• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Contribuenti e risparmiatori in pista

Non vi è dubbio che l’articolo 47 della nostra Costituzione – che tratta della difesa e della promozione del risparmio – negli ultimi tempi appare alquanto bistrattato e bisognoso di sostegno e, in caso estremo, di sostanziale modifica. 


di Sàntolo Cannavale | 17 Aprile 2016

Molti economisti sono concordi sulla opportunità ed utilità di incrementare i consumi per il bene dell’economia nazionale.

D’altro canto l’allentamento quantitativo (quantitative easing) della BCE in ultima analisi mira proprio alla messa in circolo di nuova liquidità per invogliare le aziende ad investire ed a distribuire redditi aggiuntivi ai lavoratori impegnati nel processo produttivo.

Non è certo il caso di far arrivare banconote ai cittadini lanciandole da un elicottero in volo (helicopter money), come ipotizzato in maniera suggestiva da un eclettico banchiere americano.

Va sottolineato che il “quantitative easing” targato BCE si serve del tramite bancario per stimolare aziende e consumatori. Ad oggi detto strumento finanziario non appare in grado di conseguire l’obiettivo prefissato da Francoforte (BCE) e non riesce ad invertire la rotta disegnata dall’incalzante deflazione, allo stesso tempo causa e conseguenza del calo prolungato degli acquisti.

In questa situazione di stallo dei consumi, quale pilastro determinante dell’economia, si potrebbe far leva in particolar modo su predisposizione psicologica ed attivismo dei cittadini contribuenti.

A questi, in maniera automatica e senza pesantezze burocratiche, si potrebbe attribuire un’apertura di credito in conto corrente di entità pari o proporzionata all’ammontare di imposte personali versate nell’anno precedente, regolata al tasso d’interesse previsto dalla BCE. Magari tenendo conto del livello di inflazione programmato da Francoforte, attualmente pari al 2%.

Questo sarebbe anche un modo per dare importanza e visibilità ai cittadini che contribuiscono in maniera fattiva e concreta alla “costruzione” e “sostenibilità” del bilancio dello Stato. Servirebbe ad evidenziarne e promuoverne il ruolo essenziale nella dinamica della vita nazionale.

Il congegno finanziario innanzi ipotizzato servirebbe anche a compensare, seppure parzialmente, l’attuale, deciso declassamento del fattore risparmio e dei risparmiatori medesimi, dal momento che la BCE si è sostituita ad essi nella fornitura, artificiosa ed inflazionistica, della materia prima per il sostegno all’economia.

I cittadini contribuenti infatti, per logica ed ovvietà, sono anche i detentori della gran parte del risparmio accantonato nel tempo e nella disponibilità del Paese (e, perché no, dell’Unione europea).

Non vi è dubbio che l’articolo 47 della nostra Costituzione – che tratta per l’appunto della difesa e della promozione del risparmio – negli ultimi tempi appare alquanto bistrattato e bisognoso di sostegno e, in caso estremo, di sostanziale modifica.

Nel contempo richiamo qui altro mio convincimento secondo cui occorre battersi in Europa per neutralizzare ed accollare alla BCE la parte di debito pubblico eccedente il 60% rispetto al PIL. E’ una delle strade da seguire per poter progettare una crescita possibile.

Questa misura eccezionale in favore dei Paesi dell’Unione con rapporto debito/pil superiore al 60%, a partire dai 18 a moneta euro, andrebbe coniugata con la nomina del Ministro del Tesoro e delle Finanze europeo, dotato di visione complessiva e poteri di intervento su politiche fiscali e di spesa comunitarie.

Al Ministro del Tesoro UE, in sintonia decisionale con il Parlamento europeo, sarebbe parimenti attribuita la facoltà di emettere Eurobond per finanziare investimenti nelle zone con alta disoccupazione e carenti di strutture produttive.

Da qui si capirebbe se c’è effettiva volontà di fare il salto di qualità e di sostanza e di pervenire, tutti assieme, agli “Stati Uniti d’Europa”.

Gli Stati direttamente interessati (Italia in testa in uno a Grecia e Portogallo) non riusciranno a perseguire l’allettante obiettivo del rapporto tra debito pubblico e Pil pari al 60%, di cui al trattato di Maastricht del 7 febbraio 1992, nonostante i tentativi posti in essere.

Il nostro Paese registra un rapporto tra debito pubblico (2.190 miliardi di euro) e PIL nazionale pari al 132,5 per cento. Per ridurre detto rapporto del 132,5 per cento a quello immaginato e programmato del 60 per cento, il Governo italiano dovrebbe “liberare”, meglio “rimborsare circa mille miliardi di euro di buoni del tesoro emessi a più riprese per rifinanziarsi.

All’operazione straordinaria sopra ipotizzata provvederebbe la BCE, assumendo su di se i mille miliardi in questione, e riportando la situazione finanziaria italiana ad un punto di partenza tale da renderla competitiva rispetto agli altri 17 partecipanti al “gioco” della moneta unica e condivisa.

Ovviamente il parametro del 60 per cento tra debito e Pil potrebbe essere rimodulato ad un livello più o meno elevato secondo le convenienze e le intuizioni della politica europea, per il bene di tutta la Comunità.

Pubblicato in : Primo pianoTag: bce, buoni del tesoro, consumatori, costituzione, debito pubblico, declassamento, euro, europa, finanze, finanziaria, francoforte, governo, governo italiano, grecia, importanza, italia, moneta unica, parlamento, politica europea, processo, sostegno, tesoro, unione europea

Info Sàntolo Cannavale

Laureato in Economia e Commercio, vanta una grossa esperienza nell’ambito bancario. Ha scritto numerosi articoli a sfondo economico-finanziario. Nel 1992 ha pubblicato “Bot, Cct, Btp: Chi salderà il conto? Debito pubblico e riforme elettorali. Crisi dell’Est europeo e riflessi sull’economia italiana”.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti