• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

IL COLPO DI STATO DEL 1953 CHE HA PORTATO, COME CONSEGUENZA ULTIMA, ALLA DITTATURA DI AHMADINEJAD

Un altro film di una donna, stavolta premiato a Venezia con il Leone d’argento. Un film che ci fa conoscere la storia recente dell’Iran e ci fa capire come si è arrivati a Komeini prima, che ha tradito le aspettative delle donne e ad Ahmadinejad che ha tradito le aspettaive del suo popolo. Di Maria Rita Monaco

di Maria Rita Monaco | 15 Marzo 2010

Mentre Jafar Panahi è ancora in carcere, era stato arrestato il 2 marzo con la moglie, la figlia e il gruppo di amici che si trovavano in casa sua, (moglie e figlia  sono state liberate qualche giorno fa), esce nelle nostre sale Women whitout Men (Donne senza uomini) della video artista iraniana Shirin Neshat, Leone d’argento al festival di Venezia 2009.

La regista, durante il giro promozionale per la presentazione del film ha dichiarato:

“So che il governo iraniano è capace delle peggiori atrocità nei confronti dei detenuti e che vuole mettere il bavaglio alla cultura. La comunità internazionale potrà aiutare Panahi e gli altri artisti detenuti spingendo i propri governi a intervenire sul nostro. Ahmadinejad non si interessa ai media, ma ascolta i leader occidentali: Berlusconi, Sarkozy o Hillary Clinton potrebbero fare molto a livello diplomatico”.

Queste sue parole ci hanno ricordato l’emozione dell’ingresso in sala, a Venezia, della delegazione iraniana. La regista vestita completamente di verde (il colore della protesta in Iran) e uomini e donne con la sciarpa verde al collo, intorno alle spalle, drappeggiata in mille modi ma sempre ben visibile. Emozione che ci ha accompagnati durante la proiezione del film e che è esplosa in pieno al momento della dichiarazione dei vincitori dei Leoni.

Shirin Neshat vive negli USA e ha girato il film a Casablanca perché ovviamente non poteva girare in Iran. I suoi lavori fotografici, le sue installazioni video sono ignorate in Iran, il libro omonimo di Shahrnush Parsipur è molto conosciuto in Iran, ma la scrittrice vive negli USA; tutto questo ci dice chiaramente  che il popolo iraniano può manifestare le proprie idee solo stando all’estero. Chi ha il coraggio e la forza per restare corre lo stesso pericolo di Panahi e dei tanti non famosi che protestano a proprio rischio e pericolo.

Ma torniamo al film che ci fa conoscere una pagina di storia poco nota che però spiega l’attuale situazione in Iran.

Nel 1953 un colpo di stato organizzato dalla CIA e appoggiato dalla Gran Bretagna, destituì il primo ministro, democraticamente eletto,  Mohammad Mossadeq restaurando il potere dello Scià.

E’ in questo momento storico che Shirin Neshat inserisce la storia di quattro donne, di diversa estrazione sociale e del loro viaggio che le porterà a confluire verso lo stesso giardino.

Il giardino visto come luogo di isolamento, di riflessione, di riposo, di rinascita, nella pace della terra, accanto a fiori, alberi, acqua. Luogo quasi sacro nella cultura persiana, Pieni di giardini curati dalle donne sono i paesi che a lungo hanno unito le loro conoscenze a quelle della dominazione araba, Spagna e Sicilia su tutti.

Giardino quindi simbolo di tutto il film, una sorta di Eden per le quattro donne con storie pesanti alle spalle.

Zarin la prostituta fugge quando si accorge di non vedere più il volto degli uomini che abusano di lei e rappresenta tutta la sua sofferenza, la difficoltà ad accettare il suo corpo, nella scena del bagno quando si strofina a sangue, quasi volesse cancellare non solo le troppe mani che l’hanno toccata, ma anche lo stesso corpo che si è fatto maneggiare così a lungo.

Munis, rinchiusa in casa dal fratello/padrone che le impedisce perfino di ascoltare alla radio gli appelli ad un Iran libero, ha una sola possibilità di libertà, di raggiungere il giardino, come si vede dalle scene iniziali e sarà nel film l’emblema di Neda, la giovane donna uccisa perché manifestava contro i presunti brogli elettorali che hanno portato alla rielezione di Ahmadinejad.

Faezeh, amica di Munis sogna di sposare l’uomo che ama…il fratello di Munis, che sposerà, invece, la cugina.

Fakhiri, un’ex attrice sposata senza amore ad un generale, incontra, a distanza di molti anni, l’amore della sua vita, prende il coraggio e lascia il marito. Sarà lei a comprare la grande casa , circondata dal giardino, lontana dagli orrori della città, dove troveranno rifugio le altre donne., che però verranno raggiunte anche lì dall’orrore che pensavano di aver abbandonato.

La scelta degli attori è stata lunga e difficile: non potevano partecipare al film attori residenti in Iran quindi si è cercato fra gli attori di seconda generazione residenti all’estero. Da sottolineare che  Fakhiri è un’amica della regista, che ha lavorato spesso con lei, lasciandosi fotografare per la raccolta “Donne dell’Iran” e la tenutaria del casino in cui lavora Zarin è la stessa autrice del libro da cui è stata tratta la sceneggiatura del film.

Un film duro, difficile, accompagnato da una fotografia che alterna, secondo le scelte della regista, il più crudo bianco e nero alla profusione dei colori. Un film bello, doloroso, che ci aiuta a capire la tragedia di un popolo privato della libertà, della cultura, della tradizione.

Maria Rita Monaco

Pubblicato in : Cultura ed eventi

Info Maria Rita Monaco

Insegnante di lettere nelle scuole medie, alla fine degli anni settanta è tra i fondatori del Laboratorio Immagine Donna con il quale, sino al 2008, promuove festival cinematografici. Dal 1981 al 1987 è assistente in “Teoria e tecnica delle comunicazioni di Massa” del professor Baldelli presso l’Università di Firenze. Ha partecipato a progetti di educazione e comunicazione cinematografica e curato vari cineforum. Collaborato attivamente con la Biblioteca delle Donne di Soverato e con la Commissione Pari Opportunità di Catanzaro. Dal 2008 scrive recensioni di film e libri su Pensalibero.it

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Antonio di Meco su Fermare le macchine per salvare la democrazia
  • Angioletta Massimino su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Angioletta Massimino su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti