Non mi indigna più di tanto la pubblicazione delle intercettazioni di Fassino. Certo si potrebbe discutere della coerenza con cui un Presidente del Consiglio prima propone di punire con la galera i giornalisti rei di pubblicare intercettazioni e poi, diffondendole sul giornale di famiglia, non si fa scrupoli a cavalcarle quando riguardano l’avversario politico.
Ma al di la di questo, l’esigenza del controllo da parte dell’opinione pubblica sull’operato della politica mi pare un interesse talmente prioritario da far passare in secondo piano ogni altra considerazione.
Mi indigna molto più, a dire il vero, la pubblicazione in prima pagina di cittadini qualunque additati come mostri perché indagati per gravi delitti, anche all’inizio delle indagini e cioè quando la loro innocenza – oltre che presunta ex lege – è ancora altamente probabile. Non che la colpevolezza legittimi la pena aggiuntiva della gogna… ma l’innocenza la rende ben più odiosa! Mi chiedo: quale interesse pubblico possa avere una simile lesione alla dignità della persona? Perché i “garantisti” non si occupano di ciò?
Ma tornando al merito della faccenda mi chiedo: insomma, quale è il “peccato” di Fassino? Avere esultato alla notizia di un probabile esito positivo del progetto imprenditoriale di Unipol?
La questione morale sta tutta nelle frasi: “Abbiamo una banca?!” … bene, bene allora “portiamo a casa tutto!!”?
Francamente mi pare si stia un po’ esagerando. Certo, un problema politico c’è; e volendo essere incisivi lo si potrebbe anche definire come un conflitto di interessi della sinistra, anche se non delle dimensioni di quello berlusconiano: lui non ha bisogno di comprare una banca, ce l’ha già!
E a chi azzarda che non è tutto qui, che ci sono anche i 50 milioni di Consorte chiedo: ci sono state tangenti? Arricchimenti illeciti di esponenti politici? Se è così la faccenda assume una piega diversa, ed è giusto andare fino in fondo. Ma se così non è, che i calunniatori rispondano delle loro calunnie!
MP

La questione morale, a mio avviso, si deve cercare semmai nei sostanziosi vantaggi di cui l’imprenditoria cooperativa usufruisce nei modi più diversi nei territori saldamente in mano alle amministrazioni di sinistra, e questo a danno delle imprese private. Oppure nei sempre più faraonici centri commerciali che senza tanti problemi vanno sorgendo come funghi nelle regioni rosse, spesso in aree industriali dismesse. Queste ed altre iniziative anzichè ad imprese di impronta sociale somigliano sempre di più a speculazioni fondiarie e immobiliari tese anche a creare un clientelismo politico irrimediabilmente sempre più granitico.
Mi par di ricordare che il nostro Leader avesse qualceh reazione diversa quando si trattò delle prestazioni professionali del Ministro Cesare Previti. A proposito… ma almeno l’evasione fiscale l’avv. Previti l’ha almeno condonata?
Ma perché tifava?
Epperché andava a pranzo, senza averne alcun interesse, con presidenti di società che avevano pacchetti di azioni?
Ma è proprio un perditempo questo Fassino!
Con tutti i problemi che ha l’Italia , Lui, capo del partito più forte della sinistra, si perde in cose che non servomno a nessuno:
se questa è la sua produttività politico amministrativa, io non lo voto!
ciao MP.
Eh si, caro MP.
La questione morale sta anche qui. Perchè Fassino non doveva “tifare” così palesemente verso l’una o l’altra parte. Perchè oltretutto, come definisci tu, l’operazione è un palese conflitto di interessi. E su consorte dici giusto: i calunniatori siano calunniati! La paura – e dico: paura.. perchè non ne gaudagna nessuno – è che alla fine i calunniatori l’avranno dalla loro!