Caro Direttore,il Vassallum,opportunamente reso noto dal Riformista,sottolinea-finalmente!-la virtù maggioritaria del proporzionale in “arene”da 12,14 o 16 seggi .Su questa base virtuosa s’innesta però l’intreccio “tedesco” tra collegio uninominale e circoscrizioni a lista bloccata,in chiara contraddizione con l’obiettivo n.1):ch’è di “consentire agli elettori di..giudicare.. i candidati”.A cosa serve quest’invenzione se non a confermare la chiusura oligarchica che connota la Seconda Repubblica?Non è infatti più “corretta”-in tutti i sensi- la preferenza rispetto alle primarie?Quella non è mai degenerata nei collegi piccoli (controllabili gli atti dell’apposita Giunta );queste,invece, “godono” di procedure private che,non difficile immaginare,produrrebbero non soltanto a Napoli o Palermo “liste dei primaristi organizzati”,al soldo dei facoltosi di ciascun partito; violano platealmente la segretezza del voto e,infine,se evitati tali e tanti limiti,promana dalle dirigenze. Nemmeno appare robusto argomentare pro blocco liste con l’ “impresentabilità..per più di otto nomi”,cioè per questione di spazi sulla scheda (sic!),mentre si tratta di riconoscere il diritto di “giudicare” fra gli otto. A ricercare davvero la pienezza degli obiettivi,la modifica degli artt 2-3-59-77-82 ed 83 del D.P.R. 30 marzo 1957,n°361 consentirebbe il diritto di tribuna con la semplice ammissione ai resti senza condizioni!Cosa osta alla verifica di quest’ipotesi che “preserva la (medesima) dinamica bipolare”e dà reali possibilità agli altri 3 obiettivi dichiarati? Il rifiuto di tutta la Prima Repubblica si accanì anche contro l’uninominale per il Senato,che pur non era stato sottoposto né a critiche né a referendum;e ben si combinava,differenziandosi,con il plurinominale alla Camera. Ora il Vassallum,che pur si fonda sul collegio virtuoso,elude il plurinominale maggioritario con preferenza: per gattopardismo a favore delle oligarchie o per soddisfare -con il richiamo tedesco- ad una parvenza di europeismo. Oppure, a ben vedere, per entrambi?
Nicola Savino
già componente della Commissione AA Costituzionali Camera

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