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Cosa rende meno intelligenti gli umani: il potere o l’agiatezza?

Forse Dio ha creato un mondo così perfetto da funzionare persino quando gli esseri umani attentano al suo equilibrio con guerre, sconvolgimenti climatici e improduttività cronica. La riflessione si concentra sull’immaturità delle società agiate, incapaci di preservare le proprie risorse e sull’eredità culturale che alimenta pregiudizi contro i governanti, ignorando le responsabilità collettive. Platone e Giolitti offrono spunti per evidenziare come la cultura dominante deformi la realtà, impedendo la costruzione di una civiltà in cui scienza e conoscenza siano al servizio di popoli produttivi e pacifici. Reinventare una nuova forma di civiltà appare necessario, prima che sia troppo tardi.

di Franco Luceri | 16 Dicembre 2024

Non ho certezze, ma consentitemi questa ipotesi. Forse Dio ha creato il Mondo talmente perfetto da funzionare anche se gli umani sono così immaturi da volersi sterminare attentando all’equilibrio ambientale o sociale come l’attuale comunità europea e mondiale falcidiata da improduttività cronica, guerre sanguinose e sconvolgimenti climatici impagabili e insanabili.

Infatti, un popolo che vive nell’agiatezza devastando il pianeta o derubando il prossimo, in pochi decenni genera figli “immaturi” che non conoscendo i disagi del lavoro e il valore del denaro, sperperano invece di produrre, fino a convertire l’agiatezza ereditata in debiti insanabili.
Mentre chi ha la “disgrazia” di subire un disagio economico, evita di vivere a danno della natura o del prossimo, sapendo bene che quella è la giusta dieta culturale che ti ingrassa il portafoglio, ma ti dimagrisce il cervello.

Infatti si dice: se i genitori hanno prodotto molta ricchezza, e quindi hanno “maturato” i figli al sole del benessere o peggio del lusso, poi quei figli, (salvo rare e illustrissime eccezioni) potranno solo distruggere l’eredità e persino indebitarsi.

Ecco perché la generazione dei novantenni e ottantenni ha fatto dell’Italia devastata dalla guerra, una potenza industriale; quella dei loro figli cinquanta sessantenni “laureati e masterizzati”, a colpi di benessere e consumi crescenti l’ha predisposta alla distruzione, e quella dei trentenni (dovendo cavare dal fuoco la patata bollente di uno Stato indebitato e un popolo immaturo) potrebbe sferrarle il colpo di grazia.

Il mondo della cultura ci inietta goccia a goccia da secoli e forse millenni il pregiudizio immodificabile che sbagliati siano solo i governanti.

“Se dispongono di un potere incontrollato e incontrastato tendono a regredire ad una mentalità infantile“.  

E così i popoli sono indotti a votare e cambiarsi i governi come fossero mutande, senza riuscire a cavare un ragno dal buco e aggiungendo debito a debito, danno a danno.

Invece, salvo rarissime e illustrissime eccezioni, nasciamo in massa tutti difettosi. Tuttiallergici al disagio del lavoro e sensibili all’agiatezzadel salario garantito (meglio se pubblico) e del profitto crescente, che, (quanto e più del potere politico e finanziario) ci rendono miopi e superficiali anche da lauriati.

Platone diceva:
“Coloro che sono capaci di vedere oltre le ombre e le bugie della propria cultura non saranno mai capiti, tanto meno creduti, dalle masse.”

Perciò, se ci fossero, servirebbero pensatori liberi capaci di vedere oltre le ombre della cultura comunista e liberista che almeno da un secolo stanno occultando e deformando la realtà italiana, europea e mondiale; per reinventare una forma di civiltà, dove la scienza, col suo potere incontestabile (decisamente superiore alla politica) non sia sempre e solo al servizio di strozzini e guerrafondai, ma dei popoli pacifici onestamente produttivi, prima che sia tardi per tutti.

Un giorno chiesero a Giovanni Giolitti: “è difficile governare gli italiani?” e lui rispose fulminante, “no è inutile“.

E “inutile” continua ad esserlo, perché la politica non ha mai sanato e mai sanerà i guasti sociali e ambientali generati dalla cattiva cultura, che solo la buona, se mai esistesse, forse sanerebbe.

Franco Luceri

Pubblicato in : EditorialeTag: comunità europea, genitori, italia, lavoro, massa, mondo, natura

Info Franco Luceri

Nato nel 1941 e residente nel Salento, dopo due anni di esperienza da dipendente, come ragioniere, passò a l’attività autonoma come agente di commercio. Sposato da 46 anni, e pensionato da 10, ormai coltiva la sua passione più grande e quasi trentennale di opinionista dilettante, apolitico e libero, iniziata nel 1987 per il Quotidiano di Lecce e poi estesa alla Gazzetta del Mezzogiorno e altri giornali nazionali o locali con interventi occasionali. Dal 2011 ha un blog personale su internet “il rebus della cultura”. E dopo varie collaborazioni sul web, è approdato, per la cortese ospitalità del Direttore Nicola Cariglia, su Pensalibero.

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