• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Craxi non è Berlusconi

di Mauro Del Bue | 26 Agosto 2013

Craxi_Bettino_adn--400x300Oggi si fa un gran parlare di questa analogia. Berlusconi avrebbe in mente di rivolgersi alle Camere come fece Craxi nel lontano 1993. E dunque in molti si esercitano sulle traversie giudiziarie di entrambi e sulla fine che accomunerebbe il primo al secondo. Ha ragione Rino Formica a prendere le distanze da quella che a lui, e anche a me, pare una forzatura davvero inaccettabile. È vero che Craxi, come Berlusconi oggi, gridò contro le indagini e le condanne politiche di una magistratura strabica. Ma Craxi lo faceva in nome di un sistema di partiti che era stato a lungo finanziato in modo irregolare. Oggi Berlusconi è invece condannato per un reato comune, evasione e truffa fiscale, che avrebbe commesso da semplice cittadino, in qualità di patron del gruppo Mediaset. E il parallelo ci riporta immediatamente alla differenza di sistema nel quale hanno vissuto i due leader. Craxi nelle repubblica dei partiti, Berlusconi in quella post identitaria. Craxi era figlio del Psi, Berlusconi di Mediaset. Dietro Craxi non c’era che il suo partito, contro di lui si mobilitarono non solo una parte della magistratura, ma tutti i giornali e le televisioni, comprese quelle di Berlusconi, che pure di Craxi era stato a lungo amico e sostenitore, potentati economici, probabilmente anche potenze straniere, che il segretario socialista aveva osato sfidare. Possiamo dire che a favore di Craxi si schierarono solo l’Olp di Arafat e il presidente tunisino. Decisamente poco. A favore di Berlusconi oggi stanno poteri politici, economici, mediatici di assoluta rilevanza. Quando Craxi venne travolto dalle inchieste fini il Psi e la sua influenza politica ed elettorale. Da quando Berlusconi ha dovuto fronteggiare la sue vicende giudiziarie non solo non è diminuito il peso politico ed elettorale del suo partito, ma neppure la condanna in terzo grado pare abbia scalfito la sua influenza. E questa considerazione rimanda necessariamente a quella precedente e cioè al diverso grado di potere dei due. In fondo Craxi era un uomo solo e il suo partito era un soggetto indipendente. Si era slegato anche finanziariamente da reti straniere e al suo sostentamento pensava in assoluta autonomia, utilizzando anche relazioni come quella intessuta da Craxi con Berlusconi, che quest’ultimo ha sempre negato. Il paradosso tutto italiano era quello di vedere nel 1994 Craxi “latitante” in Tunisia e Berlusconi, che di Craxi era stato sostenitore, presidente del Consiglio. Tutta italiana invero questa vergognosa anomalia. In fondo dalle parole del giudice Esposito emerge una grande novità, che rimanda questa si a Craxi e alle sue condanne. Il giudice napoletano, nella sua napoletanissima intervista, ha voluto precisare che quel “non poteva non sapere”, a proposito della condanna di Berlusconi, è una “stoppitaggine”. Un non senso giuridico. E che il patron di Mediaset è stato condannato perché sapeva. Ecco Craxi venne condannato per quella stupidaggine. E anche questo differenzia i due.

Pubblicato in : Primo piano

Info Mauro Del Bue

Mauro Del Bue è un politico, giornalista e storico italiano. Già deputato per lo storico PSI e per il Nuovo PSI, attualmente è membro della Segreteria Nazionale del ricostituito PSI, direttore del quotidiano socialista Avanti!

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Caciolli Giovanni

    13 Novembre 2013 alle 18:17

    Non capisco l’ultima frase: “Ecco Craxi venne condannato per quella stupidaggine”. Io caro Del Bue direi che è stato condannato, perché i dirigenti del Pds armarono la penna dei magistrati, e si servirono del Compagnuccio Di Pietro, che poi fu ripagato con l’elezione a Parlamentare nel seggio del Mugello. Non capisco perché non raccontare la verità, che ormai è nota a tutti invece di nascondersi in frasi che non hanno senso.

    Rispondi

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti