
Cosa ha detto in direzione Schlein sull’Ucraina? Non una parola sulla questione decisiva dell’invio delle armi a Kyiv per combattere contro gli attacchi sempre più violenti della Russia.
Tutto rinviato a quando ci sarà il famoso negoziatore unico europeo. A mai, insomma.
Ecco l’integrale:
“Abbiamo sempre sostenuto, e continueremo a sostenere, il popolo ucraino che subisce un’aggressione criminale da parte della Russia, siamo convinti che l’Europa debba rendere più chiaro il proprio impegno per una soluzione diplomatica e negoziale, ed esercitare un’iniziativa che fin qui è mancata. Perché per costruire la pace non possiamo aspettare che cada l’ultimo fucile.
L’Unione deve nominare adesso un negoziatore unico europeo, e non lasciare alle ambigue telefonate tra Trump e Putin una discussione che riguarda il futuro degli interessi di sicurezza ucraini ed europei. Guardate, voglio essere chiara: un’Europa che lavora per una pace giusta sta bene, ed è forse l’unica che può davvero sapere fino in fondo che una pace giusta non è la resa alle ragioni dell’aggressore che continua purtroppo a intensificare la sua offensiva. È chiaro che
non saranno le telefonate tra Trump e Putin ad assicurare gli interessi di sicurezza europei ed ucraini.
Ci vuole l’Europa. Ma sono fiduciosa che troveremo un punto di sintesi all’altezza della responsabilità che abbiamo e del quadro europeo in cui ci muoviamo, e in cui tutti condividiamo l’ambizione di portare una svolta”.
Marco Taradash

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