoni, per quanto riguarda la sua abitudine o “tradizione” allo sfottio del sottoscritto, le ho risposto su SILVIO NON VUOLE, BERSANI NEMMENO, COME FAREMO A FARE ALL’AMOR?!
    Ma credo che non ci siano speranze in un dialogo costruttivo.

    Rispondi
  5. Paolo

    14 Novembre 2009 alle 01:45

    Dove sarebbero gli assalti, Cartoni?
    Gli omosessuali assaltterebbero chi, lei?
    Fino a prova contraria, sono gli omosessuali ad essere assaltati, quasi quotidianamente, insultati, presi a pedate, ultimamente picchiati a sangue e lei mi viene a parlare di assalti?
    L’assalto ignobile e vergognoso é quello verbale portato avanti da politici asserviti al loro credo e che decidono della altrui esistenza, confortati da uno strapotere mediatico che alle gerarchie ecclesiastiche, SOLO in ITALIA, viene impunemente concesso sui giornali e sulle televisioni di stato e private!
    L’assalto alla comunità omosessuale avviene a causa dall’assenza di qualsiasi legge che tuteli dapprima l’omosessuale come entità, come soggetto, e quindi poi per tutti gli aspetti della vita sociale che ne derivano (unioni legali, eredità ecc.).
    Finché non cambierà questa mentalità, e cambierà ne stia certo, gli omosessuali italiani non avranno alcun diritto perché inesistenti per le Istituzioni! Come puo’ essere sconfitta l’omofobia Cartoni? Ce lo suggerisca lei!
    Eppure gli omosessuali italiani lavorano e pagano le tasse come lei, ma a differenza sua sono cittadini di serie B.
    Oggi, proprio oggi Cartoni, l’Argentina, la lontana Argentina, approva la legge che consente il MATRIMONIO tra gay, l’Argentina dove piu’ del 90% della popolazione é cattolica. Come vede si puo’ coniugare cattolicesimo e diritti, come vede ancora oggi l’Italia del quale lei va fiero si dimostra piu’ rozza, retrograda e arretrata dell’America Latina.
    Forse é proprio il caso che l’Europa presto imponga anche all’Italia di mettersi in regola anche su questi temi.

    Rispondi
  6. puccio cartoni

    13 Novembre 2009 alle 17:31

    Una cosa proprio non ho capito : qual’ è la violenza ,il sopruso che genera danni morali negli animi dei pargoli della oramai famosa italo-finnica.
    Mutatis mutandis ( ma non so tradurlo in finlandese , e non me ne può fregar di meno,almeno fino a quando non sia costretto ad andare in quel Paese ) ,sono a chiedere:il danno morale ed esistenziale prodotto dagli assalti clamorosi dei “liberal”-atei ,musulmani ed omosessuali contro alla tradizione,alle normative,alla fede ed ai costumi e cultura del mio Paese può ricevere una qualche tutela ,almeno fintantochè siamo e restiamo in Italia ?

    Rispondi
  7. Paolo Marini

    9 Novembre 2009 alle 15:34

    Qualsivoglia imposizione che non abbia fondamento razionale è iniqua e risulta anche in qualche modo violenta: pressappoco così vedo e sento la rimozione dei crocifissi dalle scuole per effetto di quella sentenza. Forse che ciò aggiungerà libertà religiosa? Forse che manca libertà religiosa, nel nostro Paese? C’è ben altra carne da cuocere per coloro che vogliono costruire una società aperta. Il sospetto è che l’intolleranza sia un male che ammorba proprio in quelli o molti tra quelli che con la tolleranza e il rispetto si sciacquano la bocca praticamernte ogni giorno. Mi fa piacere che tanto l’articolo di Cariglia che alcuni commenti siano in realtà improntati all’equilibrio, rara avis.

    Rispondi

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