
Vista dalla parte del cittadino, la decisione di Eni di introdurre un tetto massimo al costo della benzina alla pompa è un fatto positivo. Eni è una società a partecipazione statale e quindi il successo di questa scelta viene inevitabilmente attribuito al Governo e, di conseguenza, alla Destra. Ora, francamente, non so come stiano esattamente le cose, ma non capisco perché demonizzare una scelta quando ogni volta che faccio il pieno ne ricavo un vantaggio economico immediato. La Sinistra continua così a perdere occasioni di proposta e sembra reagire in maniera incomprensibile anche davanti a un fatto positivo, cercando comunque di vedervi il Diavolo. Di Diavoli, in questi anni, ne abbiamo visti fin troppi: dalla pandemia alla drammatica riduzione dei servizi sanitari, dal costo della vita alle guerre e ai conseguenti armamenti, che incidono sul nostro tenore di vita già precario. Accidenti, se arriva una decisione positiva come la riduzione del costo della benzina o un provvedimento che alleggerisce il peso delle tasse, dovremmo esserne almeno confortati. Perché ridurre tutto a una bagarre politica invece di proporre soluzioni percorribili e magari farlo, una volta tanto, per primi? Forse la battaglia interna serve soprattutto a cercare una rivincita e a esultare per una vittoria se, in un collegio vacante in Calabria, dovesse essere eletto un deputato per qualche mese. Ma non si guadagnerebbe di più riconoscendo all’avversario un punto e impegnandosi subito a fare una proposta pragmatica, magari scaturita da un improbabile ma necessario programma politico comune? Il cittadino è stanco di sentirsi dare del cretino se esulta per il bollo, per il tetto al costo della benzina di Eni o per il limite al numero di bambini stranieri nelle classi, quando l’obiettivo dichiarato è permettere a tutti, indipendentemente dalla provenienza, di imparare meglio e prima. Sono temi sui quali si può discutere e dissentire, ma servirebbe farlo entrando nel merito e non trasformando ogni provvedimento in una nuova occasione di scontro ideologico. Non si può impostare una campagna elettorale soltanto sulla demonizzazione dell’avversario, sullo sfottò a Vannacci o sui problemi politici della Destra. Saranno fatti loro e noi non siamo al bar. Si pensi invece a dare proposte realizzabili, capaci di avere un riscontro domani mattina e non soltanto in un futuro lontano. Noi dobbiamo arrivare alla fine del mese oggi, non negli anni a venire. È questo il punto che la politica dovrebbe comprendere. Le persone guardano al costo della spesa, delle bollette, della benzina, della casa e dei servizi. Vogliono sapere cosa può cambiare concretamente nella loro vita e in quanto tempo. Non chiedono necessariamente miracoli, ma almeno la sensazione che qualcuno abbia capito le loro difficoltà. La Sinistra dovrebbe avere il coraggio di cambiare passo e soprattutto di smettere di vivere di reazione. Non è necessario contestare ogni decisione del Governo per dimostrare di essere alternativi. L’alternativa si costruisce proponendo qualcosa di diverso e, possibilmente, di migliore. Se il Governo interviene sul costo della benzina, si può discutere di come rendere strutturale quel beneficio, di come sostenere chi usa l’auto per lavorare e di come ridurre davvero il peso del costo della vita. Se si interviene sul bollo, si può proporre un sistema più equo. Se si parla di scuola, si possono mettere sul tavolo soluzioni concrete per migliorare l’integrazione e l’apprendimento. Insomma, si può finalmente smettere di rincorrere l’avversario e cominciare a dettare l’agenda. È questo che manca oggi alla Sinistra: non altre polemiche, ma una direzione riconoscibile, poche idee chiare e la capacità di trasformarle in provvedimenti comprensibili e verificabili. Il cittadino non pretende la perfezione. Vuole sapere dove lo si vuole portare e soprattutto cosa gli si può offrire concretamente domani mattina. Ecco perché le decisioni del Governo possono essere viste positivamente senza per questo doverle esaltare. Non bisogna avere il timore di essere presi per stupidi se si riconosce una cosa positiva fatta dall’avversario. Al contrario, saper riconoscere un risultato quando arriva dovrebbe essere una prova di serietà politica. Basta fare i primi della classe. Si pensi a compattare il Centrosinistra intorno a un programma breve, concreto e comprensibile anche ai profani e poi si scelga il leader che possa portarlo agli elettori con chiarezza e credibilità. L’elettore non resisterà un anno ad ascoltare soltanto invettive contro il Centrodestra. Alla fine si rischierebbe di ottenere l’effetto opposto e persino di rendere simpatico l’avversario agli occhi dei suoi elettori e di quella fascia di cittadini che normalmente non vota. La politica dovrebbe ricordarsi che il cittadino non vive dentro un talk show. Vive nella realtà e misura la politica soprattutto attraverso ciò che cambia nella sua vita quotidiana. Alla Sinistra servirebbe quindi uno scatto di orgoglio. Non quello delle dichiarazioni o delle polemiche quotidiane, ma quello di chi decide finalmente di uscire dalla logica della risposta e prova a diventare protagonista. Per farlo servono idee semplici, coraggiose e realizzabili. Serve parlare alle persone prima ancora che agli apparati e soprattutto serve tornare a spiegare perché una proposta dovrebbe migliorare la vita di chi oggi arriva con difficoltà alla fine del mese. Non basta aspettare che la Destra commetta un errore. Bisogna essere pronti con una proposta quando arriva un problema. È lì che si misura una forza politica, non nelle battute contro l’avversario. Accidenti, ma cosa sta succedendo a Sinistra?
Angelo Santoro

Lascia un commento