
PISA – PUCCINI CANTATO PER I NON UDENTI – il Coro di Voci e Mani Bianche “Bonamici” di Pisa il 20 dicembre sarà a Roma, su invito della Commissione Cultura della Camera dei Deputati, per un concerto.
Servizio di Stefano Mecenate
Cinquanta bambini e ragazzi di età compresa tra i sei e i sedici anni che, attraverso la traduzione in LIS (lingua italiana dei segni) del repertorio cantato, permette l’accessibilità della musica alle persone sorde o con altri tipi di disabilità.
Questo è il Coro di Voci e Mani Bianche “Bonamici” di Pisa fondato nel 2004 da Angelica Ditaranto: una realtà straordinaria che opera da vent’anni a favore di coloro che, pur amando la musica, si trovano nella impossibilità di fruirne in modo normale.
Il progetto di integrazione e socializzazione si basa sul programma speciale di educazione nel Sistema fondato da Antonio Abreu in Venezuela nel 1975 che cura l’inclusione e l’emancipazione dei ragazzi di strada.
Il coro, che ha realizzato numerosi concerti e serate di beneficenza e collabora stabilmente con il Comune di Pisa e con altri enti per la partecipazione a eventi di rilievo culturale e produzioni operistiche in tutta Italia, il prossimo 20 dicembre, invitato a Roma dall’Onorevole Federico Mollicone su iniziativa della Commissione Cultura della Camera dei Deputati, si esibirà presso Castel Sant’Angelo in un concerto inserito negli eventi natalizi promossi e organizzati dalla Camera.
In occasione del centenario della scomparsa di Puccini, il Coro ha affrontato un lavoro unico in Italia, traducendo in LIS brani del compositore toscano scritti e pensati per coro di voci bianche. Tale studio è stato riconosciuto dal Ministero della Cultura che, in collaborazione con la Fondazione Giacomo Puccini di Lucca e con la Fondazione Festival Pucciniano di Torre del Lago, ha voluto rendere il gruppo pisano protagonista degli eventi natalizi della Camera dei Deputati.
I coristi, tutti normodotati, durante l’esecuzione dei brani si esprimono attraverso la gestualità delle mani indossando dei guanti bianchi affinché il gesto risulti più visibile. L’esecuzione risulta così arricchita da una interpretazione attraverso la quale il gesto in LIS segue la linea melodica e la durata dei suoni permettendo quindi a un sordo non solo di capire il significato del testo ma anche di immaginare la musica nelle sue infinite potenzialità espressive.

La musica risulta accessibile attraverso il canale uditivo e attraverso quello visivo superando barriere e convenzioni. Lo stesso tipo di traduzione è stata realizzata su brani natalizi del repertorio tradizionale per trasmettere un messaggio di cura e attenzione verso l’altro in occasione del Natale e per sensibilizzare le giovani generazioni al rispetto della disabilità e della fragilità.
Dell’evento, ma più in generale di questo coro ne parliamo con la sua fondatrice, Angelica Ditaranto
Sono passati ormai venti anni dalla nascita del Coro di Voci e Mani Bianche “Bonamici” di Pisa: come ha deciso di dar vita a questo gruppo e quante cose sono cambiate, anche in termini di consapevolezza dei ragazzi che negli anni vi hanno aderito, durante questo periodo?
Sono sempre stata affascinata dalle voci bianche, voce limpide e argentine, capaci di esprimersi in acuto con grande espressività. Per questo ho deciso di dar vita a un primo nucleo corale nel 2004 all’interno della Scuola di Musica dove insegnavo. Questo all’inizio era formato da soli sette bambini, neanche molto intonati…per cui è stata solo la forza di volontà che mi ha permesso di perseverare nel progetto. Passo dopo passo, con pazienza e caparbietà, il gruppo è progressivamente cresciuto e, nel giro di alcuni anni, è nato il Laboratorio di Voci Bianche, corso di preparazione che cura le capacità di ascolto e di riproduzione dei suoni, mentre il Coro di Voci Bianche è diventato un gruppo di bambini con voci selezionate in base a una perfetta capacità di intonazione. Oggi, a distanza di 20 anni, il Coro è formato da 50 bambini e ragazzi che svolgono un lavoro di studio sulla vocalità, sulla tecnica e sull’interpretazione del repertorio polifonico dal Seicento alla musica contemporanea. Ma mi preme sottolineare che l’attività riguarda un più ampio progetto educativo basato sull’ascolto dell’altro, sul rispetto reciproco e sulla non prevaricazione. Questa è la principale consapevolezza che i ragazzi sviluppano in questo coro: l’importanza dell’individualità unita al concetto che solo insieme agli altri e con la collaborazione di tutti è possibile realizzare il miracolo dell’Armonia in musica.

