Quando accade una grande catastrofe, i soccorsi non sono mai veloci e sufficienti abbastanza ed i governi vengono subissati da critiche e polemiche. Non e’ il caso di questa pandemia del corona virus, perche’ questo nemico invisibile e letale e’ presente tra noi, puo’ colpire chiunque e quindi abbiamo una grande strizza. Nei momenti di crisi estrema, i cittadini sentono il bisogno di, come dicono gli americani, rally around the flag, stringersi intorno alla bandiera e sperano, vogliono credere, che i governi hanno il controllo della situazione. Per questo motivo, oggi tutti i governi godono un alto indice di gradimento e popolarita’ senza precedenti. Quando passera’ questa emergenza, finira’ anche la popolarita’ dei governi che sara’ sostituita da giustificate polemiche ed accuse su ritardi e disfunzioni degli interventi. Infatti questa e’ stata una tragedia annunciata: i governi sapevano da inizio gennaio quello che sarebbe successo, gli epidemiologi e l’Organizzazione Mondiale della Sanita’ avevano avvertito che l’epidemia dalla Cina si sarebbe diffusa nel resto del mondo, ma hanno sottovalutato il pericolo. Hanno considerato uno tsunami come un’onda anomala. L’Italia e’ stata particolarmente sfortunata perche’ ha subito un’esplosione di casi in una zona ristretta, ma la risposta del nostro governo e’ stata inadeguata, come dimostrano due dati inequivocabili: l’eccezionale proporzione di morti rispetto ai contagiati e l’alto numero di decessi tra il personale medico. La semplice e logica spiegazione di questi dati e’ che i nostri ospedali sono stati travolti dallo straordinario numero di ricoverati ed in casi di polmonite acuta solo un ventilatore ti puo’ salvare la vita. Il problema e’ stato che non c’erano ventilatori per tutti ed i medici sono stati costretti a recitare il ruolo di Dio: decidere chi viveva e chi no. A loro volta i medici pur con questo stress fisico e mentale hanno operato senza adeguati dispositivi di protezione individuale (PPE) e tanti sono stati contagiati. I medici e gli infermieri sono gli eroi in questa vicenda, ma beato il Paese che non ha bisogno di eroi. Un governo piu’ pronto e reattivo avrebbe potuto fare affluire i ventilatori negli ospedali delle zone affette o trasferire i ricoverati in ospedali di altre regioni e avrebbe dotato il personale medico di sufficienti dispositivi di sicurezza personale.
Comunque per il momento tutti i capi di governo godono di un tasso di approvazione inimmaginabile prima della pandemia ed e’ quasi naturale che qualcuno voglia sfruttare politicamente questa situazione. Trump, che ha le elezioni presidenziali a novembre, ha assunto il ruolo di condottiere in tempo di guerra. Ogni sera parla agli americani in TV e ricorda loro, con la sua faccia di bronzo (in tutti sensi) di avere salvato comunque milioni di vite grazie ai suoi provvedimenti. Anche il nostro Presidente del Consiglio ha il 70+% di approvazione, non ha elezioni da vincere ma neanche un partito e questo e’ un problema. Il personaggio Conte merita un breve approfondimento. Quando fu nominato Presidente si disse che era un vaso di coccio tra due di metallo. Ben presto Conte si accorse che Salvini e Di Maio piu’ che vasi di metallo erano come i polli di Renzo che si beccavano mentre andavano al mercato. La crisi di governo causata da Salvini offri’ allo sveglio e svelto Conte un’occasione che colse al volo. Da buon avvocato professionista, abituato a valutare situazioni da prospettive ed angolazioni diverse, fu l’artefice di una nuova maggioranza di governo. Senza fare una grinza, passo’ da dichiararsi “orgoglioso di essere un populista” (targato 5stelle/lega) ad auspicare “un nuovo umanesimo” (targato 5stelle/PD). Nel momento di transizione, per dare autorevolezza alla sua candidatura si arruffiano’ con Trump al G7, essendo stato l’unico ad appoggiare la proposta americana, respinta, di riammettere Putin al prossimo vertice del G7. Alcuni giorni dopo, puntuale, arrivo’ il twitter di Trump che scriveva quanto fortunati fossero gli italiani ad avere uno come Giuseppi (A Mattarella alla Casa Bianca ando’ peggio quando Trump si rivolse a lui chiamandolo qualcosa tra mozzarella e Motorola). Conte e’ consapevole della sua popolarita’, ma sa di essere senza partito o maggioranza e quindi deve rinforzare la sua immagine personale per consolidare il suo peso politico. Questo si nota dalla sua strategia comunicativa: per lo piu’ solo, dirette televisive anche di notte, e lasciando al capo della Protezione Civile il quotidiano mesto compito di comunicare il numero di morti e contagiati. Molto probabilmente tutti questi sforzi saranno inutili, perche’ per affrontare la piu’ profonda crisi economica sociale della storia del Paese ci sara’ bisogno di un governo diverso e piu’ esperto di quello attuale, composto in gran parte da persone che facevano un altro mestiere fino a pochissimi anni fa. Giuseppi dovra’ lasciare la poltrona a SuperMario Draghi. Ma la storia non finisce li’ perche’ nelle elezioni del 2023, Salvini con la crisi economica dilagante stravincera’ con l’accusa all’EU di avere abbandonato l’Italia per tre volte: ai tempi della crisi finanziaria nel 2009, durante l’emergenza immigrati e nel 2020, a seguito della pandemia.
Esperanza Delcontes

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