San Paolo – Il coronavirus ha iniziato il suo cammino nel Brasile più di un mese fa ed adesso sono 11.130 positivi e 486 decessi. I tamponi sono scarsi, una carenza terribile del sistema sanitario brasiliano. Mancano i tamponi e mancano anche i letti di terapia intensiva. Secondo il ministero della sanità il paese ha 1,15 posti letto per ogni 1000 persone, quando in Italia ad esempio, sono 9,35 posti ad ogni 1000. Quindi è un sistema debole.
Con la paura del crollo totale, il ministero della sanità ha deciso di attuare una quarantena che è stata messa in pratica dal 22 marzo in tutto il Brasile. Da quel momento, il governo non ha emesso però nessuna multa per chiunque non avesse rispettato la decisione in questo lasso di tempo.
Due giorni dopo, il presidente ha contraddetto il Ministero della Sanità, chiedendo al popolo di uscire di casa ed il rispetto della quarantena solo per coloro che hanno più di 60 anni o che hanno malattie pregresse, e ha qualificato il coronavirus come “una piccola influenza o un semplice raffreddore”. Dopo l’avanzare del virus, Bolsonaro è tornato indietro e ha riconsiderato le sue dichiarazioni.
Ma la tregua è durata poca, perché il Presidente ha affermato in una conferenza stampa che la popolazione povera non soffrirà con la COVID-19 poiché è abituata a vivere nella “fogna” e, secondo il presidente, hanno anticorpi per supportare il virus.
“Penso io che non dobbiamo arrivare al punto in cui si trovano gli Stati Uniti, perché il brasiliano deve essere studiato, cioè ha un stile di vita diverso da ogni altro abitante nelle altre Nazioni. Il ragazzo che vive nei paesi poveri non rischia il contagio. Ho visto un ragazzo tuffarsi nella fogna, uscirne e rituffarsi nuovamente…Ok? E non succede niente a lui”, ha detto.
Alcuni video pubblicato da Bolsonaro su Twitter con il discorso “controquarantena” sono stati cancellati dai social per il suo contenuto “pericoloso alla salute e per la vita”.
Tampone e “coronavaucher”.
Nella seconda settimana di quarantena nello stato di Minas Gerais il sistema sanitario comincia a preoccupare. Adesso sono più di 11 mila persone in attesa di tamponi per confermare o meno l’infezione per la COVID-19. La maggior parte delle persone che sono risultati positivi, hanno fatto il tampone privatamente.
Lì adesso sono 498 positivi, ma con questa lunga fila di attesa, il numero può essere ancora più alto. Il governo adesso ha una battaglia gigante da combattere. Senza sapere un numero realistico della quantità di persone contagiate, non si può immaginare qual’è la vera scena nazionale.
Se le persone non possono fare test gratuiti, l’unica via di uscita sarebbe quella di pagare per farlo. Questo è un’altro problema, visto che la popolazione povera non trova mezzi per pagare.
Il governo ha detto che farà un “corovaucher” che, dopo la richiesta della camera dei deputati, sarà di seicento reais centotre euro circa. La denuncia del popolo brasiliano è per il ritardo della ufficializzazione di quest’aiuto, oltre al processo estremamente burocratico, che fa diventare praticamente impossibile per la popolazione appartenente alla povertà di avere accesso al beneficio.
Maria Tereza, che è casalinga, con i suoi 3 figli è sola dopo la morte dello sposo, e adesso che non può lavorare deve vivere solo con l’aiuto governatoriale. Con i figli la sua borsa deve essere di milleseicento reais, 276 euro circa. Lei abita a Rio de Janeiro, nel quartiere più povero del capoluogo, il morro del Vidigal. Cinquecento reais solo per pagare l’affitto, quello che resta serve per dare da mangiare per tutto il mese.
“Adesso sono preoccupata perché siamo in quattro, non posso smettere di pagare l’affitto, non posso abitare sotto un ponte. Quello che rimane è troppo poco per vivere e ho paura di pensare al nostro futuro. Resto a casa perché se sono infettata possibilmente non avrei un posto letto per curarmi e se muoio lascio la mia famiglia da sola”, ha detto lei.
Enio Ricanelo (dal Brasile)

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