
L’indebolirsi dei partiti come rappresentanti di istanze politiche diffuse e radicate, così come della loro capacità d’influire sulle scelte dell’amministrazione, è stata la premessa per l’affermazione di Matteo Renzi alle primarie fiorentine. Il candidato del prima Firenze è diventato sindaco grazie alla capacità di stabilire un rapporto immediato fra sé e gli elettori. La centralità del suo ruolo ha caratterizzato anche i primi mesi di amministrazione, complice un Consiglio Comunale sempre più arena di polemiche politiche, che di indirizzo delle scelte amministrative.
In questo contesto si aprono degli spazi per attori che meglio dei partiti si muovono su singoli temi, su specifiche scelte che riguardano la città. Comitati più o meno spontanei, più o meno civici.
A Firenze i più vitali sono quelli che si muovono in opposizione ad opere pubbliche come la tramvia e il tunnel della Tav.
Nel primo caso, durante la precedente stagione amministrativa (che sembra lontanissima), i Comitati sono ricorsi allo strumento del referendum consultivo comunale. Lo rivendicavano nei giorni scorsi i promotori guidati da Mario Razzanelli, nel frattempo diventato capogruppo della Lega in Palazzo Vecchio. Significativo il dato politico di quel voto, in cui prevalsero i contrari alla tramvia. Vi partecipò però meno del 40% degli aventi diritto, riducendone la portata e di fatto disinnescandolo. Adesso, dopo il varo della linea 1, i comitati si preparano a riprendere la propria opposizione, anche se è difficile immaginare con quali margini per poter bloccare le linee 2 e 3 (Razzanelli, fra l’altro, è contrario solo a quest’ultima).
Quella del sottoattraversamento della Tav è invece una battaglia sull’aspetto locale di un’opera d’interesse nazionale. La migliore occasione per un passaggio in superficie dell’alta velocità è stata persa con la scelta di non puntare subito sulla stazione di Castello come stazione di attraversamento. La scelta del tunnel Tav promette di essere dolorosa per la città e Renzi, dipendesse da lui, vi rinuncerebbe volentieri. Ma quando i lavori partiranno la sua priorità sarà che si concludano nel modo più rapido e indolore possibile.
Da sindaco, Renzi ha voluto presentarsi come uomo del fare, pronto ad assumersi la responsabilità di scelte prese anche senza mediare e a rompere il circolo dell’indecisionismo. Ha pedonalizzato il Duomo tagliando la testa al toro al dibattito sulla linea 2 della tramvia e con l’inaugurazione della linea 1 ha scoperto un entusiasmo, forse inatteso, dei fiorentini per Sirio. Fino ad oggi l’opposizione più forte alla sua azione è arrivata da colleghi di comuni limitrofi, dalla provincia e in parte dalla Regione. Ma può darsi che di qui a breve il sindaco si trovi a doversi confrontare con l’azione dei comitati. Il sindaco del populismo civico, alla prova dei comitati civici.
Tommaso Ciuffoletti (pubblicato su Il Corriere Fiorentino)
P.S (non presente sul Corriere Fiorentino, ma che qui possiamo aggiungere) Tra tutti i comitati, quello che rimane un passo avanti è sempre il mitico comitato per l’OVOVIA!

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