L’accessibilità della musica alle persone sorde o con altri tipi di disabilità è un “problema” da sempre oggetto di studio e di attenzione da parte della medicina ma anche di coloro che alla musica sono legati (cantanti, musicisti, direttori d’orchestra…). Per la sua esperienza, come viene vissuta la musica (o la mancanza della musica) da queste categorie portatrici di disabilità?
La Musica fa miracoli sempre. È noto quanto persone con disabilità di vario tipo trovino nella musica una modalità di espressione dei propri stati d’animo o bisogni. Ho potuto osservare bambini autistici o bambini con gravi deficit psicomotori esprimersi attraverso la musica o la gestualità delle mani entrando a far parte del gruppo e apportando il proprio positivo contributo. Niente più della musica, dal mio punto di vista, riesce a realizzare al meglio il concetto di inclusione. Nel corso dei miei studi sono entrata a contatto con persone sorde che vivono la musica come un vero bisogno e che riescono a farla propria attraverso la vibrazione degli oggetti, cioè attraverso il tatto, oppure attraverso gli occhi osservando la LIS associata alla musica, nei cori di mani bianche che esistono sul territorio italiano e non.
Ci può raccontare l’approccio dei ragazzi che fanno parte del suo coro, su questa proposta apparentemente insolita di “cantare”?

Per rispondere a questa domanda, provo a descriverle cosa accade durante il nostro studio. È veramente straordinario osservare un gruppo di 50 bambini e ragazzi che, in assoluto silenzio, ripassano la parte in LIS prima di iniziare a cantare. C’è concentrazione, c’è consapevolezza, c’è impegno e rispetto dell’altro, c’è cura e attenzione verso la disabilità.
Si crea un’atmosfera sospesa e magica e ciascuno di loro, dai piccoli di 6 anni, agli adolescenti, si immerge in una realtà diversa, fatta di silenzio assoluto sperimentando le sensazioni di una persona sorda. E quando inizia la musica e si canta in due modi, attraverso le voci e attraverso le mani, si realizza un vero e proprio superamento di barriere e convenzioni rendendo la musica accessibile attraverso due diversi canali, quello uditivo e quello visivo. Tutto ciò richiede un impegno maggiore, proprio per coordinare a meglio due modalità espressive, dunque un lavoro di crescita personale anche per i coristi stessi.
Quanto il territorio della provincia di Pisa si è dimostrato sensibile a questa vostra possibilità di dare voce a chi questa voce la voce ha difficoltà di ascoltarla?
Siamo stati valorizzati all’interno di varie realtà e tante sono state le occasioni per far conoscere il nostro lavoro. In particolare cito l’Associazione ex allievi della Scuola Sant’Anna, l’Università di Pisa (per la Notte dei Ricercatori) il Teatro di Pisa, il Comune e la Provincia, la Fondazione Festival Pucciniano di Torre del Lago e la Fondazione Giacomo Puccini di Lucca. E ancora moltissime associazioni di volontariato e beneficenza tra cui l’AIL sezione di Pisa, a cui siamo particolarmente legati.

Dei bambini e dei ragazzi che sono stati i primi partecipanti del coro e che ora saranno ovviamente cresciuti, qualcuno è rimasto accanto a voi per sostenere il vostro progetto?
Per festeggiare il ventesimo anno di attività, abbiamo radunato centinaia di ragazzi che hanno fatto parte del coro per ritrovarsi a cantare ancora insieme. L’esibizione, per noi profondamente significativa perché ognuno di questi ha contribuito a mantenere vivo il gruppo in questi primi vent’anni, ha visto protagonisti una massa di bambini, ragazzi e adulti nella Sala Grande del Teatro di Pisa. Ciò a dimostrare che il Coro rappresenta per tutti coloro che ne hanno fatto parte qualcosa di caro nei propri ricordi. Molti di questi oggi dei musicisti affermati che collaborano con noi apportando il proprio contributo personale.
Prossimi appuntamenti?
Il 20 dicembre siamo stati invitati a realizzare il Concerto di Natale della Camera dei Deputati, su iniziativa del Presidente della Commissione Cultura. Un motivo di grande orgoglio per tutti noi e per la Città di Pisa, segno che il lavoro svolto sulla vocalità in genere e sulla LIS in particolare, è apprezzato non solo a livello locale ma nazionale. Ci esibiremo a Castel Sant’Angelo con un repertorio di brani pucciniani e di canti natalizi tutti tradotti in Lingua dei Segni Italiana.
E al ritorno da Roma tutti a studiare per la partecipazione a Tosca nei Teatri di Pisa, Livorno e Ravenna. Impegni faticosi ma che ci riempiono di entusiasmo, lo spirito che contraddistingue la nostra grande famiglia del Coro di Voci Bianche Bonamici. Se avrà occasione di ascoltarci potrà osservare tanti occhi che brillano, sguardi di intesa, bocche aperte ma sorridenti e mani che cantano!
Stefano Mecenate

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