
Vi invito a meditare su questa serie di dati elettorali della città di Milano , il cui andamento è del tutto simile e congruente con i dati dell’intera Lombardia:
1993 (marzo ) Camera dei deputati Lista : Psi voti 136.203 ( 13,2%) capolista Bettino Craxi , con oltre 50 mila preferenze
1993 (giugno) Comune Lista Socialisti
Riformisti voti 12078 ( 1,6 %) eletto Formentini sindaco, nessun eletto socialista ( Tangentopoli in pieno)
1994 Camera Lista Psi voti 10248 ( 1,0% ) prima vittoria di Berlusconi
1995 Regionali Lista . Patto
Democratici voti 22247 (2,9%) Biscardini 1130 preferenze ( 1 ) , eletto cons regionale . Lista con Segni, Bordon etc
1997 Comune Lista Socialisti
Italiani Uniti voti 7379 (1,1%) Intini 299 preferenze (1) nessun eletto
1999 Europee Lista SDI voti 7272 (1,0%) Biscardini 1558 preferenze (1) nessun eletto
2000 Regionali Lista SDI voti 10822 (1,7 %) Biscardini 885 preferenze (1) eletto cons regionale
2001 Comune Lista SDI voti 3588 (0,6%) Grancini 301 preferenze (1) nessun eletto
2001 Camera dei deputati Lista Girasole voti 15468 (1,8%) alleanza con i Verdi , nessuna preferenza (listino bloccato)
2004 Europee Ulivo ( non interessa) Pia Locatelli 4005 preferenze ( 8a) eletta parlamentare europea
2004 Regionali Ulivo (non interessa) Luraghi 1784 preferenze , nessun eletto
2006 Camera dei Deputati Lista Rosa nel
Pugno voti 31377 (3,8%) lista bloccata , 1 eletto nel collegio di Milano
2006 Comune Lista Rosa nel
Pugno voti 8603 ( 1,4%) Biscardini 800 preferenze ( 1 ) nessun eletto
2008 Camera dei deputati Lista Ps voti 5078 (0,7%) lista bloccata , nessun eletto
2009 Europee Lista Sinistra
e libertà voti 18390 (2,9%) Pia Locatelli 1288 preferenze ( 5a) nessun eletto
Alcune considerazioni immediate :
1) i voti socialisti “identitari ” si sono ridotti a circa un decimo di quelli del Psi per effetto di Tangentopoli , pari a circa 12 mila e nell’arco di quindici anni ulteriormente sino a 5000 .circa .
2) i voti socialisti “organizzati” , più o meno identificabili con le preferenze espresse e tenendo conto delle inevitabili simpatie/antipatie dei singoli candidati , sono stimabili in 2000 circa negli anni ‘ 90 ridottisi a circa 1000 lo scorso anno . Gli “iscritti” al partito restano in rapporto più o meno costante di 1:10 .
3) Negli ultimi dieci anni le due coalizioni con i socialisti aventi carattere politico oltre che elettorale ( hanno attratto voti oltre i consensi dei soggetti “fondatori” ) , la Rosa Nel Pugno e SeL , hanno portato consensi e considerazione politica non da prefisso telefonico , riuscendo ad eleggere socialisti .
4) L’essere in lista con Ulivo-Pd e simili impedisce di fatto l’elezione di socialisti : l’eccezione di Pia nel 2004 Europee è dovuta al risultato molto personale ottenuto a Bergamo e provincia , che le permise di rientrare nel quintetto di eletti .
Alcune valutazioni politiche , poco meno che immediate :
1) l’abbandono delle ipotesi politiche ( Rnp , SeL ) e non solo elettorali , pur con abbondanza di “scarico” di responsabilità sulle spalle dei partner d’occasione sempre colpevoli di non voler valorizzare adeguatamente il Partito , riporta lo Sdi-Ps-Psi esattamente al punto di partenza , sul piano inclinato in discesa inesorabile . L’intero “dividendo” , per magro che possa essere , dell’operazione resta nelle mani degli “altri” : i Radicali , per esempio, hanno avuto 34 mila voti in città alle ultime europee , più ancora della Rnp . Il dato di SEL alle Regionali se come credo si attesterà tra i 7 e gli 11 mila voti in città , confermerà questo fatto
2) il livello sotto il minimo valutabile raggiunto dal consenso identitario non è quindi figlio di alcuna mancata rivendicazione di autonomia o peggio di alcun presunto “scippo”. La consunzione del mitico “zoccolo duro” è ormai tale da non permettere alcuna manovra di “valorizzazione” del marchio ( stile Toscana , per capirci : lì vale ancora un seggio di consigliere per il segretario regionale Ciucchi e quello di assessore per quello nazionale Nencini) . L’ultima valorizzazione ha riguardato i collegi di revisori dei conti di alcune società minori della Provincia di Milano , grattando il fondo del barile e per di più soffiando la “crosta” al “Partito ufficiale” ( messo pure fuori dall’inutile listino Penati..)
Per avere un paragone ancora più crudo e realistico del peso politico ed elettorale cui è ridotto il Psi : il Partito Umanista , presenza folkloristica della Prima Repubblica a Milano , nel suo momento di “minimo storico” aveva 9000 ( novemila) voti in città..
