Ci eravamo sbagliati su Bersani. Ricorderete l’articolo “ Due volte bravo a Bersani” con il quale avevamo salutato positivamente il pacchetto di provvedimenti sulle liberalizzazioni.
Con quell’articolo ci eravamo attirati le critiche e l’incredulità di molti lettori. Noi avevamo replicato che quando si approvano misure giuste occorre riconoscerlo.
Ora constatiamo, invece, che il ministro più “pragmatico e positivo” del governo Prodi, l’uomo concreto perché ammaestrato dall’esperienza di presidente di una delle regioni più opulente, la regione rossa per eccellenza, l’Emilia, non ha retto a quindici giorni di contestazioni da parte dei tassisti ed ha battuto in ritirata.
Se questo è Bersani, figuriamoci gli altri ministri di un governo peraltro già in affanno e battuto più volte al Senato.
A nostra parziale scusante, il fatto che il giudizio si riferiva al provvedimento: quello noi avevamo giudicato positivamente.
La vicenda dimostra soprattutto una cosa: che quando si tratta di affrontare un problema, di prendere una decisione che contenta alcuni ma scontenta altri, il governo va in panne. Affoga nel mare delle sue contraddizioni. Infatti, il pacchetto Bersani non è stato affondato solo dai tassisti. Ci si sono messi di mezzo anche i Sindaci dei grandi comuni, quasi tutti dell’Ulivo, a cominciare dal sindaco di Roma Veltroni.
Ora è prevedibile che ci saranno altri cedimenti e che di tutto il complesso di provvedimenti presentati dal ministro per le attività produttive resti in piedi solo la parte fiscale, quella nascosta tra le pieghe e messa in ombra dalle presunte liberalizzazioni.
Insomma, una turbata che sta ritorcendosi contro il governo Prodi come un boomerang.
CONTRORDINE: NON E’ VERO CHE BERSANI E’ BRAVO!
Il ministro più “pragmatico e positivo” del governo Prodi, l’uomo concreto perché ammaestrato dall’esperienza di presidente della regione rossa per eccellenza, l’Emilia, non ha retto a quindici giorni di contestazioni da parte dei tassisti ed ha battuto in ritirata.

Io sono uno di quelli che aveva apprezzato il provvedimento di Bersani anche se temevo che nel paese dove il decisionismo anche minimo non si sa dove stia di casa il finale sarebbe stato la solita retromarcia e cosi’ è stato anche questa volta. Poichè come ha detto giustamente il Governatore Draghi per far ripartire l’Italia bisognerebbe mettere mano alla previdenza e alla spesa sanitaria lascio a voi tutti immaginare quali provvedimenti verranno presi: NESSUNO! In tutta questa vicenda non ha brillato per spirito liberale neppure la CdL o ciò che ne rimane: le scene barricadere di Alemanno e Gasparri e le dichiarazioni di Cicchitto e altri di Forza Italia a favore della rivolta dei tassisti non fanno immaginare un futuro molto liberale per la CdL.
Non c’è affatto da meravigliarsi del comportamento del Ministro Bersani. Prodi l’ha sempre detto: prima si discute, si concerta, si tratta e poi si decide. Con uno sdoppiamento della fase decisonale non del tutto irrilevante, anche se non faccio la scoperta dell’America (!): se sono in ballo molti voti (….. e ricordiamici il risultato lettorale!) si cede alle richieste dei crooners; se, al contrario, non c’è rischio di perdere voti, ma anzi questi arrivano pure dall’opposizione, allora il CS impone le proprie decisioni, riuscendo, oltretutto, con un’abilità sopraffinissima (bisogna riconoscerlo!) ad ottenere delle vere e proprie standing ovations.
Un saluto dal vostro Vittorino Zuccotti
da Bersani, visto la partenza controcorrente, ci si aspettava un viaggio attraverso la rivoluzione liberale, anche “lento pede”.ma….come gli altri..il potere innanzitutto. Salviamoci il culo!!! E non è da poco. Dicono nell’Unione: “sono contrario ma ti dò la fiducia” ( Di liberto & C – inteso come “compagni”comunisti osupercomunisti… Quanta serietà in questo Governo……..quanta povertà e ricchezza nelle tasche a danno dei cittadini.