
Zerocalcare ha deciso di non partecipare a un evento perché tra gli espositori era presente in Passaggio al Bosco, casa editrice classificata “di destra”. Fin qui, nulla di nuovo: la solita allergia selettiva che scatta solo quando conviene.
La parte interessante, però, è un’altra: basta sfogliare il catalogo di quella stessa casa editrice per scoprire che, accanto ai titoli identitari, ci sono un sacco di libri che ripropongono, identici, le tesi care ai compagni “pro-Pal”. Critiche a Israele, narrativa sulla resistenza palestinese, geopolitica antisraeliana da manuale. Insomma: mezza delle loro pubblicazioni potrebbe stare tranquillamente in un banchetto dei suoi amici barricaderi di sinistra.
Ora: possibile che a Zerocalcare, che si vanta di “fiutare le contraddizioni del potere”, non venga neanche per un secondo il dubbio che se le stesse tesi geopolitiche vengono celebrate tanto dagli ambienti che lui definisce “fascisti” quanto dal mondo propal, allora forse il problema non è solo “la casa editrice di destra”?
Forse, dico forse, certi settori del mondo propal hanno assorbito, retoriche, ossessioni e narrazioni che con la liberazione dei popoli c’entrano poco e con l’estrema destra molto di più.
O magari gli fa comodo non vedere la convergenza, perché riconoscerla significherebbe ammettere che l’antisionismo militante è oggi uno dei territori più ambigui e tossici del dibattito pubblico.
Zerocalcare scappa da una fiera perché c’è un editore “di destra”.
Peccato che metà delle idee che lui considera progressiste vengano applaudite anche da là dove lui non si avvicinerebbe neanche con una tuta hazmat.
A volte, per non sporcarsi le mani, si finisce solo per dimostrare di non aver capito bene dove stia davvero il fango.
David Pacifici

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