
1. Il grande popolo del No al Referendum, o quello che ha votato la Salis alle Europee, si muove solo nelle grandissime città (tipo appunto Milano) o per le occasioni che considera epiche. Non è l’elettorato tipico della sinistra, irregimentato e disciplinato. E’ un elettorato di cuore e passione. Al momento, per assurdo, la destra sa muoverlo molto più della sinistra. Contra se, naturalmente. Prima lezione: fare i fenomeni è suicida. Restiamo nel nostro, parliamo di strade, ritardi nei mezzi e verde. La Sinistra può giocare a fare l’ONU, noi no.
2. Non si fa politica in Procura. Secondo ogni pronostico, Venturini a Venezia, doveva affondare nella palude evocata dalla Procura. Secondo gli elettori le inchieste sono una cosa, il voto contro un giovane brillante, pulito e capace non è una priorità. Questo implica che attaccare la sinistra sulle inchieste è suicida.
3. Per la cronaca, hanno vinto solo politici sto giro. Che strano eh? Magari prendiamo nota e ripetiamo pure da noi.
4. Il test odierno è molto meno improbabile di quanto non si creda, anche il prossimo anno si rischia di fare le politiche prima e subito dopo le amministrative. Non sottovaluterei che l’elettorato di sinistra voti Flottilla una volta sola. Dobbiamo liberarci dalla paura delle vacanze. In vacanza ci vanno tutti gli elettorati. Il nostro a votare ci va, invece, se abbiamo un buon candidato.
5. Abbiamo una buona classe dirigente sul territorio. Sarebbe il caso di valorizzarla su discorsi pratici come la scelta del candidato sindaco. Diamoci un po’ di fiducia, esiste la possibilità di una alternativa. A Reggio, come a Milano.
Luca Rampazzo

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