Alcune domande retoriche :
1) che cosa può aver spinto a pensare che la riproposizione identitaria del Psi avrebbe portato ad un risultato anche solo “confortante ” e diverso dalla ragionevole previsione di avere tra i 2500 ed i 5000 voti in città di Milano ( proporzione iscritti : 250 per 10, tot 2500 ; ritorno al passato più recente , Camera del 2008, 5000 voti ; preferenze individuali , 1/5 nella migliore delle ipotesi , egualmente 1000 per 5 , pari a 5000 tot) ?
2) come si poteva pensare di dare “maggior forza” alle proposte socialiste , sconosciute al 99,5 % della popolazione milanese ed italiana , attraverso la presentazione di una lista priva di qualsiasi preparazione minima e che , ove fosse stata presentata al congresso di una delle sezioni del Psi storiche , tipo la ” Centro” , la “Feltre Palmanova ” , la “Magenta” , avrebbe avuto difficoltà ad ottenere più di un membro del Direttivo di sezione ?
3) perchè si rinunciato anche solo all’accordo elettorale, per esempio , con SeL grazie al quale il piccolo gruzzolo di 1000 preferenze socialiste/Psi (solo città) avrebbe potuto garantire se non un consigliere eletto , quantomeno una dignitosa aggrregazione e mantenimento del “peso” pur leggero dei socialisti “organizzati” ? Per quale motivo è stata suonata la grancassa della “pari dignità” sul simbolo , mai posta prima dell’ultima ora ?
Considerazioni finali :
1) la storia del Psi come organizzazione autonoma in grado di formulare e gestire politiche , liste ed alleanze è finita almeno dal 2006 . E’ probabile che la finzione resti in essere ancora per un po’, dal momento che ci sono ancora 4/500 mila euro all’anno di finanziamento pubblico fino al 2013 , oltre alla membership nel Pse ( finchè dura : fossero ancora i tempi dell’ Internazionale Socialista , si sarebbe già stati quantomeno “sospesi” per irrilevanza) . Ma la politica, con questo, non c’entra nulla.
2) i socialisti , quelli del Psi e quelli non iscritti, che intendono fare ancora politica possono farla ormai in un solo modo : mantenendo una capacità autonoma di elaborazione di idee e di proposta , con un’organizzazione che sia consona a questo compito e non sia ridotta a parodia del tempo che fu e proponendosi ed operando come lievito di una Sinistra nuova che non può e non potrà mai essere rappresentata dal Pd . Una Sinistra nuova che non avrà le forme di un partitino nato dall’accordo tra pseudoligarchie residuali ( per intenderci, non penso affatto che si debba “entrare” in Sel o in altro gruppo nella forma attuale) ma assumerà forme diverse , attraverso la costituzione di liste e formulazione di candidature finalizzate alla competizione elettorale come quello di movimenti e gruppi di azione sul territorio su singole battaglie qualificanti .
3) coloro i quali hanno portato il Psi di Milano e nazionale a questa nuova, inutile, sconfortante umiliazione , non sono dei romantici idealisti che hanno condotto il Partito nell’ultima gloriosa battaglia . Nella migliore delle ipotesi , sono dei pessimi dirigenti politici che, pur conoscendo la situazione esattamente come me o qualsiasi altro modesto lettore di dati ed articoli , hanno buttato le utlime residue forze organizzate e speranze di qualche centinaio di militanti di età media superiore ai 70 anni su un numero scelto a caso sulla roulette sperando in un imponderabile miracolo . L’ipotesi peggiore non la formulo nemmeno.
Una preghiera, accorata e realmente sentita :
Se i vari “segretari” titolari del marchio Psi intendono continuare nell’opera intrapresa, magari lanciando strali contro i traditori , panciafichisti e quantaltro prevede il classico repertorio della benemerita cooperativa nonostante la stessa sia ormai al di sotto del numero minimo di legge dei componenti , evitino possibilmente di coprirsi di ridicolo e di conseguenza di rendere ridicoli tutti, storia passata compresa . Non ci vuole molto , basta evitare di dire che si è “invitata Martina Aubry a concludere la campagna elettorale del Psi ” o che ” il nostro segretario Riccardo Nencini è stato il primo tra i leader socialisti europei a congratularsi per la vittoria di Papandreu in Grecia ” ( storico , verificate sul sito “ufficiale” ! ) , che “il voto socialista , diffuso e organizzato, pur nella congiura mediatica dell’informazione, dei grandi partiti , della Cia e del Kgb etc etc è speranza di un futuro etc etc ” , come sono sicuro dichiarerà un segretario a caso .
Servirebbe anche a loro : qualcuno , vedendoli andare in giro a dire che “sono il segretario del PSI ” , potrebbe denunciarli per uso abusivo di denominazione sociale , pensando al “vero” Psi . Oppure , più probabilmente, li inviterebbe a togliersi il colapasta dalla testa e comincerebbe a criticare ancora (sbagliando) la legge Basaglia, proprio nel trentennale della morte del suo grande ispiratore !
Franco D’Alfonso

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