
C’è dunque bisogno di una forza responsabile, che assicuri non solo la governabilità ma anche una effettiva ed efficace capacità di governo. I risultati delle elezioni europee, con i cinque milioni di voti di delusi del centro destra e del centro sinistra finiti nella protesta astensionistica, indicano che i presupposti per creare tale forza, dando rappresentanza politica alla protesta, ci sono tutti. E che le uniche tradizioni politiche e culturali che sono in grado di fornire una risposta credibile alla richiesta di responsabilità e di efficienza, sono quelle laiche e riformiste. Il nuovo Psi di Gianni De Michelis ha fornito una prima ed importante dimostrazione dell’esistenza di questa grande occasione politica. Ora tocca ai liberali, ai repubblicani, ai socialdemocratici, ai radicali ed a tutti i cittadini stufi di dipendere dalle paranoie degli estremisti, fare la loro parte. Insieme, laici e socialisti, possono diventare l’ago della bilancia delle prossime elezioni politiche. Quelle che non saranno chiamate a sciogliere lo stucchevole dilemma della scelta tra Berlusconi e Prodi (o chi per lui), ma a decidere chi e come dovrà assumersi il compito di invertire il sempre più rapido declino del paese, e far uscire l’Italia dalla crisi in cui versa dagli anni ’90 in poi.
L’appello alla Casa Laica, dunque, è un invito alla mobilitazione immediata. La prima e più importante tappa di questo percorso è rappresentata dalle elezioni regionali del prossimo anno. Laici e riformisti hanno pochi mesi di tempo per federarsi e preparare liste unitarie alle prossime regionali. Queste liste regionali dovranno essere incentrate, ognuna, su un “testimonial” di riconosciuto spessore e notorietà. Tutti insieme, i “Testimonial” saranno i protagonisti di una campagna elettorale che sarà regionale e nazionale insieme. E forniranno la dimostrazione vivente della capacità dell’area laica e riformista di lavorare in squadra e di esprimere la migliore classe dirigente per la prossima legislatura .
Si tratta, in pratica, di cominciare un lungo percorso di due anni. E di farlo subito, partendo da ciò che in ogni città e regione è già stato costruito e sperimentato, ma con la disponibilità ad aprire le porte della Casa Laica e Riformista ad ogni gruppo, associazione, movimento e singolo cittadino deciso a giocare con noi questa partita per il rilancio del paese.
A L’opinione di Firenze e della Toscana chiedo non solo di divulgare e raccogliere adesioni qualificate all’appello. Chiedo qualcosa di più. Di promuovere entro il mese di settembre un convegno che segni l’avvio ufficiale della lunga marcia. Partiamo da Firenze.

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