Basta con il solito ricattino del “voto utile”. Votiamo solo secondo coscienza; secondo la scelta – difficilissima, ripeto ancora – che avremo maturato da oggi alla mattina del 24 febbraio. Per esempio….

Mai la ricerca del meno peggio da votare sarà difficile, ai limiti dell’impossibile, come il prossimo 24 febbraio.
La legge infame, detta con definizione appropriata porcellum o porcata, che i grossi partiti,complici, hanno a suo tempo, insieme, voluto e che adesso hanno mantenuto,impedisce agli elettori di esprimere preferenze per i candidati e , tra sbarramenti e premi indecenti, limita e/o altera l’espressione di voto popolare.
Movimento cinque stelle, Lista Giannino, Vendola, il PD di Bersani, Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni? Punto interrogativo, per ora . Anzi, tre !
Andiamo a votare, nonostante tutto : è nostro dovere , perché è un diritto ottenuto con la volontà, la dedizione, il sacrificio dei nostri predecessori, dagli anni del Risorgimento a quelli di tutte le guerre per l’indipendenza e l’unità nazionale, dal periodo della monarchia costituzionale fino a quello – attraverso l’ opposizione alle dittature – della repubblica parlamentare.
Nella nostra scelta del 24 febbraio – difficilissima, ripeto – cerchiamo di riflettere, di ragionare, di ricordare:
Lo Stato di diritto, lo Stato liberale, esige la distribuzione, la distinzione, la separazione dei poteri;
sicchè il fenomeno, cui ancora assistiamo, di magistrati che entrano in politica, che si candidano in un partito, con un partito, dando nome a un partito ( per di più – vergognosa aggravante – nello stesso collegio, negli stessi luoghi in cui hanno esercitato la loro funzione fino ai giorni immediatamente precedenti la campagna elettorale ) è un fenomeno aberrante.
La tutela delle minoranze è un’ eredità preziosa della nostra storia risorgimentale. Il pluralismo,
la presenza di movimenti o partiti piccoli per numeri, ma significativi – se non grandi – per idee, programmi e metodi, sono elementi che solo per prepotenza o per ignoranza possono essere disprezzati. Basta con il solito ricattino del “voto utile”( che trova sponda – certo – nell’immonda legge elettorale ). Ogni voto è utile. Andiamo a votare respingendo questo ed altri eventuali, prossimi ricatti. Votiamo solo secondo coscienza; secondo la scelta – difficilissima, ripeto ancora – che avremo maturato da oggi alla mattina del 24 febbraio.
L’istruzione del cittadino, la diffusione della cultura, la difesa del territorio, del paesaggio, dell’ambiente – i pregi e le bellezze caratteristiche ed inestimabili che fanno dell’Italia una
terra unica al mondo – dovrebbero alimentare il nostro orgoglio, la nostre volontà , la nostra partecipazione; dovrebbero costituire il nostro nuovo patriottismo. Dovremmo esigere che fossero al primo punto di ogni programma .
Qualcuno dirà che esagero. Altri mi daranno del vecchio romantico ( o, peggio, illuso )? Altri faranno spallucce? Lo dico lo stesso: dovremmo trovare il coraggio di tornare a combattere e a manifestare. In maniera non violenta, ovvio, ma decisa, intransigente. Magari come il 27 aprile del 1859 a Firenze, nella piazza che, dopo la manifestazione dei diecimila ,abbiamo denominato dell’Indipendenza. Per dire NO alle falsità – tanto sorridenti quanto spudorate – agli atteggiamenti e ai partiti personalistici; No al disprezzo della politica , che dovrebbe tornare ad essere amata e praticata per obbiettivi concreti e per fini di utilità generale ( vadano, i candidati, a vedere “Lincoln” e cerchino di capire ! ). Per dire SI’ al buongoverno, al controllo effettivo della spesa pubblica ; SI’ alle opere necessarie per il progresso, per i cittadini che studiano e lavorano; SI’ al fare bene, No al fare purchessia. Si’ alle opere utili e necessarie ( per la messa in sicurezza dei fiumi e dei torrenti, per esempio; per la demolizione e ricostruzione , in luogo e maniera diversa , degli edifici, delle abitazioni abusive ). No alle grosse opere inutili , dannose, pericolose, marce di affarismo, corruzione e violenza ( come la megagalleria TAV sotto Firenze, da fermare, finchè è possibile, non per fermare tutto, ma per realizzare il progetto diverso, compatibile, e realizzare,
d’altra parte, binari e stazioni per i collegamenti intermedi, per i servizi per i cittadini pendolari ).
Basta, per ora. Mi fermo e saluto.
Vostro, con disperata convinzione

Non esiste Dio che può imporre ad un cittadino di votare i così detti partiti grandi partiti. Nessuno può considerare il mio voto disperso o inutile se lo darò a Giannino. Il voto è mio. Non loro. Bravo Adalberto, comunque tu voterai. Bisognerebbe che gli italiani cambiassero più frequentemente il loro voto evitando, ad esempio PD e PDL, mentre alle prossime elezioni cambiare di nuovo. Del resto, come diceva già allora Marco Porcio Catone, ” Io penso che Berlusconi è da distruggere”.