Si è arrivati ad un passo dalla crisi di Governo. Sull’aumento delle spese militari Draghi ha vacillato ed è subito andato a trovare Mattarella per decidere il da farsi. Tutto per colpa di Conte, il rinominato leader del M5S. Ma che avesse deciso di dare battaglia, Conte lo aveva annunciato con molta chiarezza in un comunicato su FB. E al primo appiglio ci si è buttato a capofitto. I sondaggi per i grillini vanno male, il Movimento è diviso e dilaniato da rivalità personali, Grillo tace da tempo, Di Maio lo guarda in cagnesco ed allora l’avvocato pugliese fa saltare il banco. Cambia anche look. Basta vestiti griffati e pochette, ora in camicia con le maniche arrotolate, basta con la voce soffusa, ora si urla e si picchia i pugni sul tavolo. E si torna anche al vecchio populismo. Sanità contro armi, difficoltà economiche contro armi, lavoro contro armi. Facile no? il gioco è fatto. Si prende le distanze anche dal PD. Il campo largo di Letta può attendere. Conte cerca anche gli alleati. Recupera Di Battista e si accorda con il Fatto Quotidiano o meglio con Travaglio. Insomma la vecchia compagnia di giro. Forse troverà sulla strada un riapparso Santoro. Il pensiero di Conte ormai è quello: meglio votare subito che vivacchiare alla corte di Draghi.
Roberto Caputo

Conte non ha molto tempo a disposizione: cinicamente “o la va o la spacca!”