
Si è ufficialmente costituito il gruppo consiliare di Spirito Libero al Comune di Piombino, importante centro industriale della Val di Cornia, in provincia di Livorno. Principale centro siderurgicoe secondo porto commerciale della Toscana, Piombino è una città di trentacinquemila abitanti che dopo essere stata città industriale deve ora inventarsi un futuro. La più grande industria, la Lucchini, già Italsider e Acciairie Piombinesi ai tempi dell’ IRI dava lavoro direttamente e come indotto a diecimila persone. Oggi a tremila, senza alcuna prospettiva di sviluppo.
Il gruppo consiliare di Spirito Libero si è costituito in Comune proprio per misurarsi con questa realtà e portare proposte e idee originali che possano contribuire a risolvere i problemi che ne derivano. Lo compongono Federico Mambrini e Sergio Filacanapa. Mambrini è un trentenne eletto nella lista di SEL nella quale confluirono i candidati socialisti nelle ultime elezioni. Filacanapa, di formazione repubblicana, era stato eletto nella lista dell’IDV.
La nascita del gruppo è il primo passo di un percorso che porterà l’anno prossimo ad una lista che si presenterà alle elezioni del consiglio comunale di Piombino. Intanto si sta preparando una manifestazione pubblica per la costituzione ufficiale dell’Associazione Piombino Spirito Libero e per la sua presentazione alla città. Vi daranno vita donne e uomini di cultura laica e riformista ed esponenti di movimenti piombinesi legati al mondo delle imprese e del commercio.
Il programma che Spirito Libero intende proporre alla città – spiega Stefano Ferrini, giovane segretario del PSI di Piombino – è legato alle trasformazioni necessarie in una realtà nella quale in dieci anni il reddito derivante dall’industria è sceso dal 60% del totale a meno del 50%. “E’ necessario – aggiunge Ferrini – colmare rapidamente i ritardi. Rendere più veloce la diversificazione economica facendo crescere il turismo e le piccole e medie imprese.”
Gli strumenti di questa politica Spirito Libero li ha già individuati: un nuovo modello di gestione delle aree produttive ed un nuovo regolamento urbanistico capace di incentivare nuove strutture ricettive.

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