Matteo Renzi, in
un’intervista ad Avvenire, oggi ha detto che “serve un piano per la riapertura.
Le fabbriche devono riaprire prima di Pasqua. Poi il resto. I negozi, le
scuole, le librerie, le messe. Sì, non ci scambieremo il segno della pace ma
torneremo a messa. O almeno a fare l’adorazione insieme”.
A ruota, l’altro Matteo, Salvini, per non essere
da meno ha affermato in diretta su Facebook: “Sono aperti esercizi non
essenziali come i tabaccai, perche’ non lasciare aperta la porta di una chiesa
di paese? Lo dico al governo, pensateci. Vero che si puo’ pregare in casa, ma
una preghiera diretta puo’ fare la differenza”.
Condividiamo le speranze dei due Mattei: è
auspicabile che si torni presto alla vita di tutti i giorni. Ma non è
possibile, almeno per adesso. È bene che ci sia dibattito, ma visto che qui non
si tratta di opinioni ma di fatti, lasciamo che sia la scienza a darci
indicazioni. Sempre vigili, per carità, ma rispettosi.
Visti i giorni di “riposo forzato”, consigliamo
ai due una lettura. Perché non sono cristiano, Bertrand Russell. No, non è una provocazione.
Proprio rispetto alle preghiere, che i due tanti
sperano di far realizzare in gruppo, Russell ci dice qualcosa che è bene tenere
a mente «L’amore senza la conoscenza, o la conoscenza senza l’amore, non
possono maturare una vita retta. Nel Medioevo, allorché la pestilenza mieteva
vittime, santi uomini riunivano la popolazione nelle chiese per pregare,
cosicché l’infezione si diffondeva con straordinaria rapidità fra le masse dei
supplicanti. Ecco un esempio di amore senza conoscenza. La grande guerra è un
esempio di conoscenza senza amore. In entrambi i casi le conseguenze furono
disastrose. Benché amore e conoscenza siano necessari, l’amore è, in certo
senso, più fondamentale perché spinge l’intelligenza a scoprire sempre nuovi
modi di giovare ai propri simili. Le persone non intelligenti si
accontenteranno di agire secondo quanto è stato loro detto, e potranno causare
danno, proprio per la loro ingenua bontà. La medicina suffraga questa opinione:
un bravo medico è più
utile a un ammalato che non l’amico più devoto;
e il progresso della scienza medica giova alla salute della comunità più che
una ignorante filantropia. Tuttavia, anche al medico è necessaria la
benevolenza, affinché tutti, e non soltanto i ricchi, possano approfittare
delle scoperte scientifiche».
Sarà chiaro adesso a Salvini, qual è la
differenza che passa tra un tabaccaio ed una chiesa? E a Renzi, sarà chiaro
perché è bene stare a casa ancora un po’? Loro vorranno anche bene all’Italia,
ma quanto a conoscenza…
Alessandro Gallucci, legale, consulente Aduc

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