• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Cosa succede tra Usa e Cina su dazi e terre rare

Accordi e disaccordi fra Usa e Cina su dazi, terre rare e non solo. Conversazione di Marco Mayer con il Professore Luciano Segreto, docente di storia economica alla Scuola di Scienza Politica all’Università di Firenze e autore del nuovo libro “Il costruttore e il giocatore, Serafino Ferruzzi, Raul Gardini e la fine di un grande gruppo” edito da Feltrinelli.

di Marco Mayer | 29 Giugno 2025
CREATOR: gd-jpeg v1.0 (using IJG JPEG v62), quality = 82

Accordi e disaccordi fra Usa e Cina su dazi, terre rare e non solo. Conversazione con il Professore Luciano Segreto, docente di storia economica alla Scuola di Scienza Politica all’Università di Firenze e autore del nuovo libro “Il costruttore e il giocatore, Serafino Ferruzzi, Raul Gardini e la fine di un grande gruppo” edito da Feltrinelli.

F

Come valuti l’accordo raggiunto in questi giorni oggi tra gli Stati Uniti e la Cina?
Siamo nell’epoca degli annunci. Ciò che conta è annunciare un accordo, non spiegare in dettaglio in che cosa consiste: quali quantità di terre rare sono previste?, per quanto tempo sarà valido l’accordo? Non ci sono dati, ma solo affermazioni di principio, utilizzabili per motivi propagandistici da entrambe le parti. In ogni caso, appare chiaro che la Cina ottiene ciò che vuole con poco. Rimane con il coltello dalla parte del manico. La Cina di oggi (e di ieri) non è il Giappone degli anni Ottanta, costretto ad una rivalutazione dello yen del 50 per cento con gli accordi del Plaza per venire incontro alle pressioni di Ronald Reagan.

Ritieni che aprirà la strada ad un accordo generale sulle tariffe doganali e ad un rilancio del ruolo del Wto?
Il Wto funziona solo se i grandi paesi lo fanno funzionare, non perché abbia delle capacità di iniziativa autonome di funzionamento. Non siamo in un momento storico in cui le istituzioni economiche internazionali possano giocare un ruolo significativo. In passato erano il punto di incontro e di equilibrio o perché gli Stati Uniti credevano in un ordine economico mondiale guidato da istituzioni che essi avevano fortemente voluto e contribuito a costruire. Oggi prevalgono gli interessi economici nazionali anche negli Stati Uniti e quindi c’è poco interesse a fare funzionare tali organismi, anche perché essi hanno regole e poteri anche sanzionatori che oggi o prima di tutti gli Stati Uniti rigettano.

Perché hai scritto che le proposte iniziali di Trump in materia di dazi erano da bocciare all’esame della triennale di economia?
In molti hanno fatto notare che il meccanismo matematico per definire il “quantum” necessario a ristabilire un equilibrio commerciale tra Stati Uniti e qualunque dei suoi partner internazionali non aveva nessuna base logica. Ma quando si combatte a colpi di post su X o Truth ha poco senso dire che il “re è nudo”. Questi risponderà sempre rovesciando l’affermazione, perché chi lo segue non capisce cosa significa l’espressione che il “re è nudo” e pensa che sia l’ennesima cattiveria e la mancanza di rispetto per gli Stati Uniti della cultura europea

Si può sostenere che 25 anni di globalizzazione sono stati caratterizzati da una forte asimmetria perché le imprese cinesi hanno avuto la libertà di investire in giro per il mondo mentre le aziende straniere in Cina hanno avuto spesso ostacoli insormontabili?
In prima battuta è vero. Gli ostacoli per investire in certi settori in Cina o anche solo per competere nei casi di talune commesse pubbliche rimangono molto alti. Ma è vero anche il contrario, perché anche in Occidente ci sono restrizioni nei settori in cui è in gioco l’interesse economico nazionale e la dimensione strategica. Tuttavia, dobbiamo anche domandarci a che cosa mirano gli investimenti diretti cinesi all’estero. Non puntano solo a conquistare più agevolmente quote di mercato, ma soprattutto ad ottenere tecnologie. Per questo la loro strategia è meno appariscente, ma più efficace. In tale senso l’asimmetria resta confermata, perché al momento le imprese occidentali non vanno in Cina a cercare tecnologia di cui non dispongono. Nonostante la riduzione del gap tecnologico, la distanza resta.

Ritieni che Pechino rinuncerà al controllo politico sulla propria moneta?
Non lo farà mai. Non è nella sua cultura economico-monetaria che, come sappiamo, dipende dalla dimensione politica. Il governo cinese manovra la politica monetaria come e meglio dei governi occidentali, ma ha meno vincoli. Questo non significa che non ci siano freni, che possa stampare carta moneta come e quando vuole, ma il modo di tenere sotto controllo il sistema finanziario e bancario resta una prerogativa governativa che non incontra vincoli e regole del mercato. Per proseguire su questa strada, pertanto, è necessario mantenere sotto il controllo politico la politica monetaria.

Marco Mayer

Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Marco Mayer

Nell’arco degli ultimi trenta anni Marco Mayer ha svolto un’ intensa attività in campo internazionale, ricoprendo una molteplicità di ruoli : dalle relazioni commerciali alla promozione del Made in Italy, dalle operazioni civili e militari di pace alle attività di ricostruzione e riconciliazione post/conflitto; dall’emergenza umanitaria alla cooperazione allo sviluppo . Nell’ultimo decennio Marco Mayer, a lungo negli anni Ottanta Assessore alla Cultura della Regione Toscana, ha messo a frutto la sua esperienza sul campo, dedicandosi prevalentemente alla ricerca ed all’insegnamento universitario presso l’Università di Firenze dove insegna “Politica Internazionale” Dal 2003 insegna, inoltre, “Responsibility to Protect” and Post Conflict Management al Master “Human Rights and Genocide Studies” , promosso dall’Università di Siena, Kingston University – Londra , Collegium Civitas – Varsavia, Universität Viadrina – Francoforte. . Dal 2011 partecipa, infine, al programma di ricerca “Global Governance Programme” promosso dal Robert Schuman Centre for Advanced Studies dell’Istituto Universitario Europeo di Fiesole.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti