La diaspora delle diaspore: sembra questa la definizione più calzante per descrivere i recenti avvenimenti delle residue schiere socialiste.
La frammentazione esasperata si è accompagnata, quasi forzosamente, alla ricerca di alleanze a volte contro natura.
Lo S.D.I. naviga nella stessa barca del Dott. D’Ambrosio, il Nuovo P.S.I. si allea con la D.C. di Rotondi (chi era costui?), Stefania Craxi è alla Corte di Berlusconi, Bobo Craxi…non pervenuto.
Storie e vicende diverse, quando non antitetiche, ma egualmente fallimentari per l’unità socialista e per il socialismo.
Quando mi sono battuto per la nascita del Terzo Polo ero convinto che solo così si sarebbe potuto evitare di essere fagocitati nei due schieramenti di centodestra e di centrosinistra; poi è arrivato il proporzionale, ma il risultato non è cambiato.
Nessuno ha avuto il coraggio della coerenza, avendo per contro privilegiato scelte a breve termine di puro compromesso elettoralistico.
Anche la “Rosa nel pugno” che sembrerebbe invece pronosticare la rinascita di una politica autenticamente laica (di questo le va dato atto), si è collocata in uno schieramento, quello di centrosinistra, che si connota proprio per la sua confessionalità, o cattolica o fortemente ideologica.
I socialisti che, con il Terzo Polo, avrebbero potuto e dovuto catalizzare in esso tutte le forze laiche della nazione, hanno finito per divenire l’elemento disgregante, proprio in ragione della loro incapacità di essere protagonisti di una svolta.
L’occasione persa sarà probabilmente irripetibile e le sciagurate decisioni del “vertici” dei vari gruppi socialisti rischiano di avere per conseguenza il definitivo abbandono di un progetto riformista non ancorato a schemi catto-comunisti o pseudo-capitalistici di basso profilo.
Come detto, è ormai tardi per esserci nel modo giusto in questa tornata elettorale, ma non lo è di certo per il futuro che ne seguirà.
Le contraddizioni, più o meno latenti, matureranno ed esploderanno, prima o poi, e l’eterno gioco della politica riaprirà le porte alla possibilità di riaggregazione di quanti aspirano ad uno Stato autenticamente libero, giusto, solidale ed efficiente in tutte le sue istituzioni ed espressioni.
Si tratta di cominciare a lavorare in questa direzione, liberandoci anzitutto di quel bagaglio di paure e di inibizioni che rende suddita anziché vincente l’idea socialista.
Se non si fa politica, se non si parla alla gente, non si ha futuro.
Cominciamo da poche cose, in sede locale: coordinandoci tra di noi, e poi si vedrà.
Paolo Alvigni

Caro Alvigini , e caro Bagatin ,certo occorre partire in sede locale,non è difficile condividere in pieno l’esortazione.
Ma intanto,cerchiamo di chiarire cosa la politica non deve essere ,se non marginalmente .
Il più grosso difetto ,in quella che oggi si chiama”politica” ,a mio parere sta nell’emergere e nell’imporre uno spirito e modus agendi che si configura banalmente come “tifo da stadio “….: “io sto con quello ,io sto di qua “….Il grido “dàgli all’untore “per aggregare e’ il modo migliore per annacquare ed annegare ogni idealità ,ogni ragionamento : e quindi ogni discrimine tra quello che potrebbe essere giusto e quello che invece è negativo . Il senso di appartenenza non necessita quindi di un basamento di ragioni , ma si accontenta di paludamenti giustificativi. Mentre l’interesse personale prevale forzatamente su quello collettivo .Finché la politica resta principalmente un business personale e di gruppo,una botta di vita che garantisce privilegi assurdi e sottaciuti in buona parte al comune dominio , sarà difficile ottenere cosa diversa dall’adesione a questo o quello , restando poi prigionieri degli interessi di gruppo ristretto ,di clan esclusivo ……….oggi il vero conflitto di interesse generalizzato è quello che lega la figura del c.d. onorevole alla sua poltrona !
Chiarito questo , raggruppiamoci localmente , trovando modi e occasioni di “ parlare alla gente “.Ponendo occasione di pubblico dibattito su argomenti di valore ,e quindi “udibili” e coinvolgenti…forse è l’unico modo per ripartire “dal nulla”.
Discutiamone ,nel mentre si trovino indicazioni giustificative e produttive per questa tornata elettorale. A questi chiari di luna ,ingrossare ancora il partito degli astenuti , mi sembrerebbe un grosso errore.
Condivido ogni singola parola.