E se il PD, invece di “arroccarsi” per paura di perdere consensi in direzione dell’IDV di Di Pietro, prendesse coraggio e lanciasse la propria sfida sulle riforme in tema di giustizia per l’ennesima volta annunciate da Berlusconi? Ma davvero sono tutti così imbolsiti nel gruppo dirigente del PD da non rendersi conto che si tratta di temi congeniali ad una forza riformista? Che Berlusconi abbia di nuovo introdotto il tema della giustizia strumentalmente, come arma da brandire, eventualmente, in chiave elettorale è fuori di dubbio. Ma proprio per questo il PD farebbe meglio a sfidarlo con proprie idee. Davvero per non dispiacere ai becero-giustizialisti si può fare finta che le intercettazioni vadano bene così come vengono attuate e diffuse attualmente, senza nessun rispetto per la privacy dei cittadini, soprattutto di coloro che nemmeno sono indagati? O che non sia doveroso discutere sulla separazione delle carriere e sulla presunta obbligatorietà dell’azione penale,vera fonte di insopportabili arbitrii? Discutere seriamente di questi argomenti si può, come sullo snellimento dei tempi dei processi penali e civili, sulla responsabilità civile dei magistrati, etc. Si parta da due domande: perché gli investitori stranieri vedono il funzionamento ed i tempi della giustizia italiana come uno dei maggiori ostacoli; e perché gli italiani hanno così poca fiducia? Bersani & C. si facciano queste domande e restino indifferenti alla martellante campagna secondo la quale “così si aiuta Berlusconi”. Poi, affrontino la sfida sul terreno delle risposte concrete a problemi che sono reali. Se il timore è che Berlusconi possa fare un uso personale delle riforme, il miglior rimedio è andare a vedere il suo gioco.
CORAGGIO PD, ACCETTA LA SFIDA SULLA GIUSTIZIA A PRESCINDERE DA BERLUSCONI!
Si parta da due domande: perché gli investitori stranieri vedono il funzionamento ed i tempi della giustizia italiana come uno dei maggiori ostacoli; e perché gli italiani hanno così poca fiducia?

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