Eh? Ti lamenti di due fiocchi? Beh facciamo anche tre! Ma pensa al caldo che farà il 24 giugno. Ha ragione Francesca Cremoni, una delle poche a ribellarsi in Facebook, alias “faccia libro”, come direbbe Giulia. Tutti lì a lamentarsi di due fiocchi di neve, di una bella nevicata a marzo, e non si pensa alle vere emergenze vere. Ripetizione voluta. E un po’ anche involuta. Dramma auto bloccate dai mucchi di neve e coda dell’inverno rigido: sembra che non si aspetti altro dal tempo per far fare notizia al maltempo. Quando le vere notizie son quelle dei migliaia di terremotati nel mondo che sono senza casa, senza acqua, senza famiglia e senza speranza. Quelle son notizie, non due fiocchi di neve, forse fuori stagione. E poi chi l’ha detto che è una nevicata fuori stagione? Zona Cesarini ma è pur sempre inverno. Viviamo in giornate e settimane di contro sensi. Cerchiamo un senso logico a fatti che di logico non hanno niente. Mettendoci di mezzo anche il tempo. Che una sua logica ce l’ha, da millenni. Da tempo appunto. Di contro sensi, di varia umanità, in questi soavi giorni di fine inverno ce ne sono in giro a bizzeffe. Ad esempio. Mezzo mondo agricolo è in allarme e sul piede di guerra per la patata transgenica e da anni il transgenico è venduto nei vari Consorzi agrari italiani. Sempre in tema. Allarme generale per l’apertura europea al transgenico e per anni non si è mai chiarito fin dove arriva l’informazione corretta (anche da etichetta) e dove la propaganda (anche quella degli ambientalisti e non solo quella comprensibile a suo modo delle multinazionali). Molti scienziati ci dicono che in qualche modo mangiamo già transgenico senza saperlo. Altro argomento. Consumi elettronici. Sarà l’anno del digitale per un quarto dell’Italia e molte famiglie invece di comprare il decoder (ce ne sono da 25 a 150 euro) magari approfitteranno delle tante offerte e compreranno i nuovi tv lcd e plasma con decoder incorporato. Ce ne sono di tutti i prezzi da 120 euro (quasi come il solo decoder) a 300 500 euro per schermi di pollici superiori e a 2.500 euro per megaschermi a muro. Ci sono catene di prodotti elettronici ed elettrodomestici che fanno anche il panino. Imbarazzante a volte. Messaggio: “Hai bisogno di una lavatrice, o di una asciugatrice. Bene con una cifra più o meno arrotondata ti diamo lavatrice, o asciugatrice e tv con decoder. Lavi asciughi e, in omaggio, vedi. Incredibile. Insomma siamo arrivati al punto che il televisore è un gadget in regalo se prendi l’asciugatrice. Cosa direbbe mai il compianto Biagi, quando già negli anni Ottanta se la prendeva con questa moda che dilagava di aggiungere ai giornali, settimanali e mensili meglio, qualcosa in regalo che non c’entrava molto con l’informazione. Tipo: Anna col centrino di pizzo e uncinetto, Panorama con la cassetta dei vecchi film di Totò, Oggi con il canotto gonfiabile, Gente con una mascherina, l’Espresso con le carte da gioco o le cartine geografiche. Ricordo che Enzo Biagi un giorno sbottò così: “Se almeno ci regalassero qualcosa di utile, subito. Che so una fetta di prosciutto”. Contro sensi. Come certe strade. Come certe campagne di consumo. Come certi messaggi. Abbiamo cassetti pieni di farmaci in scadenza e passiamo pubblicità su pubblicità per nuovi farmaci da banco. Abbiamo le città intasate e invece di fare promozione ai trasporti pubblici facciamo promozione ai trasporti fra un po’ mono cellulari. Ci fanno comprare avveniristi palmari e schermi-phone spaziali e in metà paese (nel senso di paese grande) non c’è una rete senza fili neanche a pagarla oro. Ci invitano a diventare tutti web digitali e con un cip e clic sapere tutto di noi, in rapporto alla burocrazia, e poi non trovi una rete neanche a morire. Contro sensi. O sensi troppo dritti per essere capiti da tutti
Fabrizio Binacchi www.virgola1.splinder.com

Lascia un commento